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Livorno, la Toscana multiculturale

aprile 24, 2014
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A Livorno, ‘r peggio portuale sona ‘r violino co’ piedi.
Proverbio livornese

Riflessi livornesi

Riflessi livornesi

Sai di essere arrivato a Livorno quando un boia deh ti giunge all’orecchio prima di un cenno di saluto, quando il mare ti entra nei polmoni una volta superato Stagno, anche se il salmastro deve fare chilometri per superare tetti e panni stesi. Livorno è uno schiaffo alla buona creanza: la devi prendere così schietta e verace, morderne la polpa negli stessi fossi in cui sguazzano i suoi abitanti, consapevoli e allo stesso tempo succubi di una città così totalizzante.

La Venezia

La Venezia

La storia di Livorno merita di essere raccontata perché aiuta a capire la multiculturalità della città più giovane della Toscana. Nata grazie ai Medici che volevano creare una città intorno allo sbocco al mare più importante di Firenze, a Livorno entrò ogni sorta di umanità grazie alle leggi livornine che sancivano la libertà di culto per tutte le religioni. Motivo per cui è l’unica città toscana a non avere un ghetto per gli ebrei, per cui nella stessa strada, a distanza di cento metri, si trovano tre chiese di tre diversi ordini religiosi.

La Venezia

La Venezia, scorcio sui fossi

Capirete che con un passato del genere tutto a Livorno mescola varie tradizioni e credi, dando a ogni cosa un tocco di originalità a partire dal monumento simbolo della città: tutti la conoscono come la statua dei quattro mori, in realtà a troneggiare sulla sommità è Ferdinando I de’ Medici, che però passa inosservato confronto a quattro bronzi muscolosi incatenati di quattro diverse etnie.

I quattro mori

I quattro mori

È qui sotto la statua che comincia il giro del centro storico, cercando di trovare l’unico punto in cui si vedono tutti e quattro i nasi dei mori in catene (mi dispiace guida turistica bravissima, a rimanere in mente sono sempre le quisquilie). Dai mori alla banchina su cui si vende il pesce il passo è breve: basta attraversare la strada e si è subito di fronte al gioiello d’architettura della Fortezza Vecchia, un colosso che fa ancora più impressione se visto dal mare. Dove c’è una fortezza vecchia ce n’è sempre una nuova e infatti è così anche a Livorno, basta continuare il giro della Venezia, camminare tra le stradine che costeggiano i fossi, farsi guidare dall’istinto.

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Fortezza vecchia

Tutto questo quartiere merita di essere girato con calma, un po’ col naso all’insù per coglierne ogni sfumatura, un po’ con gli occhi a terra per non finire in acqua. È qui che si trova anche uno dei mercati più importanti della Toscana, il mercato centrale di Livorno chiamato anche Louvre per la sua imponenza. Veniteci la mattina a fare compere, accompagnando l’esplorazione con un frate (una ciambella fritta ricoperta di zucchero) appena tolto dall’olio bollente o da un cinque e cinque (focaccia e torta di ceci) fragrante.

lungo i fossi livorno

Lungo i fossi della Venezia

La famosa terrazza Mascagni, invece, è la vetrina buona di Livorno, una scacchiera enorme su cui spostare le pedine della vita con un occhio sempre rivolto al mare per una fuga che è sempre solo pensata. È uno splendore per gli occhi ma non un luogo dove i livornesi vivono, la veracità va cercata nei quartieri popolari in cui si cresce a pane e gare remiere. Livorno si ama e si odia contemporaneamente, non ci sono mezzi termini.

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Storie di Palio Marinaro

Come di consueto, dopo aver divagato tra storia, ricordi e velleità letterarie vi do un po’ di consigli pratici per visitare la città.

Mangiare a Livorno

Ho provato un po’ di posticini che meritano di essere menzionati, anzi, se doveste andarci ricordatevi di invitarmi che ci torno volentieri!

