Cose belle

L’apocalisse a Viareggio

giugno 30, 2009

ESPLOSIONE VIAREGGIO: BILANCIO SALE A 13 MORTI

Guardo attonita le notizie che si susseguono su internet: una vera tragedia.
Si parla di fiamme, boati ma soprattutto morti, tra cui bambini, e feriti gravi. La conta, si sa, è destinata a crescere.
In queste situazioni è normale fare un resoconto della propria esistenza, chiedersi perchè cazzo delle persone debbano morire così mi sembra più che lecito.
E partono i giri di telefonate.
E il pensiero va alla tragedia abruzzese, che per dimensioni è ben maggiore a questa della stazione di Viareggio, ma è proprio vero che finchè non tocchi con mano, finchè non vedi che la città dove sei nata, dove hai fatto le scuole, dove vivono la metà dei tuoi amici e conoscenti esplodere non ti rendi conto veramente della gravità delle situazioni.
Poi, passato il primo momento di allerta, di incazzatura, di sfogo e pianto, cominci razionalmente a cercare i nomi delle vittime, come se cambiasse qualcosa nel dolore collettivo il fatto di conoscere o meno le persone morte senza senso questa notte.
Ho saputo da poco che oggi pomeriggio comincerà la passerella delle cosiddette autorità. Speriamo che non promettano e basta, speriamo che siano mossi da qualcosa di più dell’esibizionismo. Speriamo che capiscano che l’alta velocità non serve a niente se poi il resto dei binari d’Italia è marcio.

Vorrei avere la fede per pregare.
Vorrei avere la forza di credere che queste tragedie abbiano un senso.
E non parlatemi di disegno, per favore.

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