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Il sorvolo delle linee di Nazca in Perù tra adrenalina e mistero

settembre 23, 2013
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Tutti ci avevano avvisato di prenotare in anticipo il sorvolo delle linee di Nazca, soprattutto in alta stagione, per non rischiare di rimanere a bocca asciutta di un’esperienza caposaldo di un viaggio in Perù. Forse, però, costoro non avevano considerato un fattore che avvicina tantissimo il popolo peruviano a quello italiano, ossia che se sei amico di amici tutte le porte ti si spalancano in maniera estremamente semplice. Questo clientelismo all’acqua di rose, che altro non è che un senso dell’ospitalità (e una furbizia per gli affari) spinto all’estremo, ci ha permesso di prenotare un sorvolo delle misteriose linee la mattina stessa, di fare relativamente presto con le code e di recuperare una carta mangiata da un bancomat impertinente. Ma andiamo con ordine.

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L’aeroporto di Nazca

La vera svolta della giornata a Nazca è stato l’incontro con Juan Carlos, un uomo sulla cinquantina con una decina di anni a Perugia alle spalle. Ci viene a prendere in albergo dopo una telefonata fatta dalla proprietaria, che ci guarda come una mamma indulgente con figli incorreggibili. Sono sicura che stesse pensando che siamo stati sprovveduti a non prenotare un volo e che non avremmo trovato mai posto: l’unica possibilità è affidarci a Juan Carlos.

Giancarlo – dice che lo possiamo chiamare così – attacca subito discorso come la maggior parte dei tassisti peruviani che abbiamo incrociato e ci spiega che non c’è nessun problema se non abbiamo prenotato il sorvolo delle linee di Nazca, ci penserà lui a farci saltare le file perché all’aeroporto ha degli amici. Per fortuna ha anche delle amicizie in banca, perché quando il bancomat mi ha mangiato la carta al mio primo tentativo di prelievo se non fosse stato per Juan Carlos non avrei saputo a che santo rivolgermi.

In effetti, dopo circa dieci minuti di macchina arriviamo all’aeroporto di Nazca e non dobbiamo supplicare nessuno per farci inserire in una lista: voleremo con Air Majoro, una delle tante compagnie che sorvolano le linee con Cessna da sei posti. Il “pacchetto” sorvolo + tutti i servigi di Juan Carlos (tassista, faccendiere, recuperatore di bancomat tuttofare) ci costerà 260 soles e 25 soles a testa per la tassa aeroportuale, in tutto l’equivalente di circa 70€ a testa. Un ottimo prezzo se consideriamo che si può arrivare a spendere anche 100€ a testa.

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Pronti per il decollo

Una volta arrivati in aeroporto è solo questione di aspettare tra un sacco di altri turisti che girano annoiati tra il bar e le bancarelle di prodotti peruviani. Oppure si può guardare il video dell’ente del turismo del Perù che propina in loop un video sulle civiltà che hanno vissuto da quelle parti secoli or sono.

Quando finalmente chiamano per i controlli (come in un normale aeroporto si fa il controllo sicurezza) l’adrenalina comincia a farsi sentire. È il pilota stesso che ci accompagna lungo la pista di atterraggio fino al nostro Cessna: qualche foto di rito, sistemazione nei posti assegnati (l’aereo deve essere bilanciato quindi ti pesano su una bilancia stile mucche al macello) e è il momento di decollare. Quando l’aereo si porta in posizione lungo la pista le mani cominciano a sudare e il frastuono del motore è tale che sembra che l’aereo si stia per spezzare in due da un momento all’altro. Se non sai a quale santo rivolgerti tanto vale che ti godi l’esperienza.

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L’astronauta

Partiti: da quando il trabiccolo ha preso quota e per tutti i primi cinque minuti ho pensato: ma chi me l’ha fatto fare?! Si è sballottati a destra e sinistra come in una centrifuga, lo stomaco arriva alla gola prima che si faccia in tempo a dire: “ehi, guarda che bella Nazca dall’alto”. Il pilota ci comunica tramite le cuffie quali figure di scorgono tra i molti solchi nel terreno, dopo un po’ diveniamo bravi ad individuarle. Non resta che scattare foto a raffica attraverso il vetro: qualcosa di buono verrà in post produzione.

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Il colibrì

Sorvoliamo sul cane, sui triangoli, sul condor, sulle mani, sull’albero, su una figura che viene chiamata l’astronauta e che per questo crea ancora più mistero. La figura che mi impressiona di più è il colibrì, perfettamente conservato. Infine sorvoliamo sugli acquedotti Antonini, una ventina di cerchi perfettamente realizzati che sembrano spirali verso le viscere della terra e che hanno permesso al popolo Nazca di sopravvivere a lungo.

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Aeroporto di Nazca

Dopo poco più di mezz’ora di volo il piccolo aereo tocca terra con un atterraggio perfetto. Nonostante questo c’è chi butta sacchetti di bile in un cestino tattico, chi non si regge bene in piedi e chi ha assunto un colorito innaturale tendente al Ciano. Per quanto mi riguarda ho passato il resto della giornata con le gambe tremolanti e lo stomaco sottosopra, pensando di aver fatto una di quelle esperienze da raccontare a figli e nipoti: non me lo scorderò mai.

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10 Comments

  • Reply upr settembre 23, 2013 at 9:12 am

    Juan Carlos (detto anche Giancà) era veramente un fenomeno.

    • Reply Mercoledì settembre 23, 2013 at 9:14 am

      Vero! Sarei stata sempre a cercare di recuperare il bancomat senza di lui!

  • Reply La Ste aprile 20, 2014 at 9:29 pm

    Che ansia Sere, io rivedo la bile di sicuro :S

    • Reply Mercoledì aprile 21, 2014 at 8:48 pm

      È un’esperienza fantastica, ne vale la pena! 😉
      Vedrai che ti divertirai (passato l’attacco di bile)!

  • Reply Greta giugno 24, 2014 at 3:24 pm

    E’ stato bellissimooooo!!!

    • Reply Mercoledì giugno 24, 2014 at 3:31 pm

      Bello, vero?
      Da provare almeno una volta nella vita!
      Adrenalinico!

  • Reply viviana giugno 1, 2015 at 3:30 pm

    Ciao Serena
    questo Juan Carlos (detto anche Giancà) deve esser un grande .. noi stiamo organizzando il viaggio e per il sorvolo ci hanno chiesto €225.- … a testa.

    • Reply Mercoledì giugno 1, 2015 at 4:46 pm

      Ciao Viviana,
      Mi sembra una cifra molto alta, stai prenotando tramite agenzia? Secondo me potete trovare a meno. Ad ogni modo esperienza da provare!

  • Reply Roberto marzo 6, 2017 at 3:38 pm

    Ciao Serena,
    no dovremmo andare verso fine Aprile, dove hai alloggiato a Nazca? Così magari riusciamo anche noi a godere dei servizi di Juan Carlos! Grazie

    • Reply Mercoledì marzo 6, 2017 at 3:53 pm

      Ciao Roberto,
      ottima scelta per il vostro viaggio, il Perù è stupendo!
      Questo era il nostro hotel a Nazca: Hotel Don Agucho http://www.hoteldonagucho.com.pe
      e chissà che non becchiate proprio Juan Carlos nei paraggi!

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