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Praga. Noi.

aprile 12, 2012
Credo che nominare una cosa 
è conservarle il pieno valore e spogliarla del suo aspetto terrifico.
 
Fernando Pessoa – Il libro dell’inquietudine

Mentre scrivevo questo post su Praga per Travel Different ne è venuto fuori un altro, ticchettato sulla tastiera con l’urgenza delle cose che vanno dette. Perché le cose belle sono ancora più belle se condivise.

Ogni partenza, così come ogni cambiamento, ha la dote di procurarmi quel brivido di piacevole paura, quel fremito che riscuote dalla staticità della vita di tutti i giorni, quell’ansia che si dissolverà appena seduta sull’aereo e che si trasforma in nostalgia sul volo del ritorno.

L’ultima partenza portava con sé questa elettricità sottopelle e molto di più: un minuscolo zaino partito pieno di domande e tornato con delle conferme. Tra tutte, la più scontata: sapere di stare bene con te nel tempo rubato, nel tempo a venire.

Nello specchio del vecchio albergo vedo una faccia distesa, come speravo che fosse. Non so più se è la tua o la mia, mescoliamo pensieri e stanchezza, mani e stoffe. Ci perdiamo in una città nuova per entrambi ipotizzando percorsi, ritroviamo la bussola e facciamo finta che Praga sia solo nostra in mezzo a milioni di sconosciuti, almeno per queste ore.

Gli esseri umani hanno il vizio di dare un confine alle cose, allora immaginiamo che il mare non sia infinito come ci hanno sempre detto, ma facciamo che sia la terza sponda del fiume che ci scorre accanto. Ti fa meno paura così?

Abbiamo camminato lungo il fiume portando negli occhi i riflessi dei viaggi passati. Adesso hanno anche il riverbero della Moldava, e un po’ di noi.

Scoprire Praga. E conoscere te.

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4 Comments

  • Reply viachesiva aprile 12, 2012 at 6:35 pm

    Questo post è poesia.
    E anche un po’ sceneggiatura.
    Bellissimo..

  • Reply Mercoledì aprile 12, 2012 at 6:54 pm

    Grazie! 🙂 Magari qualcuno prende spunto per un film! 😀

  • Reply Bruna aprile 12, 2012 at 9:05 pm

    Potrebbe essere una pagina di “L’ignoranza” di Kundera, se non l’hai letto te lo consiglio 🙂 Poetica come sempre!

  • Reply Mercoledì aprile 13, 2012 at 7:20 am

    Bruna ti ringrazio per l’ardito accostamento! 🙂 Di Kundera ho letto solo il classico “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, ma provvederò! Lo aggiungo alla lista desideri Anobii! Grazie!

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