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Per le strade di Ho Chi Minh City, in Vietnam

febbraio 19, 2014

Ma ecco cosa ho imparato in questa guerra, in questo paese,
in questa città: ad amare il miracolo di essere nata.
Oriana Fallaci – Niente e così sia

Immaginate di aver appena affrontato un volo intercontinentale di quattordici ore con uno scalo nel gigantesco aeroporto di Hong Kong. Immaginate di aver cambiato fuso orario dovendo impostare l’orologio sei ore indietro. Immaginate, infine, di arrivare di primo pomeriggio in una città in pieno fermento, col corpo che ti dice di fermarti e la testa che ti fa capire immediatamente che ti riposerai solo quando ormai sarà notte, quando avrai già assaporato l’essenza di questa parte di mondo tutta da esplorare.

Motorini in coda a Saigon

Motorini in coda a Saigon

Siamo a Ho Chi Minh City, l’antica Saigon che alla fine della guerra civile prese il nome dell’allora leader politico del vittorioso Vietnam del Nord. Lo shock culturale che si vive appena arrivati è straniante ma allo stesso tempo mi attrae con la forza della calamita. Anche se sono sballottata da tutti quei motorini che sfrecciano in ogni direzione e carichi all’inverosimile, anche se sono sopraffatta da tutto quel rumore e quegli aromi nell’aria provenienti dai banchetti improvvisati di street food, sento che questa terra saprà conquistarmi in men che non si dica.

Il mercato di Cholon

Il mercato di Cholon

E, infatti, sono subito catturata dalla frenesia del quartiere cinese di Cholon, dove il mercato centrale è un caleidoscopio di colori e le botteghe tradizionali espongono le mercanzie più disparate, sempre con quella punta di kitsch che contraddistingue questo popolo. Vorrei assaggiare tutti quei frutti di cui non conosco il sapore, vorrei cedere alle lusinghe di quei venditori frenetici ma mai insistenti ma sono qui da poco più di un’ora e so che ci sarà tempo per soddisfare tutte le mie curiosità.

Frutti vietnamiti

Frutti vietnamiti

Ho Chi Minh City è l’emblema delle città in espansione del Sud Est Asiatico: da una parte conserva le tradizioni e i luoghi che si sono stratificati nella storia, allo stesso tempo è il centro nevralgico dell’esplosione economica, come indicato dai grattacieli smisurati e dai centri commerciali che sono stati costruiti negli ultimi anni. Ma questa metropoli non è solo commercio e imprenditoria spinta: è anche spiritualità e conservazione del passato, come dimostrano la Cattedrale di Notre Dame costruita in stile romanico alla fine dell’Ottocento, la pagoda Thien Hau dedicata alla dea protrettrice dei naviganti e le Poste Centrali di forte impronta colonialista francese ma con l’aggiunta di un tocco inconfondibilmente vietnamita: il busto di Ho Chi Minh che troneggia nella sala centrale.

La Cattedrale di Notre Dame a HCMC

La Cattedrale di Notre Dame a HCMC

Di solito si dice di New York, ma anche Ho Chi Minh City mi ha dato l’impressione di non dormire mai. A qualsiasi ora del giorno e della notte le strade brulicano di persone impegnate a cucinare, vendere, parlare o semplicemente spostarsi. Non ci si sente mai soli o sperduti, si cammina anche senza meta sentendosi parte di un tutto.

pagoda-hcmc

Fuori dalla pagoda

Rimarrà sempre impressa nella mia memoria la meticolosità di un anziano signore nello spiegarmi come raggiungere un posto senza forse sapere esattamente dove fosse, inforcando degli occhiali con una lentezza che comunicava calma e voglia di rendersi utile. Non scorderò nemmeno gli abbracci di quelle coppie appollaiate sulle panchine lungo il molo ad attendere l’arrivo di una barca esageratamente illuminata da fari al neon a forma di enorme pesce. Manterrò per sempre viva la sensazione di camminare quasi strisciando nei cunicoli di Cu Chi, pochi chilometri fuori da HCMC. Ma questa è un’altra storia degna di essere raccontata a parte.

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2 Comments

  • Reply Lucia febbraio 19, 2014 at 10:40 am

    Non riesco a staccarmi dal pc quando leggo i tuoi articoli normalmente. Figuriamoci quando parli del Vietnam.
    Penso tu abbia colto la contraddizione di una città che vive tra tradizioni e modernismo. E poi i Vietnamiti sono così.. io me li porterei a casa quando sorridono beati.

    • Reply Mercoledì febbraio 19, 2014 at 11:34 am

      Quando parlo del Vietnam e quando riguardo le foto, quello che mi ha colpito di più sono proprio loro, i vietnamiti. Mi è piaciuto il loro modo di fare e il loro sorriso come dici te. Un abbraccio, grazie Lucia!

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