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Flutti

gennaio 30, 2012

Funny how I find myself in love with you
If I could buy my reasoning I’d pay to lose
One half won’t do
I’ve asked myself
How much do you commit yourself?

It’s my life (Don’t you forget)

Chi l’avrebbe mai detto che mi avresti teso una corda sul molo a stagione finita, quando tutti gli ombrelloni sono chiusi, i giochi ormai fatti e i costumi riposti negli armadi a lasciare il posto a capi di lana che danno la scossa. Da allora siamo in balia delle onde, ogni bracciata avanti è uno strattone alla corda, ogni secca è una pausa per smaltire il pieno dei flutti impetuosi, ogni dubbio una tempesta in arrivo quando pensavamo che esistesse solo il sereno.

Annaspiamo tra i cavalloni, tiriamo giù boccate d’acqua salata e nera, rimaniamo impigliati in corde sfilacciate, ci facciamo trascinare sul fondo dagli eventi. Torniamo a galla, come acqua tra scogli complici ci infrattiamo, ci nascondiamo, ci ritiriamo e sbattiamo l’uno con l’altra in un andare e venire continuo.

Nel filo dei mesi che passano infilo tentativi come perline, cercando di non stringere troppo il nodo per non soffocarti, tenendolo allo stesso tempo saldo affinché tu non sfugga, con l’inconsistenza dei perché che ci domandiamo sempre troppo tardi, sempre a cose concluse. Credevo di aver appreso la scienza marinara in mezzo ai maremoti, di saper tessere trame con le reti senza spaccarmi le mani quando sfregano sulla canapa, invece mi perdo nell’intreccio dei fili in un groviglio che forse sta solo nei miei pensieri.

L’impazienza è una costante dalla quale non riesco a sottrarmi: tiro giù l’aria di chi ha passato troppo tempo nella stiva, abbocco le fantasie come solo chi ha aspettato fremendo sa fare. Impertinenti affiorano domande che rimangono mute. Mi freno per quel solito motivo per cui non stringo troppo forte: coinvolgerti è traghettarci su una sponda che ci pare irraggiungibile. Il coraggio è dei marinai, così come le promesse. Ma io ho la pazienza di imparare a stare a galla e a nuotare ad un unico porto.

e l’amore ha l’amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
[…]
ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

Dolcenera – Fabrizio De André

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4 Comments

  • Reply Viaggiatori Low Cost (.it) gennaio 30, 2012 at 9:01 pm

    Un articolo stupendo!

    Saluti Nicola

  • Reply Mercoledì gennaio 30, 2012 at 10:31 pm

    Grazie Nicola, un abbraccio!

  • Reply Giovy gennaio 31, 2012 at 8:16 am

    Grandi belle parole, as usual.
    Mi piacerebbe molto vedere il mare d’inverno.

  • Reply Mercoledì gennaio 31, 2012 at 8:18 am

    Grazie.
    Il mare d’inverno ha un fascino irresistibile…

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