Portogallo - Speciale Erasmus

Today was gonna be the day…invece no

luglio 8, 2008

Avrebbe dovuto essere il giorno in cui gettare i libri (le fotocopie, per la precisione) dal terzo piano di Rua dos Douradores, o al limite nelle acque calme del Tejo, affinché tutta ‘sta roba studiata, sudata e digerita raggiungesse le profondità dell’Oceano. Lazarsfeld e Luhmann a far compagnia a Nemo.
Invece no.
Non è bastato studiare tutto l’Erasmus (se trovo qualche coglione che dice che in Erasmus non si studia lo meno). Devo ridare la prima parte dell’esame di sociologia che ad aprile non ero stata in grado di dare bene, date anche le difficoltà della lingua che stavo imparando da due mesi. Ah, per la cronaca, ci tengo a specificare che avevo preso 2 e non 1! (su una scala di 20…ahuhauahauhauah).
Oggi l’esame, orale e rigorosamente in portoghese, è stato brillante ha detto il prof. Ha anche detto che è rimasto sorpreso. Ma…la prima parte del programma va ridata per forza. Io gli ho detto che l’Erasmus non è solo studiare, ma conoscere la cultura, visitare i posti, ecc… Niente. Cuore di pietra e faccia da stronzo. A quel punto gli ho detto che avevo un viaggio programmato, che fissare un altro esame era complicato e lui mi ha chiesto, con quel sorrisetto che in quel momento avrei voluto vedere senza denti “E non te li puoi portare i libri durante questo viaggio?”. A quel punto andava fanculizzato. Invece il 14 torno nella stanza delle torture col programma del primo semestre. Perchè a questo punto gli va fatta pagare con un bel voto. Se non mi darà un voto accettabile, accetto consigli su come ucciderlo facendolo soffrire il più possibile.
Oggi pomeriggio per cercare di non pensare alla rabbia della mattina sono andata a fare un giro senza una meta precisa per Lisbona, mi sono infilata in vicoletti di cui non conoscevo l’esistenza e sono andata al Museo Arqueológico do Carmo, che se non fosse per la bellezza del cielo visto attraverso la navata centrale della Igreja do Carmo senza tetto (caratteristica, tra l’altro, che non ha niente a che vedere col museo) non ne varrebbe di certo la pena.
Dentro ci sono tre vasi paleolitici in croce e qualche mummia tanto per gradire (descrizione degna di una tipica gita di mia sorella Sara, che dopo aver visto il Parco naturale di San Rossore disse che c’erano solo stecchi). Anche il museo Blanc di Viareggio può competere.
Insomma vale la pena entrare lì dientro essenzialmente per questo:

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3 Comments

  • Reply Anonymous luglio 8, 2008 at 6:58 pm

    quando si dice che gli esami non finiscono mai!
    Vai e fagliela vedere, lascialo senza parole, se non quelle per pronunciare un ottimo voto… e se hai bisogno di consigli su morti lente e dolorose, tranquilla: sto già pensando!

  • Reply Anonymous luglio 8, 2008 at 8:24 pm

    Lo so, è dura, sei a Lisbona, è luglio, è caldo, perchè studiare ancora per un escremento di forma cilindrica (definizione del vocabolario dello stronzo) per quanto professore?
    Per non dargliela vinta al fato (non al fado). Perchè se sei in ginocchio e pieghi la testa, possono colpirti e finirti, se trovi la forza di rialzarti puoi sorprendere anche la sfiga o comunque le avversità.
    Ricordi quando bruciò la nostra casa? Fumava ancora ed avevamo già riordinato i mobili, il televisore, gli elettrodomestici… tutto più bello di prima.
    E quando ci siamo investiti in autostrda mentre ti accompagnavo a scuola ed andavo al lavoro?
    Dopo averti portato al pronto soccorso per il tuo collare, sono andato in banca conuna gamba dolorante, ho lavorato e alla sera era già ordinata l’auto nuova…
    Ci sarebbero anche altri esempi, ma già si capiscono un paio di cose:
    primo che siamo abbastanza sfigati!
    secondo che però abbiamo carattere e da tutte le cose cerchiamo di tratte il lato migliore senza darla vinta alle avversità.
    Siccome siamo abbastanza simili come carattere, so già che anche questa volta saprai coniugare la voglia di divertimento e di evasione, con la volontà di non darla vinta al lusitano!
    Un bacione
    Papi

  • Reply Sara luglio 9, 2008 at 12:19 pm

    Quell’espressione rimarrà alla storia! Per non parlare di quando mi faceste assaggiare il vino del nonno e io lo giudicai dicendo:”mmm passabile!” o quando tornammo da Disneyland e facemmo vedere la foto scattataci sulle montagne russe alle cugine e io gli dissi:”noi siamo questi” indicando col dito la nostra immagine, come se Nadia e Flavia non ci riconoscessero! Ogni volta che si rammentano queste cose ci vengono ancora le lacrime agli occhi dalle risate!p.s. comunque papi ha ragione, non siamo molto fortunati eh..Fai l’ultimo sforzo pulce e fagli vedere quanto vali a quel caprone di sociologia! A presto! Ora posso dirtelo davvero.. un bacione! Sara.

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