Cose belle

La tregua

agosto 9, 2013
“…ma egli ebbe quello che il suo cuore bramava, 
e tardò molto ad averlo, 
e forse non c’è felicità più grande.”
 
L’Aleph – Jorge Luis Borges

 

 

Come un balsamo arrivano giorni di tregua. Il corpo incattivito da giorni di fuoco si rilassa mollemente sul divano, la testa ciondola fino a toccare un cuscino condiviso. Mai come adesso sfioro l’infinito con un dito e volo letteralmente verso un sogno che ho costruito a poco a poco nei lunghi spostamenti dei giorni di lavoro.

Le minute, dure fatiche dei mesi freddi si raggomitolano in un canto della stanza, aspettando un nuovo inverno. Adesso c’è posto solo per ciò che distende i nervi, che sciacqua via le ansie, che porta la gioia di un sorriso aperto, incontenibile.

I vuoti di senso dei giorni passati si risolvono in una bolla che scoppia e non lascia traccia, il ripetersi di giorni uguali è interrotto da un paio di biglietti per un mondo nuovo da scoprire insieme. Cercherò di fare di tutta la routine un fascio che getterò al vento nei giorni a venire, ci camminerò sopra ascoltando lo scricchiolio dell’abitudine che si frammenta per lasciare spazio all’esplorazione.

A volte non riesco a prender sonno interrogandomi sui compromessi ai quali dobbiamo piegarci nella vita, ma questo è il prezzo da pagare per sentirsi vivi. Voglio che i prossimi sonni siano affidabili registri della macchina da presa dei nostri occhi, quando a cullarci sarà un altro mare e a coprirci una trapunta di cielo australe e costellazioni di cui non conosciamo il nome.

E allora sogno. Sogno di ballare scalza, mi spoglio di tutto, mi vesto di noi.

[…]
dilla di nuovo – quella frase, piano –
Che nessuno la senta – tranne me.
 
Emily Dickinson – Silenzi – 1861

 

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