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Tre giorni a Valencia: una sorella, un amore, una speranza

novembre 8, 2013
Città_Arti_Scienze

Mia sorella è a Valencia qualche mese per studiare psicologia grazie al programma Erasmus. Da buona sorella maggiore e da viaggiatrice instancabile ho approfittato di questa occasione per tornare in Spagna e visitare una città che non conoscevo. Il rapporto che ho instaurato con Valencia rispecchia parecchio quello che ho con mia sorella.

Quando avevo 4 anni e lei era in arrivo ero un po’ gelosa e facevo a mia mamma richieste assurde tipo correre con me per tutto il perimetro della casa. Quando mi vennero a prendere all’asilo quel lontano 26 febbraio per andare all’ospedale non sapevo esattamente a cosa andavo incontro e non è che sia stato proprio amore a prima vista. Quella culla non era poi così interessante e non capivo perché tutti quelli che venivano a farci visita ne erano così attratti. Però col tempo le cose sono cambiate: da docile compagna di giochi a fidata confidente, mia sorella è diventata un pilastro della mia vita e più si cresce più la differenza d’età si assottiglia. Adesso ai miei occhi è bella come il sole, intelligente e sa muoversi con scaltra leggerezza e timida determinazione.

Con Valencia è stata la stessa cosa: non è che ho pensato subito che fosse bella e che mi piacesse, piuttosto mi suscitava un “tutto qua?” lasciandomi un po’ interdetta di fronte agli apprezzamenti di quelli che l’avevano visitata prima di me. Ad un primo impatto mi è sembrata simile ad altre città già viste, senza unicità o sorprendenti visuali davanti alle quali incantarsi. Non solo ero delusa, ma anche dispiaciuta di dover infrangere quel quadro perfetto che mia sorella descriveva e che traspariva dal suo sorriso e dai suoi occhi.

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La Città delle Arti e le Scienze

Poi a poco a poco ho capito. E ho cominciato ad apprezzare. La svolta è avvenuta al cospetto dei colossi della Ciudad de las Artes y Ciencias, progetto futuristico dell’architetto Calatrava che sprizza luce e bellezza. Erano anni che desideravo vedere coi miei occhi queste strutture che ricordano il mare e guardano al futuro, con tutte quelle linee pulite che mi piacciono e danno un senso di ordine.

Città_Arti_Scienze

La Città delle Arti e le Scienze

Camminare tra queste strutture aliene costruite quasi interamente sul letto del fiume Turia deviato in seguito a straordinari straripamenti è come atterrare su Marte e lo spettacolo delle enormi strutture è amplificato dai riflessi sull’acqua. Oltre ad essere un paradiso per gli amanti della fotografia, questo complesso ospita diverse cose interessanti: si va dal museo della scienza più interattivo che abbia mai visitato alla discoteca notturna, da sedi di mostre d’arte ad aree da adibire per gare e spettacoli.

Oceanografic

Oceanografic

L’altra attrazione che mi ha convinto che Valencia meritasse almeno un fine settimana è stata la visita all’Oceanografic, uno dei più grandi acquari del mondo. Nonostante il prezzo del biglietto alto (il combinato Ocenaografic + Museo della Scienza costa intorno ai 29€) e pur non amando particolarmente i luoghi di reclusione per animali che in natura sono abituati a spazi ben più grandi, mi sono ritrovata a bocca aperta passando sotto una galleria d’acqua coi pesci che ti nuotano a pochi centimetri e mi sono esaltata come i bambini a guardare lo spettacolo dei delfini.

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A corroborare il legame con Valencia ha contribuito anche una splendida paella valenciana. Un indirizzo? La Pepica, in Paseo Neptuno, proprio affacciata sul mare. È il luogo ideale per mangiare questa specialità originaria di questi luoghi e lo è ancor di più perché una volta finito di mangiare si può smaltire con una lunga passeggiata lungo la spiaggia.

paella

Paella (la foto è mossa ma avevo fretta di mangiarla!)

E poi sì, ci sono la Cattedrale e la sua vista su tutta la città, il campanile di Santa Catalina, il quartiere del Carmen, le numerose chiese barocche e i vicoli intricati. C’è la Lonja che è un vero gioiello d’arte, il mercato centrale, trionfo di colori e sapori e le cenette all’aperto a tapear con i prodotti di queste terre e bicchieri di agua de Valencia e sangria.

