Cose belle

Il matrimonio

maggio 7, 2008
Belli vero?!

La zia matta così non l’ho mai vista. L’aggettivo giusto è radiosa, bella sarebbe troppo banale.
Lo zio santo così commosso non l’ho mai visto, anche se già si sapeva quanto fosse sensibile.
Visti i soggetti coinvolti non poteva essere un matrimonio normale, ché tutte le rotelle a posto non le abbiamo in famiglia.
Infatti è stato un matrimonio straordinario.
Niente fotografi e riprese ufficiali, niente taglio della cravatta, niente sorrisi e facce finte, che è quello che più conta. Chi non ci voleva essere non è venuto, semplicemente. Perchè nella mia famiglia siamo abituati ad essere sinceri, a dire le cose in faccia senza tanti preamboli, a non far finta che va tutto bene. Non siamo mai stati per le formalità e i giri di parole. Chi c’era era felice di esserci e partecipava alla gioia di questa coppia che, pur vivendo già insieme da anni, ha cercato il matrimonio con tutte le forze, contro i vari ostacoli legali (e non solo) che si frapponevano lungo il cammino.
La mattinata è cominciata con mio padre che, visto il colore turchese del vestito della sorella, le ha chiesto dove avesse lasciato Pinocchio. I presenti erano in apnea dalle risate. Che non siamo normali ve l’ho già detto. Durante la cerimonia c’era mia cugina di tre anni che giocava con le fedi e se le chiedevi se sapesse cosa stava succedendo ti rispondeva che si stavano sposando mamma, papà, lei e la sorella e che col matrimonio sarebbero diventati tutti ricchi d’amore. Istruita a dovere, la piccola.
Abbiamo fatto le foto sotto un sole abbacinante sul Lago di Massaciuccoli e mangiato come sfondati al Ristorante Lombardi, regno indiscusso della professionalità dello zio santo. Poi si sono scatenate le danze, mia sorella ed io ci siamo lanciate a pista vuota sulle note di Corazón espinado e subito dopo ho ballato con una coppia di amici omosessuali di mia zia, prima con il “lui” poi con la “lei”. L’ho capito da come mi faceva volteggiare bene uno e da come mi toccava impacciato l’altro.
La torta era un castello enorme con una statuetta di gesso della sposa che trascina per il bavero lo sposo, seduto a terra allo stremo delle forze. Geniale e appropriata! Commozione generale (io non faccio testo perchè ultimamente mi commuovo sempre, ogni mostra di buoni sentimenti mi fa piangere di gioia) per la lettera scritta dalla testimone di nozze, amica di sempre della zia matta e per la canzone A te di Lorenzo Cherubini, dedicata da mia zia a suo marito.
E poi brindisi a non finire e aria di festa.
Sono queste occasioni che mi fanno pensare a quanto sono fortunata ad avere una famiglia così unita, schietta, di una sincerità disarmante ed una reale voglia di stare insieme, nella felicità e nel dolore.

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3 Comments

  • Reply Anonymous maggio 8, 2008 at 3:39 pm

    Allora visto che ti commuovi per niente (da chi avrai preso….sigh!!!!) non ti scrivo cosa ho provato io a veder ballare te e tua sorella.
    Non ti dico quanto amore fraterno traspariva dai vostri occhi e dai vostri sorrisi, non ti dico quanto mi sia sentito orgoglioso di voi e di come siete cresciute.
    Non ti dico quanto siete sembrate belle agli occhi umidi del vecchio genitore! Lo so che anche la civetta diceva che i suoi figli erano i più belli di tutti, ma ai miei occhi siete sembrate splendide, solari, coinvolgenti, fossi in Giamba e Gianluca sarei preoccupato, perchè credo non sia difficile per un uomo innamorarsi di voi, e non solo perchè siete (o mi sembrate belle).

    Poi sopportarvi è un altro discorso….
    Papi

  • Reply Sara maggio 9, 2008 at 12:43 pm

    sigh sigh sigh…

  • Reply Anonymous maggio 13, 2008 at 3:44 pm

    AUGURONI ALLA ZIA

    Guido

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