Love Post

Foglie al vento

settembre 26, 2012
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, 
sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. 
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. 
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, 
lì c’è ancora amore.
Alda Merini
[Foto di Roberto Patrizi]

[Foto di Roberto Patrizi]

Cammino veloce tra le strade di città, inalo smog e pensieri mentre ascolto musica dalle cuffie bianche. I marciapiedi sono pieni di persone che si spostano trafelate verso mete che non saprò mai, mi passano accanto, quasi nessuno alza lo sguardo dalle scarpe.

Passo davanti a una vetrina con lo specchio, vedo il mio riflesso e rallento il passo, compiacendomi di quel vetro che mi restituisce un’immagine che finalmente mi assomiglia: i capelli arruffati e sciolti della natura ribelle, un misto di sonno e ardore sotto gli occhi, la schiena dritta di chi ha preso una direzione.

Ogni tanto ripenso ai cocci che ho seminato per strada, a come mi sono sentita per tanto tempo. È una rottura tra cuore e spina dorsale, echi seminati in una valle. Non il rumore di un grissino, che lascia in giro briciole da spazzare col dorso di una mano distratta, non un vetro in frantumi che produce una scala di suoni quasi fosse un’orchestra sinfonica. È un rumore secco, deciso – clac – e niente si incolla senza che si veda la crepa. È una cesura ed è senza ritorno, non incespico più sui miei passi.

In tutti questi secoli l’uomo ha fatto scoperte strepitose: ha camminato sulla luna sfiorando con le mani le stelle, ha esplorato gli abissi e scalato le montagne più alte, ma ancora non ha capito a fondo la sua stessa natura. Siamo così piccoli e patetici. Continuiamo a interrogarci sui massimi sistemi, dimenticando che le gioie della vita sono quelle semplici: uno sguardo complice in mezzo a tante teste, una carezza lieve tra i capelli, poche parole dette al momento giusto.

Fuori cambia il tempo e questo vento non è ancora freddo ma è talmente forte da far cadere le prime foglie. È quasi un’epifania vederle scendere avvitandosi dalle chiome più alte e giù fino a terra. Dice che il vento scombussoli un po’ dentro e sia foriero di cambiamenti.

È autunno. L’autunno di noi.

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5 Comments

  • Reply TheGirlwiththeSuitcase settembre 26, 2012 at 8:08 pm

    Tu scrivi davvero bene, ne sei consapevole, vero? Se non lo sapevi, adesso lo sai. 😉

  • Reply Giovy settembre 27, 2012 at 7:56 am

    Ah che bello leggere simile poesia al mattino

  • Reply Mercoledì settembre 27, 2012 at 7:58 am

    @Silvia: Mi fai arrossire! Grazie grazie grazie! Sono complimenti che scaldano il cuore!

    @Giovy: ce en vorrebbero più spesso, vero? 🙂 Magari! Grazie davvero!

  • Reply WYW settembre 28, 2012 at 7:45 pm

    Ciao Mercoledì finalmente ho trovato un momento per leggerti, grazie a Giovy ho trovato il tuo blog e devo dire che leggerti oltre essere molto bello, per il modo in cui scrivi come dice TheGirlwiththeSuitcase è molto interessante e condiviso dai i WYW. Questo post merita davvero i complimenti alla scrittrice che sembra essere entrata nella mia testa soprattutto in questa settimana! Complimenti andrò alla scoperta del tuo blog 😉

  • Reply Mercoledì ottobre 1, 2012 at 7:35 am

    Ciao WYW e grazie per la visita e per il commento!
    Mi fa piacere che sia stata una piacevole lettura (e scoperta!), ho ricambiato la visita 😉

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