  • Per mangiare ottimo pesce crudo andate a L’Ostricaio di Viale Italia, telefono: 0586 581345.
  • Per mangiare piatti della tradizione livornese in un ambiente informale, gioioso e comunista andate da Melafumo, in Via Mentana 78. Prenotate almeno con due settimane di anticipo per il weekend. Telefono: 0586 894702.
  • Per un cacciucco fatto bene andate a La Barrocciaia in Piazza F. Cavallotti 13, telefono: 0586 88 26 37. Anche qui ambiente artistico e informale, se non volete provare il cacciucco ci sono altre specialità tipiche o semplicemente dei super panini.
  • Per mangiare i “frati” (ciambelle fritte) andate dal “frataio” di Piazza Cavallotti, una vera e propria istituzione di fronte al mercato centrale.

Dove dormire a Livorno

Ho alloggiato all’Hotel Gran Duca in Piazza Micheli, proprio davanti alla statua dei quattro mori e alla fortezza vecchia. Molto abbondante anche la colazione.

Giro dei Fossi

Il giro dei fossi a Livorno è una di quelle cose che mi ripromettevo di fare da tempo. Se anche voi siete incuriositi da questo modo alternativo per girare la città e per conoscerne le origini (perché una guida accompagnerà il tour con racconti e informazioni) potete consultare il sito Livorno in battello e prenotare la vostra visita.

Ringraziamenti

Questo giro è stato reso possibile grazie all’invito che mi è stato fatto dalla Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi e la Camera di Commercio di Livorno in occasione di Maggio Divino (#maggiodivino2014), una serie di iniziative che coniugano offerta turistica ed enogastronomia.

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10 Comments

  • Reply Papi aprile 24, 2014 at 11:01 pm

    boia deh… poi m’insegni a fa le foto

    • Reply Mercoledì aprile 29, 2014 at 9:03 am

      Va bene, si fa qualche lezione rapida 😉
      Boia deh!

  • Reply Valentina aprile 26, 2014 at 9:44 am

    a me Livorno è piaciuta tanto 🙂 sarà l’aria di mare!
    Mi è piaciuta un sacco la metafora della vita sulla terrazza Mascagni 🙂

    • Reply Mercoledì aprile 29, 2014 at 9:05 am

      Grazie Valentina!
      Anche a me Livorno piace tanto, ha uno spirito unico, che non si trova in nessun’altra parte del mondo. Ti ci vedrei bene a fare tante foto a Livorno! 😉

  • Reply Edoardo giugno 4, 2014 at 3:19 pm

    Belle le foto del mio quartiere….
    In questo periodo poi ci stai davvero gavinoso a Livorno, boia dè 🙂

    • Reply Mercoledì giugno 4, 2014 at 3:25 pm

      Deh mi garba di morto la Venezia!
      Grazie per l’apprezzamento…. ma gavinoso che significa? 😀

      • Reply Edoardo giugno 5, 2014 at 9:28 am

        Gavinoso è tipo bello, esagerato , qualcosa che ti piace… In questo caso è ci stai molto bene.. è un termine che serve a dare un accezione molto positiva alla frase 🙂

        • Reply Mercoledì giugno 5, 2014 at 5:02 pm

          Grazie per avermi aperto un mondo! 😀

          • ted taylor luglio 23, 2014 at 3:21 am

            ma veramente gavinoso significa l’esatto contrario di quello che ti ha detto l’amico sopra.Gavinoso è brutto e viene dalle vene gavinose.Infatti si dice” sai ‘osa e sei gavinoso/a” per dire che una persona è bella,piacente in contrapposizione a GAVINOSO che è appunto qualcosa di brutto.

          • Mercoledì luglio 23, 2014 at 8:01 am

            Ciao Ted Taylor,
            davvero? Allora devo rivedere il mio vocabolario di livornese!
            Grazie per la precisazione e per essere passato di qua!

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