Asia India del Nord Viaggi

Come organizzare un viaggio in India del Nord

agosto 28, 2014
Jodhpur
«Alle domande più importanti si finisce sempre 
per rispondere con l’intera esistenza. 
Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, 
in quali termini e con quali argomenti ci si difende. 
Alla fine, alla fine di tutto, 
è con i fatti della propria vita che si risponde 
agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza». 
 
 Sándor Márai, “La braci”

Il mondo in questo caso mi sta chiedendo: come hai fatto a organizzare un viaggio in India? Di solito la domanda si trasforma in una lunga conversazione in cui compaiono le fatidiche domande che ogni viaggiatore ben organizzato si fa prima di partire: “Hai fatto tutto da sola?”, “Me lo consiglieresti?”, “Come spostarsi?”, ecc. ecc.

Jodhpur

Una classica strada indiana – Jodhpur

Per rispondere a tutti questi interrogativi legittimi e memore delle domande che ho fatto a mia volta per organizzare il viaggio in Rajasthan (allungandolo fino ad Agra e a Varanasi), eccovi una guida pratica che spero vi sia d’aiuto. Per qualsiasi altro chiarimento non esitate a scrivermi… sennò che ci sto a fare qui? 😀

I post con le impressioni arriveranno dopo, ho ancora bisogno di far decantare. Ci tengo a precisare che questo viaggio è stato totalmente auto-organizzato e auto-finanziato: i link e suggerimenti sono del tutto spontanei e basati sulla mia esperienza (in realtà questo, come spero avrete capito, è il mio modo di fare SEMPRE, ma volevo ribadirlo).

Ecco i passi da fare per organizzare un viaggio in India del Nord:

0. Essere veramente convinti che sia il viaggio giusto

Non è una cosa da dare per scontata: l’India è peggio di una secchiata d’acqua fredda in faccia (visto che ora va tanto di moda). Se siete troppo sensibili, troppo schizzinosi, troppo affaticati, con bambini piccoli al seguito vi sconsiglio questo viaggio che è abbastanza impegnativo sia dal punto di vista fisico sia morale. Poi, come ho già detto, all’India non si arriva mai preparati, ma almeno porsi la questione prima di partire e fare qualche ricerca su usi, costumi e tradizioni non può che aiutare. Passiamo ora alla parte pratica del viaggio.

Jodhpur

Jodhpur dall’alto

1. Comprare i biglietti aerei e l’assicurazione di viaggio

La prima cosa pratica da fare è fissare le date dell’aereo. Tra le varie scelte a disposizione io ho optato per quella con meno sbattimenti e un prezzo abbordabile. Ho scelto di volare con Air India da Milano Malpensa a New Delhi con volo diretto; l’alternativa più economica era con Aeroflot con scalo a Mosca ma non me la sono sentita un po’ per la compagnia di cui sentivo pareri contrastanti, un po’ per lo scalo con scritte in cirillico. Tornassi indietro forse darei una possibilità alla compagnia di bandiera russa, ma la comodità di un volo diretto per me è impagabile. Ho fatto i biglietti tramite TUI.it con l’assistenza della splendida Sara, la quale mi ha suggerito anche l’assicurazione di viaggio migliore per una destinazione del genere. Abbiamo optato per una copertura totale e formula TOP.

2. Richiedere il visto per l’India

Il visto va ottenuto assolutamente prima di recarsi in aeroporto, altrimenti non si parte nemmeno. Sembra un passaggio semplice, ma anche questa operazione burocratica può celare insidie. Siccome per me non è stato così semplice e le informazioni che si trovano in rete sono abbastanza complicate, ho deciso che scriverò un post a parte su questo. Tra l’altro è anche una storia divertente da raccontare e da lasciare nero su bianco per averne memoria in futuro. Per ora vi dico solo di farlo con il giusto anticipo, io l’ho richiesto due mesi prima per stare tranquilla.

Mandawa

Per le strade di Mandawa

3. Decidere l’itinerario di viaggio e contattare un’agenzia in loco

Una scelta che si è rivelata vincente è stata la formula macchina con autista privato. Può sembrare una scelta un po’ snob e limitante della propria libertà, ma sono contenta di aver vissuto questo viaggio senza problemi. I prezzi sono assolutamente abbordabili e, se non avete moltissimo tempo a disposizione, vi suggerisco questa soluzione per non dover star dietro ai mezzi pubblici indiani (auguri!).

