Cose belle

Tutti i romanzieri sono ribelli

agosto 20, 2012
[Foto di Jody Art]

[Foto di Jody Art]

Mi interrogo spesso sul perché uno scrittore scrive, mi chiedo se ne senta il bisogno, se gli viene naturale, se scrive e cancella o gli viene tutto di getto. Sogno spesso ultimamente di cominciare un post e sperare che diventi talmente lungo da essere l’inizio di qualcosa di più corposo, di quel libro che desidero scrivere (ingenuità? pazzia? decisione azzardata?) e che manca allo stato attuale di una storia degna di essere raccontata, di una trama che sia all’altezza.

Leggo molto, mai abbastanza, mai quanto vorrei. Comincio i libri e ne bramo altri tra le mie mani, trovo che leggere sia una delle poche cose che mi piace veramente fare e di cui non potrei mai fare a meno. Poi succede di incappare in libri che ti suscitano più domande degli altri, o ti danno uno spunto, uno slancio, una risposta. Alcuni libri mi i ripresentano davanti a distanza di tempo, sotto forma di immagini o frasi o situazioni. Adoro quei momenti in cui succede, mi sembra di staccarmi da tutti quelli che mi stanno intorno. Quando poi la sensazione che si scatena dalle pagine di un libro è condivisa con qualcun altro o una citazione viene capita e non sei lì a sorridere da sola… beh, questo è uno dei piccoli piaceri della vita!

Quest’estate ho letto, tra gli altri libri, “La zia Julia e lo scribacchino” del premio Nobel Mario Vargas Llosa, un libro che ha aspettato sul mio comodino più di un anno, regalatomi da un caro amico. Alla fine ho trovato queste parole in un’appendice al testo. L’ho presa come una risposta ad almeno uno dei tanti quesiti che le ferie mi scatenano. La voglio condividere, magari c’è qualcuno che cerca le mie stesse risposte…

Tutti i romanzieri sono ribelli, ma non tutti i ribelli sono romanzieri. Perché? A differenza degli altri, il romanziere non sa perché lo è, ignora le radici del suo disaccordo con la realtà: è un ribelle cieco. La demenza luciferina verso cui lo sospinge la sua rivolta – soppiantare Dio, ricostruire la realtà -, il carattere estremo che questa assume in lui, è la manifestazione di quella tenace zona buia. Per questo scrive: protestando contro la realtà, e, al contempo, cercando, indagando su quel misterioso motivo che ha fatto di lui un supremo obiettore. La sua opera è due cose insieme: una riedificazione della realtà e una testimonianza del suo dissenso rispetto al mondo. Indissolubilmente uniti, nella sua opera compariranno questi due ingredienti, uno oggettivo e l’altro soggettivo: la realtà con cui si ritrova inimicato e i motivi di questa inimicizia; la vita così com’è e quel che lui vorrebbe sopprimere, aggiungere o correggere nella vita. Ogni romanzo è una testimonianza cifrata: costituisce una rappresentazione del mondo, ma di un mondo cui il romanziere ha aggiunto qualcosa: il suo risentimento, la sua nostalgia, la sua critica”.

Mario Vargas Llosa in “Garcia Marquez: historia de un deicidio
Traduzione di Angelo Morino

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2 Comments

  • Reply valentina agosto 25, 2012 at 2:48 pm

    Io credo che si arrivi a scrivere per molte ragioni, anche molto differenti tra loro:
    -sicuramente si scrive per essere letti (anche il diario segreto si scrive con questo inconscio obiettivo)
    -per fermare sulla carta pensieri che non vogliamo dimenticare
    -per fornire una personale visione di un determinato argomento, visione che riteniamo originale e “superiore” a quelle già scritte o dette (gli scrittori hanno un ego spropositato)
    -per dare risalto a un certo argomento magari poco trattato ma che ci sta a cuore.
    -per inviare in maniera un po’ indiretta un messaggio a qualcuno.
    -banalmente, per esercitarsi a scrivere e migliorare il nostro stile.

    Certi testi vengon giù di getto e ci piacciono così. Certi altri hanno bisogno di “riposare”, essere limati, cesellati, prima di sentirli “perfetti”. Certi altri ancora nascono in un modo e li trasformiamo continuamente e magari ci piacciono tutte le versioni intermedie.

    Un romanzo può nascere anche da una frase di 3 parole, opportunamente contestualizzata e ampliata con digressioni, dialoghi, descrizioni etc etc. e può rispondere a tutte le ragioni sopra citate (e anche di più).

    Ti serve solo la scintilla (forse per ora c’è troppa umidità! :P)

    In bocca al lupo! 🙂

  • Reply Mercoledì agosto 27, 2012 at 12:41 pm

    Speriamo in un clima secco allora! 😉
    Grazie Valentina per il bel commento, la lista dei motivi è davvero interessante!

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