Portogallo - Speciale Erasmus

Panta rei

giugno 19, 2008

Come faccio a non avere la testa piena di pensieri…
Sono in camera mia, il computer è sul mini tavolino tondo Ikea che odio tanto perché non ci entra niente. In sala qualcuno ha messo musica dolcissima, un piano che accarezza note che non avevo mai sentito prima. La mia camera è in ordine perché così deve essere per concentrarmi, niente è fuori posto. Cerco l’ordine in ogni cosa, per quanto possibile. Ma l’ordine naturale delle cose muterà presto. Ho pensato che domani sarà l’ultima notte in cui saremo noi quattro in casa. Poi Francesco partirà per l’Italia, Miguel tornerà nella piovosa Bretagna e niente sarà più come prima. E’ vero, Francesco tornerà, ma altri saranno già partiti e tutto il gruppo che abbiamo creato qui non sarà più al completo.
Saudade inversa, così intensa che si può quasi toccare. E questo ragionamento se ne porta dietro molti altri, ogni oggetto che compro sarà l’ultimo bagnoschiuma, l’ultimo spazzolino, l’ultimo pacco di pasta. C’è ancora tempo, è vero, ma vola ad una velocità impressionante qui, a differenza di chi è rimasto a casa, dove sembra non passare mai. Si cominciano a fare le liste delle esperienze da fare e dei posti che ancora dobbiamo vedere, delle città che vogliamo visitare e delle cose che poi vogliamo fare una volta rientrati a casa. Ci giuriamo di rivederci, di fare rimpatriate e viaggi insieme, di scriverci e telefonarci, ma questo non basta a togliermi quel groppo in gola che mi accompagna da tutto il giorno…

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4 Comments

  • Reply Anonymous giugno 19, 2008 at 7:55 am

    Che dire Serena? Ne abbiamo anche già parlato su questo blog. Ci sono esperienze della vita che sono talmente intense, che si vorrebbe non finissero mai. Questo accade anche quando in un primo momento queste esperienze possono sembrare negative. Penso a quanto ho sofferto quando sono partito militare e a quanto poi mi sono vissuto quell’esperienza e quanto ho sofferto a lasciare amicizie strette in quel periodo (alcune delle quali durano ancora a distanza di 30 anni). Penso a quanto mi è costato andare a lavorare in Abruzzo, quante volte ho pianto nei primi mesi vissuti in una stanza di Albergo e poi, dopo tre anni, quanto ho pianto nuovamente nel lasciare un ambiente dove alla fine mi ero trovato benissimo pur essendo lontano 500 km da voi e da casa.
    Le case dove si vivono queste esperienze alla fine diventano parte di noi, pur con tutti i loro difetti. Diventano dei microcosmi che racchiudono i nostri sentimenti, le nostre sensazioni, i nostri pensieri più intimi, le nostre esperienze. In parole povere parte di noi e di quel grande mistero che si chiama vita dove tutto scorre, come dici te, anche quando si vorrebbe fermare il tempo.
    Ma non ti preoccupare. Ogni singolo momento vissuto intensamente, resterà per sempre nella tua mente e nel tuo cuore. Anzi, con il tempo tenderai a ricordare sempre e solamente le cose belle, dimenticando quelle brutte (se ci sono state. Qualcuno dei tuoi compagni di ventura lo rivedrai, qualcuno forse resterà amico, per sempre, altri non li vedrai mai più, ma non li perderai mai perchè saranno rinchiusi nei tuoi ricordi e nel tuo cuore. E se un giorno, dopo tanti anni, dovesse capitare di incontrarli di nuovo, ti accorgerai che sarà come non essersi mai lasciati, come se la vita si fosse fermata a quel momento e sarà bello, anche se fisicamente sarete cambiati, se avrete qualche capello bianco o qualche chilo in più.
    Continua a viverla intensamente questa esperienza, riempiti occhi e cervello di quanto di bello ci sia ancora da vivere e da godere, senza stressarti per gli esami che sono importanti sicuramente, ma secondo me secondari rispetto all’esperienza di vita che stai assaporando. Non abbiamo bisogno degli esami portoghesei per valutari Serena. Sappiamo da tempo chi sei e quanto vali.

    Detto questo, per asciugare le lacrime del Barone quando avrà letto queste righe ti ricordo che:

    *Venerdi ti arriva Giamba, ed ho
    la vaga impressione che gli altri passeranno in secondo piano!

    **ho notato che sarai anche piena di saudade, ma il bancomat lo usi con una certa frequenza … e come diceva Totò “e io pago!”.

    Brutta cosa avere il padre in banca che può accedere al tuo conto!!!

    Un bacione
    Papi

  • Reply Cecilia giugno 19, 2008 at 12:04 pm

    Serena, spendi spendi spendi fin che puoi! Finché tutto sembra possibile!
    Cicy

  • Reply Martolla giugno 19, 2008 at 2:57 pm

    hai ragione Sere!!! Ma sono i pensieri che abbiamo tutti! “…Oddio,aiuto,manca pochissimo,chissà se le amicizie dureranno nonostante la distanza,chissà se sono cambiata,chissà come sarà tornare a casa,chissà chissà chissà…”
    anche io faccio liste delle cose che ancora non ho fatto,tengo a mente posti che ho visto di sfuggita e dove voglio ripassare,penso un po agli esami e che proprio ora che vorrei fare un mucchio di cose devo studiare…l’estate è arrivata,le persone iniziano a partire…chissà quanto è cresciuto il mio cuginetto e come sta la mia gatta…un misto di “qui” e “li” difficile da tenere sotto controllo…..

  • Reply Anonymous giugno 19, 2008 at 7:41 pm

    Sere..la vita e’ lunga e piena di esperienze positive, basta volerlo.
    Non fermiamoci a questa, anche se non si puo negare quanto sia stata affascinante.
    Ragazzi, come di ceva il Mahatma: tra di noi non ci sara’ mai un addio, perche qualsiasi cosa accada sarete sempre nel mio cuore.
    Grazie a tutti per avermi insegnato cosi’ tanto.
    (sto piangendo un altra volta).

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