Avevo più o meno in mente un itinerario di viaggio, ma bisogna fare i conti con le strade indiane! Per questo ho contattato un’agenzia di Jaipur e ho spiegato le mie esigenze e i miei desideri; sono stati poi loro a dirmi cosa era fattibile e cosa no. Per esempio non avevo considerato che far guidare un driver per più di 6 ore poteva essere pericoloso per la sua e per la nostra salute, o che per raggiungere certe città la strada fosse impervia. Un parere di chi conosce quei posti è sicuramente d’aiuto così come suggerimenti su dove dormire. L’unica volta che non ho voluto ascoltare i suggerimenti dell’agenzia e del driver mi sono ritrovata in un hotel parecchio più brutto rispetto agli standard degli altri scelti da loro. Su suggerimento di Federica di Travel to Taste ho contattato la Popular India Vacation, meglio conosciuta come India Karni. Mi sono trovata benissimo e mi sento di suggerirla.

Il nostro autista Dash

Il nostro autista Dash

L’itinerario che avevamo concordato e che abbiamo seguito alla lettera è stato questo:

Venerdì 01 Agosto – Partenza con volo Milano – Delhi
Sabato 02 Agosto – Aeroporto di Delhi – partenza per la prima tappa in Rajashtan: Mandawa
Domenica 03 Agosto – Fatehpur / Deshnoke / Bikaner
Lunedì 04 Agosto – Ramdeora / Jaisalmer
Martedì 05 Agosto – Khuri / Jaisalmer
Mercoledì 06 Agosto – Osiyan / Jodhpur
Giovedì 07 Agosto – Ranakpur / Udaipur
Venerdì 08 Agosto – Udaipur
Sabato 09 Agosto – Chittourgarh / Pushkar
Domenica 10 Agosto – Jaipur
Lunedì 11 Agosto – Amber / Jaipur
Martedì 12 Agosto – Fatehpur Sikri / Agra
Mercoledì 13 Agosto – Agra – Varanasi col treno notturno
Giovedì 14 Agosto – Varanasi
Venerdì 15 Agosto – Volo Varanasi – Delhi
Sabato 16th Agosto – Delhi e partenza

Certamente questa organizzazione tedesca ha i suoi pro e i suoi contro, tra cui quello che in un paio di posti saremmo voluti rimanere ancora un po’ e invece abbiamo dovuto salutarli con un arrivederci. Per esempio avrei voluto stare un giorno in più a Varanasi e anche a Jodhpur ma la tabella di marcia era veramente serrata. Inoltre, mi dispiace non averci fatto incastrare anche Khajuraho e Orchha, ma si deve pur lasciare qualcosa indietro per avere la scusa per tornare, no? 😉

Altri accorgimenti su questa fase: concordate per scritto cosa include la cifra pattuita, stabilite di pagarla metà in anticipo e metà in loco e fidatevi dei consigli dei driver ma fare anche un po’ di testa vostra. Il nostro driver, per esempio, era un asso nel suggerirci posti ottimi per mangiare, ma era anche molto apprensivo e ci suggeriva di passare il tempo libero in albergo per rilassarci. E noi puntualmente facevamo dei fugoni degni dei carcerati ad Alcatraz che si sono rivelati esperienze di viaggio indimenticabili.

Per strada a Mandawa

Mandawa, due uomini che discutono chissà di cosa

4. Accorgimenti vari

Un’altra domanda che mi è stata fatta spesso è quella riguardante i vaccini. Vi lascio immaginare la faccia dell’interlocutore quando rispondo di non averne fatto nemmeno uno! Non so se sia incosciente, ma quando ho visto che non ce n’erano di obbligatori ho lasciato stare e ho solo seguito il buonsenso, come del resto ogni volta che viaggio. Niente acqua che non sia tappata, niente cibo che non ci sembra rispettare almeno qualche norma igienica e un po’ di prevenzione gastrointestinale grazie a fermenti lattici da prendere 2/3 giorni prima del viaggio e durante (infatti un’altra classica domanda è: hai avuto problemi intestinali? E stavolta posso fieramente rispondere NO!).

Un altro accorgimento è sempre quello di portare un po’ di denaro contante e cambiarlo ai cambiavalute più convenienti (anche in questo caso ci siamo affidati al suggerimento dell’autista) e di distribuirlo in punti diversi. La questione shopping in India è un capitolo a sé, ma purtroppo non mi sento di dirvi che sia così conveniente come pensavo. Spesso cercano di fregarti con prezzi all’europea e a volte non c’è contrattazione che tenga. Purtroppo sarà difficile sottrarsi alle “tappe obbligatorie” che l’autista vi proporrà (sempre esercizi commerciali che danno una percentuale al tour operator indiano), ma a volte con un no secco l’abbiamo fatto desistere. Non è obbligatorio comprare, quindi non sentitevi in dovere o in colpa. Però contrattate sempre, è nella loro cultura oltre che positivo per le finanze, anche se può diventare snervante.

