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Sulla strada del Laudemio (e dei ricordi)

marzo 26, 2014
Fattoria di San Michele a Torri

Panta rei. (Tutto scorre)
Eraclito

Fattoria di San Michele a Torri

L’accoglienza alla Fattoria di San Michele a Torri

Tutto è cambiato da quella giornata di fine novembre dell’anno scorso. Certo, non sono evidenze che si possono scorgere a occhio nudo, sono cocci incollati in cui rimane comunque la crepa più scura, come un fulmine a ciel sereno.

Fattoria di San Michele a Torri

Fattoria di San Michele a Torri

Le distese di olivi pronti per la potatura sono adesso Campi Elisi che ben rappresentano lo scorrere della vita: è tempo di segare i rami secchi per lasciare posto al nuovo. Per me la campagna è sempre stata idealizzata con mio nonno chino sulla terra e una zappa in quelle sue mani rugose solcate dal tempo. La ferita della sua perdita indugia a risanarsi e devo fare lo sforzo di non aspettarmelo comparire dalle vigne col suo sorriso buono e le parole sempre giuste.

Fattoria di San Michele a Torri

Il panorama alla Fattoria di San Michele a Torri

Devo dare nuove immagini a questa dimensione fortemente presente nella mia vita: è così che mi ritrovo in una clemente giornata di marzo a camminare sulla terra battuta di Scandicci, a due passi da Firenze. Rimango sempre sorpresa da quanto basti poco in Toscana per passare dalla città più affollata a piccole oasi bucoliche dai profumi genuini, dove l’aia ha l’importanza di un’agorà e gli animali sono trattati alla stregua di esseri pensanti e senzienti.

Fattoria di San Michele a Torri

Maiale di cinta alla Fattoria di San Michele a Torri

Parlo col responsabile della Fattoria San Michele a Torri che, anziché snocciolarmi numeri che avrei dimenticato nell’arco di un secondo, mi racconta di come i maiali di cinta vivano liberi; li vediamo poi scendere dalla collina per grufolare davanti ai nostri occhi nella loro stazza enorme.

Fattoria di San Michele a Torri

L’ape sull’albero di susine

Ci parla dell’albero di susino in fiore che dà ottimi frutti e dell’olio che riposa negli orci per custodire il segreto di bontà del Laudemio. Sono dettagli che solo chi si sporca le mani col proprio lavoro può rivelare e ho apprezzato subito questa passione, che si riflette anche nel pasto che abbiamo consumato con voluttà all’ombra di enormi tini di rosso toscano.

Castello di Nipozzano - Marchesi de’ Frescobaldi

Castello di Nipozzano – Marchesi de’ Frescobaldi

La lezione sulla potatura degli ulivi è proseguita poi in una realtà altrettanto eccellente, sulle colline di Pelago. Ad accoglierci è il Castello di Nipozzano, dove i Marchesi de’ Frescobaldi portano avanti la tradizione dell’olio e del vino di qualità. Lo sguardo si perde subito tra le file di olivi che disegnano onde di verde sui dolci pendii, l’aria che si respira qui è pulita, la primavera si svela in anticipo sul calendario con fioriture spontanee di margherite e viole.

Castello di Nipozzano - Marchesi de’ Frescobaldi

Castello di Nipozzano – Marchesi de’ Frescobaldi

A farci alzare dal prato fiorito sul quale è stato un attimo buttarsi è l’odore di caffè e una splendida crostata che mi ha aperto un mondo sull’esistenza di una griglia per fare tutte quelle striscioline perfette e che devo assolutamente comprare. Chiusa la parentesi da food blogger.

Castello di Nipozzano - Marchesi de’ Frescobaldi

Castello di Nipozzano – Marchesi de’ Frescobaldi

Ci dicono che da quelle parti si consumano dei tramonti da togliere il fiato, ma purtroppo è il momento di andare e non c’è tempo per vedere il tuffo del sole tra le colline, cosa insolita per me che sono abituata a vederlo scomparire nel mare. La linea dell’orizzonte è solo un’idea, la vita scorre lungo le strade orlate di cipressi, i miei ricordi non svaniscono col passare del tempo.

Castello di Nipozzano - Marchesi de’ Frescobaldi

Castello di Nipozzano – Marchesi de’ Frescobaldi

Per saperne di più su Laudemio

In epoca medievale con il nome Laudemio si indicava la parte di raccolto riservata al signore, proprietario delle terre. A lui veniva offerta la parte migliore del raccolto detta appunto “Laudemio”, il cui nome è da allora sinonimo di pregio e qualità. Oggi Laudemio è un Consorzio nato nel 1986 per raggiungere la massima qualità dell’olio toscano, fissando regole più restrittive rispetto a quelle prescritte dalla normativa vigente.

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4 Comments

  • Reply Patty marzo 26, 2014 at 5:50 pm

    Lo sai che mi sono commossa? Quando parli di tuo nonno mi è sembrato di ascoltare me stessa…quanto è vero e quanta mancanza. Le tue foto sono emozionanti, mi sono chiesta per un momento se avessi fatto il tuo stesso viaggio…incredibile.
    E’ stato un grandissimo piacere conoscerti. Bravissima. Un bacio. Pat

    • Reply Mercoledì marzo 26, 2014 at 6:19 pm

      E io mi sono commossa per il tuo commento! Grazie, che bello leggerlo.
      Buffa la storia del tour diverso, a volte capita anche a me ed è un modo bellissimo di ragionare su quanto siamo diversi e su quante chiavi di lettura si possa dare alla stessa esperienza: una bella ricchezza.
      Grazie davvero, piacere mio Pat!

  • Reply Manuela marzo 26, 2014 at 6:03 pm

    ogni volta che passo da te è un’emozione.
    Le tue emozioni diventano mie. Puoi capirmi? 🙂
    Ho sentito il tuo dolore, la sensazione di vuoto.
    E poi le bellissime descrizioni della natura… 🙂

    • Reply Mercoledì marzo 26, 2014 at 6:20 pm

      Ti capisco, o meglio, ne sono davvero felice!
      Non è facile dare nuove forme a cose che abbiamo introiettato in un modo fin da piccoli, ma è la sfida della vita: dare senso a ciò che abbiamo qui e ora. E i ricordi fanno da cornice. Grazie Manuela!

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