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Biella sa sorprendere

aprile 18, 2013
biella
“È una gran cosa quando realizzi 
di avere ancora l’abilità di sorprenderti.
Ti fa chiedere cos’altro puoi fare 
che ti sei dimenticato.”
 
American Beauty

Quello che mi sorprende più di ogni altra cosa ogni volta che metto il naso fuori di casa è la quantità di informazioni che si apprendono viaggiando. Hai voglia di leggere un sacco, guardare programmi interessanti, farsi raccontare le cose da chi ne sa più di noi: il modo migliore per imparare è fare esperienza diretta.

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Biella – il Piazzo

Per esempio, sapevate che Biella ha una parte bassa e una parte alta chiamata Piazzo? Sapevate che per raggiungere il Piazzo si può prendere una funicolare oppure camminare per delle coste ripidissime? Io non lo sapevo ed è stata una sorpresa scoprirlo, per fortuna la cosa della pendenza estrema che unisce Biella bassa al Piazzo l’ho scoperta in discesa!

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Biella – il Piazzo

Biella non è solo industria tessile: è un cuore medievale e palazzi ben rifiniti, è uno scorcio sulle Alpi ancora innevate al di là di Porta della Torrazza, è una piazza ritagliata tra le case da cui si scorge la campagna circostante. È Piazza Cucco col verde intorno, sono i portici che si prestano così bene per qualche scatto luce-ombra, è Piazza Cisterna, quella principale del Piazzo, così spaziosa e in cui vedrei bene un concerto per animare la città.

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Biella – il Piazzo

A Biella Piazzo si trova anche un collegamento col altri viaggi e luoghi che vorrei scoprire come la Basilica di San Giacomo, che fa parte della confraternita del Cammino di Santiago de Compostela: qui è possibile richiedere il certificato di pellegrinaggio lungo il cammino. Se siete appassionati d’arte dovete fare anche un’incursione dietro l’altare maggiore: è qui che si trova un trittico quattrocentesco di Daniele de Bosis di elevato pregio artistico.

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Biella – il Piazzo

Poco fuori da Biella vi consiglio un passaggio al Brich di Zumaglia, una collina arrotondata alla sommità della quale si trova un castello con vista panoramica. Se, come noi, ci arrivate in un giorno di nebbia, vi sembrerà di di essere stati catapultati in un’atmosfera gotica degna di un romanzo. La fitta vegetazione che circonda il castello impreziosisce il tutto ed è il luogo adatto per spettacoli teatrali itineranti.

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Il Brich di Zumaglia

Infine, un doveroso GRAZIE a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di #biellastoria, in primis Gian e Lele di Sphimm’s Trip e a seguire a Bruno dell’Hotel Michelangelo per l’ospitalità, alla Prosciutteria San Daniele per i sorrisi e le prelibatezze, all’Autonoleggio dei F.lli Canevarolo per i pulmini e gli autisti, alla Proloco di Candelo e a Elisabetta che ci ha fatto da guida nel Ricetto, alla Tenuta La Mandria per le chiacchiere e il buon cibo, a Il Talucco per la cena e le dritte di salute, alla Proloco di Zumaglia per la storia del Brich, a Ars Teatrando per la performance e le speranze condivise, all’Ecomuseo della terracotta di Ronco Biellese per aver tramandato la tradizione, alla Società Sportiva Fulgor di Ronco Biellese per l’esempio, a Il Vecchio Mulino per l’ottimo pranzo e le fantastiche decorazioni che vorrei avere anche io in casa! Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di voi!

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