Cose belle

Come si misura il benessere di una nazione?

febbraio 21, 2012

Mentre accendi il mutuo all’oscurità
I piani tariffari all’ eternità
le lotterie e i sorrisi d’immunità
sono ombre cinesi […]
Libera l’Italia subito
dal prodotto interno lurido lurido

Prodotto interno lurido – Subsonica

Valeria Gentile su Flickr

Valeria Gentile su Flickr

Ha fatto il giro del Web in poche ore incoraggiato anche dalla intelligente nota “riproduzione consigliata” a inizio pagina (la Rete come diffusione capillare di conoscenza, un concetto non così scontato…): si tratta del post di Valeria Gentile sul sito Valigia Blu.

Valeria è una mia coetanea e dice cose semplici, ma proprio perché così lineari troppo spesso taciute o dimenticate dai media. Nell’ultimo periodo mi sono trovata spesso con i miei amici a ragionare sul fatto che non possiamo lamentarci dei nostri lavori precari, a tempo determinato, co.co.co, co.co pro semplicemente perché siamo fortunati ad avercelo, un lavoro.

Non possiamo opporci quando ci dicono che le malattie sono da recuperare, che i ritardi la mattina sono visti male ma se ti fermi in ufficio fino alle sette nessuno può dimostrarlo, che non sappiamo se il nostro contratto sarà rinnovato, eppure chi mi chiede quanto prendo al mese mi dice che sono privilegiata. Ma io non mi sento privilegiata, né voglio sentirmi così: alla mia stessa età i miei genitori avevano acceso un mutuo, è ancora da finire di pagare, ma hanno avuto questa possibilità.
E noi? Chi può darci delle risposte?

Questo è il blog di Valeria, io ci darei un’occhiata fossi in voi.

Alghero [Foto di Veronica Gentile]

Alghero [Foto di Veronica Gentile]

Il suo post mi sembra molto vicino a un discorso famoso di Bob Kennedy che risale a 44 anni fa. Ve lo riporto su suggerimento di mio padre, che si domanda, giustamente, che cosa sia cambiato in tutti questi anni…

Il 18 Marzo del 1968 il senatore Robert Kennedy, nel pieno della sua campagna elettorale che lo avrebbe portato probabilmente a divenire il Presidente degli Stati Uniti d’America, pronunciò all’Università del Kansas un discorso passato alla storia, nel quale metteva in evidenza, tra le altre cose, l’inadeguatezza del Prodotto Interno Lordo come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso a soli 42 anni per mano di Sirhan B. Sirhan, un giordano di origine palestinese.

Bob Kennedy

Bob Kennedy

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.

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