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La cattedrale di Valencia

Ma soprattutto c’è una città che mi ha dato una speranza di spensieratezza per il futuro, che mi ha fatto pensare che sarebbe possibile costruire sogni anche in Italia. Basterebbe essere tutti un po’ più gentili, sorridenti e disponibili come i nostri cugini spagnoli. Basterebbe contribuire tutti a tenere di più alle nostre città, a rispettarle e mantenerle pulite (a Valencia tutti si spostano con Valenbisi, un servizio di bike sharing che con 26€ all’anno ti permette di usare le biciclette pubbliche disseminate in tutta la città), basterebbe non cercare di fregare sempre e comunque il prossimo. Valencia mi ha dato una grande lezione di futuro. Io credo che sia possibile anche da noi. E te?

<3

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6 Comments

  • Reply simona novembre 8, 2013 at 6:22 pm

    Valencia è una città a misura di Spagna, paese che ha dimostrato di voler tagliare le catene della vecchia corte europea…l’Italia è senz’altro pronta come terra a uno sviluppo, l’italiano un pò meno, il nostro piccolo modo di pensare rieccheggia su tutta l’isola, ma abbiamo speranze, quelle che porteranno persone come te, e Sara e tutti i giovani che pensano che ci sia ancora una possibilità perché il nostro paese possa rialzare la testa da questa crisi socio economica…io nn sono più così giovane, ma ho tutta la forza e la volontà che basta per dirti che sono qui in attesa che passi un treno che porta verso questa direzione, nel frattempo sfrutterò l’acquisita parentela con Sara per tornare a Valencia dopo 11 anni, sicuramente molto è cambiato, ma il suo fascino ancora sarà immutato, la ricordo una città avanti nel modo di porsi e questo porta sempre molto lontano, perché i luoghi li fanno le persone e se l’energia che ci mettiamo è buona il resto vien da se…quindi pensiamo positivo e guardiano avanti con occhi valenciani 🙂 grazie!

    • Reply Mercoledì novembre 10, 2013 at 6:45 pm

      Simona grazie per il tuo punto di vista!
      Speriamo di prendere esempio dalla Spagna, smettendo di pensare solo al nostro orticello.
      Sfrutta la presenza di Sara per tornare a Valencia, merita sempre!
      E sono d’accordo con te sul fatto che i luoghi li fanno le persone!

  • Reply Valentina Gattei (@Valuita) novembre 12, 2013 at 5:36 pm

    Sniff sniff. Mi sono commossa. Come cavolo fai a farmi commuovere anche quando parli di Valencia? Ah sì, perchè poi parli anche e sempre di amore. E amore sia. (E abbasso il lato oscuro!)
    Faccio la cretina (anzi sono), ma tanto tu lo già lo sai che… e neppure finisco la frase.

    • Reply Mercoledì novembre 12, 2013 at 5:38 pm

      Ti sei commossa perché sei sensibile e perché hai un bambino piccolo piccolo, sono i postumi 😉
      Grazie bellezza, vorrei scrivere sempre e solo di amore e cose belle, spero di riuscirci. Ti abbraccio! Grazie!

  • Reply Roberta marzo 1, 2017 at 11:34 am

    Che articolo luminoso! Bello questo tuo inizio fraterno… Hai reso bene e senza pudori i tuoi sentimenti 🙂 E comunque ho amato Valencia. L’ho trovata una città elegante e futuristica, solare e divertente, senza però gli eccessi di Barcellona, presa d’assalto dagli italiani.

    • Reply Mercoledì marzo 1, 2017 at 2:06 pm

      Ciao Roberta, bentornata!
      Grazie! Scrivo sempre senza reticenze, è la parte più bella d questo mondo online spesso fatto di finzione.
      Io non so se preferisco Valencia a Barcellona, anche in quest’ultima città ho collezionato istanti indelebili, e sono anche quelli spesso a fare la differenza. Sicuramente Valencia è più rilassata, a misura d’uomo. Non vedo l’ora di leggere i tuoi racconti sull’Australia!

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