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Lettere d’amore

marzo 15, 2012

e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;

e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Le lettere d’amore – Roberto Vecchioni

Livorno

Alla fine dei giorni passati insieme mi sorprendo a sorridere delle novità e delle cose che non abbiamo mai fatto. Tutto quello che diamo per scontato nelle situazioni rodate è ora una scoperta, un territorio da esplorare. Penso a come sarà stare sdraiati su un telo al mare, immagino le tue espressioni di fronte a un evento inaspettato, mi chiedo di che colore saranno le tue maglie estive che non ho mai visto.

Mi piacciono le facce di chi si meraviglia di vederci insieme, di chi ci conosceva entrambi ma in contesti diversi, i commenti che fanno col sorriso sulle labbra e lo sguardo malizioso, la malcelata curiosità di capire cosa ci facciamo insieme, che fine ha fatto il nostro passato.

Non mi importa se vado avanti a grandi falcate, voglio conoscerti con l’entusiasmo delle cose nuove, con quella riverenza che si riserva agli oggetti nuovi, di quelli che temi di sciupare solo guardandoli. Mi sento ridicola come è ridicolo chi ama agli occhi del resto del mondo ma non posso fare altrimenti, sei tu che mi hai insegnato che ci sono molti modi.

Comincio a riconoscere le tue esclamazioni e a farle mie, a intenerirmi per tue debolezze, ad appassionarmi al tuo passato e ai racconti di montagne scalate e ginocchia sbucciate, a sciogliermi per le attenzioni e imbarazzarmi per i complimenti.
Mi piace quando mi preghi di rimanere, ché le uniche preghiere che ho sentito finora sono quelle di Radio Maria quando sottomonte non mi prende più la stazione che stavo ascoltando.

Non posso dirtelo – ma lo senti – né tu puoi dirlo a me

Emily Dickinson

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12 Comments

  • Reply Giuseppe marzo 15, 2012 at 4:01 pm

    🙂

  • Reply upr marzo 15, 2012 at 4:12 pm

    la bussola indica Mercoledi.

  • Reply Mercoledì marzo 15, 2012 at 4:33 pm

    Ecco ora piango!

  • Reply Anonymous marzo 15, 2012 at 4:51 pm

    As cartas de amor, se há amor,
    Têm de ser
    Ridículas.

    Mas, afinal,
    Só as criaturas que nunca escreveram
    Cartas de amor
    É que são
    Ridículas.
    (cit.)

    il miradouro che dicevo io é quello di monte agudo, penha de frança, che alcuni dicono sia quello con la vista piú bella, ma io mi permetto di discordare 🙂

  • Reply Andrea marzo 16, 2012 at 1:17 am

    Bello!
    Belle parole, belle le citazioni!
    E poi questo uso del “ché” al posto di “perché”…io non sono mai riuscito a usarlo…:-)

  • Reply Mercoledì marzo 16, 2012 at 8:23 am

    @ Anonimo 🙂 il panorama da penha de frança è l’ideale per scrivere cartas de amor! Ancora non so qual è il tuo miradouro preferito… 😀

    @Andrea Secondo me con un po’ di pratica lo userai anche te, e dopo il tuo ultimo post avvincente direi che sei sulla buona strada! :)Grazie Andre!

  • Reply sunny marzo 18, 2012 at 11:40 am

    scoperto il tuo blog per caso! molto carino! 😉

  • Reply Mercoledì marzo 18, 2012 at 4:58 pm

    Grazie Sunny!
    Ho fatto un salto anche sul tuo 😉

  • Reply Anonymous marzo 18, 2012 at 9:33 pm

    uhm, in realtà ancora non lo so qual é il mio miradouro preferito 🙂

  • Reply Mercoledì marzo 18, 2012 at 9:54 pm

    Forse perché ognuno ha il suo fascino! 😉

  • Reply Valentina (@Valuita) dicembre 3, 2012 at 1:24 pm

    Niente Serena, niente. Cavoli tu mi vuoi far morire di commozione, ma non ci riuscirai, te lo giuro!

    A questo punto posso gridarlo ai quattro venti: ti adoro. Davvero.

  • Reply Mercoledì dicembre 3, 2012 at 1:33 pm

    Vale! Siamo state troppo poco insieme a questa BTO, dobbiamo rivederci presto! Così si fa un pianto collettivo e via! 🙂

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