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Le Islas Ballestas in Perù: il regno degli animali dove meno te l’aspetti

settembre 12, 2013
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Ogni volta che si guarda con attenzione un animale, 
si ha l’impressione di vederci dentro un uomo che si fa beffe di noi. 
 
Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973

Luís sa fare affari coi turisti assonnati che capitano nelle terre desertiche di Paracas dopo quattro ore filate da Lima in posizione troppo poco supina per dormire, ma non così scomoda per concedersi il lusso di non fare assolutamente nulla. Bastano poche parole per convincerci che lì, nel paradiso che ha costruito e che porta il suo cognome, le nostre valigie già pronte per il prossimo passaggio in nottata saranno al sicuro mentre saremo a qualche miglio dalla costa per visitare le isole Ballestas.

Il vostro pullman è in ritardo, non ci sono altri tour che partono a quest’ora, vi conviene prendere al volo la nostra offerta: 35 soles e le Ballestas per voi non avranno più segreti“. La cifra è quella a cui eravamo preparati, l’affabilità di Luís è una tela che ci avvolge e ci intrappola in men che non si dica su un pulmino e poi su un motoscafo carico di altri turisti che si sono fatti convincere dallo stesso sguardo venato di rosso, chissà se per colpa dei forti venti del deserto che non trovano tregua.

Barca abbandonata davanti a Paracas

Barca abbandonata davanti a Paracas

Comincia così l’esplorazione delle cosiddette “Galapagos dei poveri”, nome che non rende giustizia a un posto che pare calato lì dal cielo, un paradiso naturale per pinguini, leoni marini, crostacei giganti e uccelli di ogni specie. Sono proprio questi a impressionarmi fin dai primi istanti: si sono impadroniti di una barca abbandonata al largo e ne hanno fatto una grossa casa galleggiante ad uso e consumo dei bramosi fotografi di passaggio.

Il motoscafo procede a velocità elevata, il freddo mi sveglia improvvisamente e mi costringe a incappucciarmi e scaldarmi le mani sotto le cosce, i guanti non fanno parte della mia dotazione pseudo-invernale di vestiario ma avrebbero avuto il loro perché.

Dopo una decina di minuti di navigazione ecco che arriva la prima sorpresa: come un’apparizione, la Candelabra fa capolino da dietro una duna, il petroglifo si staglia possente sul fianco di una collina. Avevo consumato la guida già prima di partire eppure mi ero dimenticata di questa bellezza improvvisa che mi lascia senza fiato e mi fa riscoprire il gusto di viaggiare senza sapere niente in anticipo, affidando le scoperte al fato. Si dice che la forma che viene chiamata il “candelabro” in realtà rappresenti un cactus allucinogeno di nome San Pietro, in ogni caso, sia quel che sia, rimane l’enigma del perché quella figura sia stata scavata nel terreno secoli or sono. Mancano le risposte, ma non il fascino.

La Candelabra

La Candelabra

Avanziamo in direzione Islas Ballestas, la costa è sempre più lontana e sfocata, piano piano il cielo nuvoloso lascia il posto a un timido azzurro, il primo che vediamo da quando abbiamo lasciato l’Italia. Per tutto il viaggio stormi infiniti di uccelli fiancheggiano la nostra rotta accompagnandoci verso altri simili appollaiati sulle ripide rocce delle isole. È tutto un tripudio di ali, starnazzi e richiami: non c’è silenzio in alto mare.

Raggiungiamo le Ballestas e rimaniamo folgorati dalla quantità di animali che popolano questi posti. Sembrano andare d’accordo gli uni con gli altri in un perfetto equilibrio guastato solo dai troppi motoscafi e i click delle reflex. Ci sono i pinguini di Humboldt, i leoni marini, il pellicano peruviano, i cormorani e milioni di altri uccelli di cui non so il nome. Passiamo un’oretta tra le grotte e gli speroni di roccia cercando di avvistare quanti più animali possibile, avvicinandoci alle otarie, osservandone i gesti atletici.

Pinguini di Humboldt

Pinguini di Humboldt

Otarie

Otarie

Le Isole Ballestas mi hanno ricordato che a volte ci troviamo in luoghi inaspettati che non avremmo mai pensato di vedere durante la vita, e il fatto di rimanere sorpresi farà sì che questi occuperanno in eterno un posto nel nostro cuore. Già mi vedo durante l’inverno a ripensare a quegli animali liberi in un paradiso naturale… e sarà di nuovo Perù.

Il regno degli animali

Il regno degli animali

Informazioni utili

Così come per la visita alla Riserva Nazionale di Paracas, organizzare un’escursione alle Islas Ballestas è molto semplice: basterà avvicinarsi ai porticcioli di imbarco e sentire le varie offerte delle agenzie di viaggio locali per contrattare un passaggio in motoscafo (unico mezzo a disposizione per raggiungere le isole). Il prezzo di aggira intorno ai 35 soles (poco meno di 10€) più 5 soles di tasse portuali.

Fossi in voi mi porterei vestiti pesanti perché il motoscafo va veloce. Porterei anche un cappello per il sole (e per il rischio “ricordino in testa” da parte dei miliardi di uccelli che vi voleranno sulla testa) e un binocolo.

 

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