Portogallo - Speciale Erasmus

A canção da revolução

aprile 25, 2008


Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Dentro de ti, ó cidade
O povo é quem mais ordena
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena.

Em cada esquina um amigo
Em cada rosto igualdade
Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena
Em cada rosto igualdade
O povo é quem mais ordena.

À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade
Jurei ter por companheira
Grândola a tua vontade
Grândola a tua vontade
Jurei ter por companheira
À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade.

Se mai esiste una canzone che ha fatto la storia nel senso più completo del termine, questa è “Grândola vila morena”.

La venditrice ambulante che offre i garofani

La venditrice ambulante che offre i garofani

Fu infatti proprio la trasmissione di questa canzone di José Afonso (fino ad allora assolutamente proibita) dalle onde di “Limite”, il programma musicale quotidiano notturno di “Rádio Renascença“, un’emittente cattolica, che diede il segnale d’inizio, alla mezzanotte del 25 aprile 1974, alla “Revolução dos cravos”, la “Rivoluzione dei garofani” (così chiamata dai fiori che una venditrice ambulante si mise a offrire ai militari di sinistra la mattina del sollevamento, in Praça do Comércio) che mise fine alla dittatura fascista portoghese, che durava da cinquant’anni.

Una canzone scelta dai militari (assieme ad una canzonetta d’amore di Paulo de Carvalho, “E depois do adeus”, per il segnale di preallarme; con questo, anche tale canzone entrò nella storia) proprio perché parla di fraternità, di pace e di uguaglianza presa a simbolo da delle forze armate che, una volta tanto, fecero veramente il bene del loro popolo (interrompendo, tra le altre cose, le sanguinose guerre coloniali che stavano letteralmente dissanguando il Portogallo).

Come raccontò José Afonso stesso, “Grândola vila morena” era stata composta in omaggio alla “Sociedade Musical Fraternidade Operária Grandolense” (Grândola è una cittadina del sud del Portogallo), una delle prime cooperative e associazioni operaie severamente represse dal regime. José Afonso aveva tenuto uno spettacolo a Grândola il 17 maggio 1964, e fu esattamente in questa occasione che il cantautore aveva conosciuto il chitarrista Carlos Paredes.

Ma José Afonso era rimasto soprattutto impressionato dall’associazione: un “locale buio e privo di qualsiasi struttura, con una biblioteca, con chiari obiettivi rivoluzionari ed una disciplina generalizzata ed accettata da tutti i membri. Ciò rivelava una grande coscienza e maturità politica.”

Sin dal suo apparire, la canzone -che parlava di un’associazione proibita- fu anch’essa proibita. Per averla eseguita in pubblico più volte, José Afonso dovette subire numerosi arresti ed interrogatori da parte della polizia ordinaria e della PIDE.

Al momento della sua trasmissione come segnale d’inizio per l’abbattimento del regime fascista, “Grândola” era già una canzone-simbolo.

Nella città di Grândola un monumento riporta le parole della canzone.

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1 Comment

  • Reply Anonymous aprile 28, 2008 at 10:15 am

    E’ sempre impressionante come la storia, se conosciuta nei modi giusti, aiuti a capire il mondo di oggi. Come dico sempre, non si può capire chi siamo se non sappiamo chi eravamo e da dove veniamo. Per questo penso che la storia andrebbe insegnata di più e meglio ai ragazzi di oggi, magari cominciando a tralasciare la famigerata “civiltà dei Sumeri” come diceva Fracchia, per cominciare a studiare bene i nostri ultimi due secoli di vita.
    Magari se si studiassero meglio certi avvenimenti dei nostri anni, saremmo più obiettivi anche nelle scelte politiche attuali.
    te ed i tuoi amici siete giovani, ma se pensiamo a fatti che a me sembrano accaduti ieri e fanno invece già parte della storia, questi assumono connotati diversi.
    Penso al caso Moro. Avvenne nel 1978 ed io ricordo che il giorno del rapimento fu l’occasione per uno dei miei primi scioperi, ero già in banca da quasi due anni. Mi guardo diertro e mi sembra ieri, sono passati 30 anni!
    E la strage della stazione di Bologna? molti di voi non sanno nemmeno cosa accadde. Era il 02/08/1980 ed io stavo facendo il militare a Bologna! Quante volte sono stato in quella sala d’attesa della Stazione. E cosa fu quel giorno per chi come me, era in città. Il via vai delle ambulanze, la reazione della gente, i lavori di scavo dei feriti e dei cadaveri. Di alcuni non si trovarono nemmeno dei frammenti.
    E’ storia, ed ero li. Eppure sembra davvero ieri
    A tutti i giovani consiglio di fare questo gioco, pensate ad un avvenimento recente, magari accaduto da 10 anni, e provate a togliere 10 anni al vs. anno di nascita e vedrete come i tempi della storia si avvicinano. Quando sono nato studiavamo già la seconda guerra mondiale sui libri, ma se ci penso era finita solo da 12 anni!!!! tornate indietro di 12 anni e vedrete quanto sono vicini!
    La storia è importante ragazzi, non trascuratela mai perchè ognuno di voi la sta vivendo!
    Papi

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