Portogallo - Speciale Erasmus

Il viaggio verso casa

maggio 5, 2008

Lisbona-Massarosa: 2169km di distanza, qualche mezzo da cambiare per arrivare, molte pagine da leggere, molti più pensieri per la testa. Sentivo il bisogno di tornare per colmare tutte le mie “saudades” amorose, parentali, amicali, territoriali, eno-gastronomiche. E poi c’è il matrimonio domani, che è stato il motivo (scusa?) per cui ho fatto i biglietti per questa parentesi italiana al mio Erasmus portoghese.
Ho fatto una parte del viaggio in treno Lisbona – Porto con un romanaccio in visita ad un amico Erasmus a Coimbra, il quale ha attaccato bottone quando ha visto che stavo leggendo Il cacciatore di aquiloni ( bel libro) in italiano e che, dopo una chiacchierata di una mezzoretta, ho quasi convinto a fare l’Erasmus.
La compagnia migliore però l’ho trovata al check in a Porto: una comitiva di ottuagenari che parlavano un dialetto simile fin troppo al mio. Una sbirciatina ai nomi suoi bagagli ha confermato l’ipotesi: la compagnia era un misto di arzilli signori di Viareggio, Camaiore, Lucca fòri e dentro. Aria di casa almeno tre ore prima di quanto pensassi. Fino a che ho potuto mi sono spacciata per portoghese perché non avevo voglia di discorsi, poi ascoltandone i discorsi mi veniva da ridere, ho riso, e mi sono sputtanata. Non potevo resistere, c’era il capo della spedizione che veniva considerato da tutti una specie di celebrità, tutti gli chiedevano quando avrebbe organizzato la prossima gita e lui diceva che prima avrebbe dovuto riprendersi da questa. Poi ad una signora gli è suonato il metal detector e questa ha apostrofato la poliziotta: “Oh bimba, c’ho il busto, intendi?! C’ho il busto, ummelo devo mica levà???”. A me hanno fatto togliere computer, cintura, stivali, e le tre comari lucchesi dietro di me: “Ada lì n’han fatto levà anco li stivali!E a noi che ci faran levà?!”. Delirio. Ho quasi mandato in tilt l’aeroporto per un tagliaunghie e le pinzette.
Altri dettagli degni di nota: adesso la Ryanair ha una sigla, che ti sparano a tutto volume al decollo e all’atterraggio. Della serie, non ho mai avuto paura di volare ma adesso sì, mi hanno fatto venire un colpo. I due baldi giovani accanto a me al mio scossone si sono messi a ridere e hanno accennato pure qualche passo di danza, per quanto ci si possa muovere nei sedili di quegli aerei. Durante il volo cercano di venderti cibo e bevande a prezzi da inflazione galoppante, biglietti del pullman per Firenze, biglietti della lotteria, giochi per bambini e altre utili cianfrusaglie. Probabilmente ti vendono anche la mamma del pilota, ma mi devo essere persa quel passaggio.
Il resto per ora me lo tengo per me… chissà che poi non mi venga voglia di condividere le sensazioni di questi giorni, pochi ma intensi.

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5 Comments

  • Reply bene-vagante maggio 5, 2008 at 5:36 pm

    Nooooo la sigla della Ryanair nooooooooo!
    Ho sempre gli incubi da quando sono andata a Helsinki…Mamma mia che strazio che è!

  • Reply nephret84 maggio 5, 2008 at 11:37 pm

    tornaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! precisamos de ti (te?) 😀

  • Reply fez fez maggio 5, 2008 at 11:41 pm

    scrivi benissimo sere!
    anch’io mi unisco all’appello di nephret84.

  • Reply Marco maggio 6, 2008 at 2:50 am

    Oggi quando sono tornato dall’università con una fame da lupo e niente in pancia ti ho amata: ho aperto il frigo e dentro ci ho trovato il cacciatorino toscano che avevi lasciato a casa nostra prima di partire…

    Adesso lui non c’è più.

    Scherzi a parte, ci manchi Sere! E ci mancano le tue perle di saggezza in toscanaccio, delafia!

  • Reply Mercoledì maggio 6, 2008 at 8:38 pm

    Cari amici,
    vi amooooooooooooooo!
    Tranquilli, verrò presto ad animare le serate lisbonesi!
    A venerdì…

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