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Dieci miti da sfatare sull’Africa

febbraio 1, 2012

Spesso sentiamo frasi riferite all’Africa e tante volte queste sono frutto di credenze totalmente errate: da “in Africa non c’è la neve” a “i neri hanno il ritmo nel sangue” andiamo a scoprire quante di queste affermazioni non sono altro che malintesi o miti da sfatare. Di seguito i dieci miti da sfatare sul “continente nero” che ho letto su Go Africa.

[Foto di hdptcar]

[Foto di hdptcar]

1. L’Africa è un Paese

Spesso si fa riferimento all’Africa ​​come se fosse un paese piuttosto che un continente. Beh, è ​​un continente con ben 54 stati indipendenti, l’ultimo nato nel luglio 2011 è il Sudan del Sud. Ogni paese ha una propria moneta, bandiera, inno, storia, cucina, musica, mix di identità e culture. In Africa, infatti, si parlano oltre 2000 lingue, il suo miliardo di abitanti sono formati da oltre 3000 distinti gruppi etnici. L’Africa copre 30.221 mila chilometri quadrati: se si uniscono Stati Uniti, Cina, India, Europa e Giappone rientrano tutti nell’Africa! Gli Stati Uniti stanno nel continente africano per tre volte!

2. L’Africa è pericolosa e violenta

Tra guerre, rivoluzioni, pirati e bambini soldato non c’è da meravigliarsi che si sia diffuso il luogo comune che l’Africa sia un luogo pericoloso. Queste notizie passano avanti alle cose buone che accadono nel continente. È vero che nessuno suggerisce di trascorrere una settimana al mare in Somalia: ci sono paesi, alcune città e le frontiere che sono molto pericolosi, ma date le dimensioni del continente, non è difficile vedere che ci sono molti luoghi tranquilli e sicura da visitare.

3. L’Africa è povera e colpita da malattie

La povertà è ovviamente qualcosa che colpisce il visitatore di molti paesi africani. Ma i paesi africani non sono tutti poveri, è la distribuzione della ricchezza che è il più grande problema. Il Sudafrica è un paese incredibilmente ricco, il suo Pil superaquello di Belgio e Svezia, ha molte risorse naturali, un sistema di buona educazione, ottime università e ospedali molto avanzati. Purtroppo gran parte della sua popolazione non condividere questa ricchezza.
Le malattie stroncano milioni di vite ogni anno in Africa perché i poveri non hanno accesso ai programmi di vaccinazione infantile e assistenza sanitaria di base, non perché il continente è infestato da malattie spaventose. Programmi di immunizzazione di successo hanno fatto enormi progressi nel ridurre la polio, il morbillo el’AIDS negli ultimi dieci anni. Come visitatore è importante conoscere i vaccini da fare ed è improbabile prendere qualcosa di più di una scottatura.

[Foto di cimmyt]

[Foto di cimmyt]

4. I politici africani sono tutti corrotti

I politici corrotti non sono esattamente una prerogativa africana, ma è innegabile che ce ne siano. Se non altro Nelson Mandela ha mostrato al mondo che l’Africa è capace di avere un leader onesto. Alcune delle crisi politiche in Africa possono essere imputate al retaggio coloniale, ma la maggior parte di essa riflette l’avidità e la corruzione da parte dei presidenti in carica e dei partiti politici. Le elezioni del 2011 in Uganda e in Camerun hanno visto tattiche e conta elettorale discutibili, ma al contrario la rivoluzione tunisina e il rovesciamento di Gheddafi in Libia hanno mostrato che un cambiamento è possibile. Il presidente Ellen Johnson Sirleaf della Liberia e altre due donne hanno ricevuto il Nobel per la Pace.

5. L’Africa è priva di storia

Sfatare questo mito è facile: basti considerare i monumenti dell’antico Egitto, la chiese rupestri d’Etiopia, la Medina di Fes, ecc. Nell’undicesimo secolo nell’Africa del sud c’era un regno fiorente che conosciamo oggi come Grande Zimbabwe, nel dodicesimo secolo, mentre Oxford e Cambridge erano appena state fondate, a Timbuktu nel Mali c’erano già tre universitàe più di 180 scuole coraniche. Nessuna cultura vive nel vuoto, ogni cultura è dinamica e c’è un sacco di storia in Africa, siamo noi a non saperne abbastanza.

6. L’Africa è piena di animali pericolosi che vivono in libertà

E ‘vero che a pochi chilometri dal centro di Nairobi pascolano i rinoceronti, che ci sono campi da golf in Sud Africa dove l’acqua è la patria di coccodrilli e che in Malawi ci sono ancora le iene che fanno le comparsate nella capitale, Lilongwe. Ma, per la maggior parte, la fauna selvatica in Africa è sostanzialmente confinata ai parchi nazionali e riserve anche per proteggere i raccolti dei contadini e il bestiame degli allevatori. Si rischia di vedere struzzi e babbuini sul ciglio della strada nell’Africa del Sud, ma elefanti, giraffe, leoni e bufali non si aggirano nelle città. Una curiosità: alcuni dei parchi nazionali e delle aree protette africane sono spesso più grandi di molti paesi europei!

