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Scampoli d’inverno

marzo 11, 2013
Il riso è il sole 
che scaccia l’inverno dal volto umano.
 
Victor Hugo, I miserabili

Sapevo che le avvisaglie di primavera altro non erano che un’illusione. Marzo è così, ti frega sul nascere con un paio di giornate di sole e ti dà il resto in malinconici pomeriggi e notti in cui le grondaie traboccano di acqua e pensieri.

In questi scampoli d’inverno c’è sempre un momento verso il crepuscolo quando l’ultima luce riesce a filtrare tra le nuvole cariche di pioggia in cui sono sicura che mi stai pensando. Sento il tuo respiro mentre mi affanno per non perdere il treno, vedo i tuoi occhi nelle pozzanghere in cui a volte vorremmo sprofondare per non pensare, accelero la camminata come se questo potesse farmi arrivare prima e abbandonare senza più forze nel tuo abbraccio.

Me lo ricorderò per sempre questo inverno in cui pensavo di dover imparare tutto e invece ogni cosa mi sembra così naturale, ne farò un cassetto della memoria da cui attingere quando sarò scoraggiata, lo abbellirò quel tanto che è tipico dei ricordi.

Sulle ali dell’entusiasmo fantastichiamo di mete distanti per non perdere nemmeno un briciolo della nostra età, della nostra fortuna, del nostro amore.

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, 
stretti assieme dietro i vetri, 
guardando la solitudine delle strade buie e gelate, 
ricordassimo gli inverni delle favole, 
dove si visse insieme senza saperlo. 
 
Dino Buzzati, Sessanta Racconti

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