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L’isola che non c’è. O forse sì.

aprile 24, 2013
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La bellezza non è una qualità delle cose stesse: 
essa esiste soltanto nella mente che le contempla 
ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. 
David Hume – La regola del gusto
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Isola d’Elba

Ci sono posti che ti appartengono ancora prima di averli visti, che ti parlano attraverso le foto e i racconti di chi li vive intensamente nella quotidianità, in giorni sempre uguali eppure così diversi. Questi sono i posti del cuore, ti sembra di conoscerli da sempre, come facessero parte del tuo passato.

Non ci sei mai stato, eppure quel dettaglio ti riporta a un ricordo vissuto in un altro luogo e in un altro tempo, così nitido da sembrare qui e ora. Le stanze sussurrano poesia, la dolcezza trasuda dai muri fatti di legno e gessetti colorati. L’ambiente sa di tregua al tè caldo in una giornata di pioggia, sa dell’abbraccio di una madre dopo un ginocchio sbucciato, di uno sguardo di un padre saggio e di poche parole, di un film visto abbracciati sotto una coperta.

Se io dovessi racchiudere l’essenza di questo luogo in una sola frase direi che è un posto dove viene facile fare l’amore. Che c’è, non si può dire? Guardate che è una cosa bella, era un peccato non dirla. Scrivere e autocensurarsi è tarparsi le ali, non mi sembrava carino nei confronti di un posto che invoglia a esprimersi, che promuove l’arte in tutte le sue espressioni. E amarsi è un’arte, un pesare gli equilibri, un imparare a camminare nelle scarpe dell’altro anche se a volte vanno strette. È un caricarsi un bagaglio da riempire insieme giorno dopo giorno. È il senso.

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Isola d’Elba

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Grazie a Francesca per quel filo invisibile che ci lega, per un comune sentire nato da passioni condivise e da una sensibilità acuta, per la delicatezza con cui è sempre dove ci si aspetta che sia senza mai farsi ingombrante, con la naturalezza spiazzante con cui danza nella vita, pensierosa ma mai cupa, sorridente e ridanciana ma mai esagerata.

Grazie all’Hotel Cernia Isola Botanica, alle persone che danno anima e corpo perché tutto funzioni a meraviglia. Nessuno mi ha chiesto di scrivere queste righe, si sono scritte da sole.

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4 Comments

  • Reply Girovagate Idee di Viaggio aprile 24, 2013 at 4:49 pm

    “amarsi è un’arte, un pesare gli equilibri, un imparare a camminare nelle scarpe dell’altro anche se a volte vanno strette. È un caricarsi un bagaglio da riempire insieme giorno dopo giorno”

    bellissima… e quanto è vera!

  • Reply Mercoledì aprile 24, 2013 at 5:10 pm

    🙂 e a volte il bagaglio è molto grande! 🙂
    grazie del commento amico Girovagate!

  • Reply Patalice maggio 1, 2013 at 8:14 pm

    banale.
    parigi.
    per me è mia.
    lo sapevo da piccolissima, quando ancora non vi ero stata.
    lo confermo a me stessa ad ogni visita.
    bella la tua idea di benvolerti…

  • Reply Mercoledì maggio 2, 2013 at 8:55 am

    Patalice, nessun luogo è banale o scontato soprattutto se lo sentiamo nostro!
    Buoni viaggi nella TUA Parigi! 🙂

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