Portogallo - Speciale Erasmus

L’appartamento portoghese

luglio 27, 2008

“Quando si arriva in una città nuova non ci sono che strade a perdita d’occhio e file di palazzi privi di senso. Tutto è misterioso, vergine. Un giorno avrei abitato in questa città, percorso le sue strade fin dove lo sguardo si perdeva. Avrei esplorato questi palazzi, vissuto delle storie con questa gente. Vivendola, la città, questa strada l’avrei imboccata dieci, cento, mille volte. DIECI. CENTO. MILLE VOLTE. Urquinaona. Basta un attimo e tutto questo ci appartiene, perché ci abbiamo vissuto. Sarebbe successo anche a me, solo che non lo sapevo ancora. Urquinaona. Questo nome dal suono vagamente sioux si andava ad aggiungere alla lunga lista di parole in origine stravaganti che accumuliamo in qualche angolo del cervello. Urquinaona. Ormai troneggia accanto a catapulta, upupa, decupito, cumulonembo, ulambato, Uma Thurman. È diventato normale e familiare. Un giorno quando sarò tornato a casa, anche la peggior sfiga si tramuterà in un’avventura straordinaria, in virtù del fatto, del meccanismo idiota per cui i giorni più tetri di un viaggio e i momenti più sordidi sono quelli che tendiamo a raccontare con maggior entusiasmo.”

Ecco a cosa penso quando torno a quella che chiamerò casa più per poco tempo, in Rua dos Douradores.

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1 Comment

  • Reply Anonymous luglio 27, 2008 at 4:38 pm

    Lo sai che se c’è una persona che può capirti sono io Serena, e forse ora capirai anche me.
    Chissà quanto ti sarà sembrato strano il fatto che quando ho lasciato Avezzano e l’Abruzzo dopo tre anni di lavoro, sono stato così triste, nonostante tornassi a casa e vicino a voi.
    Quell’appartamento nel quale ho passato tre anni di vita, mi è rimasto e mi rimarrà per sempre nel cuore, come a te la casa di Rua Dos Douradores, e spesso sentiremo ancora la voglia di tornarci, ma anche se lo facessimo, non sarebbe più come è stata la prima esperienza.
    Teniamocelo nella mente e nel cuore fra le cose da ricordare per tutta la vita.
    Ti aspettiamo
    Bacio
    Papi

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