[Foto di ntrung]

[Foto di ntrung]

7. L’Africa è tecnologicamente arretrata

L’idea che l’innovazione tecnica è carente in Africa è ridicola per chiunque abbia trascorso un po’ di tempo lì. In Ghana, ad esempio, ci sono vetture totalmente costruite con rottami, il tutto senza una laurea in ingegneria. Quello che manca in alcuni paesi africani è la mancanza di accesso all’istruzione e alle risorse, l’innovazione non manca. Tutti (o quasi) hanno telefoni cellulari in Africa, che sono utilizzati in modo estremamente innovativo: il Kenya ad esempio ha istituito un sistema altamente efficace di mobile banking, aprendo le aree rurali al credito in un modo che ha rivoluzionato le piccole imprese. Potete vedere Masai nei loro abiti tradizionali rossi messaggiare tra loro riguardo i prezzi attuali del bestiame e operatori sanitari che condividono i dati sui pazienti e sulle cure.

8. In Africa è sempre caldo

Se avete visitato solo l’Africa occidentale la frase “è sempre caldo in Africa”​​ non è del tutto sbagliata. Ma il mito si ferma qui: in Africa nevica! Sia a nord che a sud inverni freddi e gelidi sono frequenti, così come le estati calde. Le conversazioni sul tempo in gran parte dell’Africa tendono a concentrarsi maggiormente sulla siccità, ma questo non vuol dire che sia sempre caldo.

[Foto di Jos Verhoogen]

[Foto di Jos Verhoogen]

9. L’Africa ha bisogno di aiuto (e di celebrità) per svilupparsi

Certamente i soldi degli aiuti umanitari hanno dato una mano ai paesi africani, il problema è che spesso finiscono nelle mani sbagliate, oppure i progetti sono mal definiti e ignorano qualsiasi input proveninte da coloro che dovrebbero usufruire di questi aiuti. Questi aiuti, seppur dati con lo spirito giusto, sono stati un po’ dannosi per lo sviluppo africano: innanzi tutto il denaro è andato a sovvenzionare alcuni governi corrotti e paralizzato gli sforzi per aumentare la trasparenza del governo. Accordi sul “fair trade” aiuterebbero molto di più, così come un lavoro e un’economia stabili e l’acH_nePShfLy8srWb4aWf4ZdS4rnuo_OEPe celebrità non sono la risposta. Pensate alla situazione oppota: non trovereste strano che una po ‘strano se una superstar nigeriana andasse a Chicago e iniziasse a distribuire soldi? Ci sono molti eroi locali di cui nessuno parla, eppure fanno la differenza nelle comunità africane. Quindi è anche ingiusto pensare che i poveri in Africa siano semplicemente seduti ad aspettare l’elemosina. Detto tutto questo, ci sono alcune associazioni di beneficenza che veramente fanno la differenza, ma sarebbe bello vederli con sede in Africa e non a New York o nella Silicon Valley.

10. Tutti gli africani hanno il ritmo nel sangue

Ok, questo potrebbe avere qualche fondo di verità. Quante volte ci siamo trovati ad osservare un africano ballare, cantare, suonare? Io mi ci perdo sempre a guardare i movimenti decisi, la naturalezza con cui si spostano, l’apparente facilità con cui tengono il ritmo e intonano le canzoni. Però un ragazzo senegalese mi ha detto che non è assolutamente vero che tutti gli africani sono intonati e non tutti sanno ballare anche se canto e danza li circondano dalla culla alla tomba.

Un grazie speciale a Edward per avermi mandato il link da cui ho tratto questo post! 🙂

 

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7 Comments

  • Reply marta febbraio 1, 2012 at 6:28 pm

    grazie per aver condiviso questo post che mi fa riflettere perchè ogni paese ha dei luoghi comuni. A volte però questi purtroppo ci influenzano nella scelta del nostro viaggio e non dovrebbe essere così perchè alla fine tutto il mondo è paese. Bisognerebbe prendere la valigia e partire con la mente libera da ogni preconcetto

  • Reply Mercoledì febbraio 2, 2012 at 8:27 am

    La penso come te, Marta. Se si decide di viaggiare lo si deve fare senza preconcetti!

  • Reply Viaggiatori Low Cost (.it) febbraio 2, 2012 at 1:36 pm

    Un articolo da 10 e Lode!

    Saluti Nicola

  • Reply Mercoledì febbraio 2, 2012 at 1:37 pm

    Grande Nicola!
    Sei di parola! 🙂

  • Reply Giacomo luglio 3, 2015 at 5:34 pm

    Meglio non esagerare in senso contrario al pensiero comune, per non suscitare ilarità. Le tre fantomatiche università che citi nel Mali non erano minimamente paragonali a quelle europee. Non erano nemmeno università, ma centri coranici. Non erano laiche ma diretta da Imam e solo marginalmente trattavano di argomenti diversi da quelli attinenti lo studio del Corano. “Studio” che si svolgeva all’aperto prevalentemente alla maniera di grandi spettacoli, non esistono elenchi di studenti anche per questo motivo. Con eccezione per l’epoca dei faraoni d’Egitto, la complessiva costante arretratezza del continente africano (rispetto all’Europa o al medioriente) nei secoli e millenni, rimane un fatto su cui riflettere senza forzature fantasmagoriche.

  • Reply Fabio luglio 21, 2015 at 5:40 pm

    A me è piaciuto molto il racconto di viaggio in Marocco di De Amicis, descrizioni stupende!! Ho trovato un’edizione con i nomi attuali delle città e mappa interattiva… http://goo.gl/8jIEJ6

    • Reply Mercoledì luglio 21, 2015 at 5:43 pm

      Non lo conoscevo, grazie Fabio!

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