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Partenze

aprile 25, 2012

Le mie giornate passano covando l’illusione di poter vivere viaggiando. Ogni tanto mi ci accosto così tanto a questa idea da arrivare a sentire l’odore di una nuova destinazione, a sentire la carta del biglietto tra le mani e le cantilene dei vecchi che vivono in quel posto immaginario mentre raccontano di quanto sia cambiato negli ultimi anni.

Quando poi una partenza reale si avvicina sento un peso ingiustificato che mi stringe il cuore e mi prospetta scenari che, per fortuna, mai si verificano. Preparo una valigia mentale giorni prima e ne realizzo una vera solo al limite dell'”ormai è tardi” perché, come mi è stato fatto notare, i veri ansiosi non sono quelli che vanno alla stazione mezz’ora prima, ma quelli che hanno paura di rimanere soli con sé stessi ad aspettare.

Sono la maestra dell’ultimo minuto: prendo i treni al volo trafelata, finisco di mettere oggetti nella borsa precipitandomi fuori di casa, non penso a cosa mi aspetta e le facce che troverò una volta arrivata alla meta: vivo tutto all’istante, regina dell’improvvisazione ma con le ansie da prestazione di chi si è preparato per mesi per qualcosa che non sa cosa sia.

Lungo il cammino ho tutto il tempo per fare quello che faccio ogni giorno osservando le persone: immagino le loro vite guardandole dritto negli occhi, impugno i loro sogni come non sono capace di fare con i miei, interpreto le espressioni e la gestualità nutrendomi di tutto ciò che io non sarò mai, ché una vita è davvero troppo breve per essere tutte quelle persone, quelle storie, quelle speranze.

Alzo lo sguardo verso le prime luci accese dentro le finestre delle case all’imbrunire e ho lo stesso pensiero che mi scatenano le telefonate da casa nelle trasmissioni televisive a premi: chissà se quelle persone dentro quelle mura domestiche di paesi di provincia dimenticati da dio sono felici.

Ma come fare non so 
Si devo dirlo ma a chi 
Se mai qualcuno capirà 
sarà senz’altro un altro come me 
Rino Gaetano – Ad esempio a me piace il sud

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2 Comments

  • Reply Chris aprile 26, 2012 at 11:34 am

    La regina dell’ultimo momento… che bello il tuo post 🙂 mi fai sempre emozionare. Anche io ero il re dell’ultimo istante, poi Marta (completamente diversa da me) e’ riuscita a farmi preparare le mie cose ben 2 ore prima:-)

  • Reply Mercoledì aprile 30, 2012 at 7:11 am

    Grazie Chris!
    Per ora il vizio dei ritardi non me l’h levato nessuno!

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