Ultimo avviso che mi viene in mente: procuratevi delle dosi massicce di SANTA PAZIENZA. Purtroppo non si trova in commercio ma ne avrete bisogno durante un viaggio in India! Per capire di cosa sto parlando provate a sommare il caldo costante, la proverbiale insistenza degli indiani, il fatto che vi vedano come bancomat con le gambe, il dover evitare cacche di mucca in ogni dove, i prezzi maggiorati per turisti (già, le attrazioni turistiche hanno prezzi diversi per stranieri e per locali) e la formula magica è servita!

Scrivetemi se avete bisogno di maggiori informazioni!

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12 Comments

  • Reply Marika settembre 1, 2014 at 9:52 am

    Ogni volta che leggo qualcosa sull’India penso “devo andarci!”, ma poi quando sto lì lì per prenotare un viaggio, è raro che la prenda in considerazione. Forse devo rifletterci bene e aspettare di volerlo davvero 🙂

    • Reply Mercoledì settembre 1, 2014 at 10:05 am

      Ciao Marika,
      eh sì, forse non ti è ancora scattata la molla definitiva che ti dà la convinzione per partire!
      Ma se l’India è già nei tuoi pensieri… arriverà! 😉

  • Reply Paola settembre 2, 2014 at 7:37 pm

    Ciao Sere… bel resoconto davvero e soprattutto ha risposto a tutte le mie curiosità in merito! Io ci sono andata con Earth Viaggi e pensare che ho passato due ore al Taj Mahal e tre al posto dei tappeti raccomandati dalla guida… non ti dico! L’India mette a dura prova anche negli hotels a 5 stelle (che per me sono “quasi” obbligatori) figurati con l’organizzazione locale… ma sicuramente la seconda è il miglior modo per viaggiare.. io a differenza di te mi sono presa la febbre a 39,4 a Jaisalmer dove mi ha curato l’unico dottore indiano addirittura citato in tutta la Lonely Planet, bravissimo, che mi ha dato degli antibiotici che mi sono rimasti addosso per oltre sei mesi, prodotti rigorosamente dalla Reliance (produttrice anche delle benzine locali). Il nostro Normix per intendersi era camomilla al confronto! Purtroppo non ho visto Bîkâner (ho visto solo la stanza di albergo con febbre altissima) e cmq il disturbo non è stato legato al cibo ma alla differenza di temperatura 50° C-18°C del ristorante dell’hotel a Jaisalmer… comunque non si può dire di avere viaggiato se prima appunto non si è fatto una tappa in India.. come dici tu la mia seconda puntata in India sarà con Varanasi e Taj Mahal con il sole.. perché la seconda volta assolutamente dovrò trovare il sole al Taj Mahal altrimenti come apprezzerò il marmo di Makrana che filtra la luce ed illumina le pietre preziose che ci sono nei cenotafi all’interno? Brava Sere, e grazie per scrivere cose così belle!

    • Reply Mercoledì settembre 3, 2014 at 6:26 am

      Ciao Paola! Che piacere leggerti nei commenti! E grazie per i complimenti!

      Che esperienza la tua in India! Con quel febbrone non so come hai fatto ad affrontare questo paese così impegnativo, coi farmaci da cavallo addosso poi! Coraggiosa! Sì dai, ci vuole assolutamente un’altra capatina al Taj Mahal, una vera meraviglia!

      Ti abbraccio e spero di rivederti presto!

  • Reply Intervista a Serena Puosi, autrice del libro “Indimenticabile India. Racconti di viaggio in India del Nord tra il Rajasthan, Agra e Varanasi” | Asiablog.it settembre 19, 2016 at 10:43 am

    […] La prima cosa che consiglio è di non avere paura: si sentono molte notizie negative provenienti dall’India e, senza voler sminuire i fatti fortemente negativi che accadono (come in tutto il mondo del resto), credo non sia il caso di lasciarsi intimorire. La parte dell’India che ho visitato (Rajasthan, Agra e Varanasi) è avvezza al turismo e sicura, quindi non c’è da temere se si seguono le normali accortezze valide in tutto il mondo. Se invece siete in dubbio sull’India perché non vi sentite pronti quello che vi posso dire è che per l’India non lo si è mai! Per quanto riguarda, invece, l’organizzazione del viaggio, vi rimando a un post che ho scritto al rientro e che risponde a tutte le domande più frequenti e ai dubbi pre partenza: Come organizzare un viaggio in India del Nord. […]

  • Reply Intervista a Serena Puosi, autrice del libro “Indimenticabile India. Racconti di viaggio in India del Nord tra il Rajasthan, Agra e Varanasi” – My Blog settembre 24, 2016 at 12:32 pm

    […] La prima cosa che consiglio è di non avere paura: si sentono molte notizie negative provenienti dall’India e, senza voler sminuire i fatti fortemente negativi che accadono (come in tutto il mondo del resto), credo non sia il caso di lasciarsi intimorire. La parte dell’India che ho visitato (Rajasthan, Agra e Varanasi) è avvezza al turismo e sicura, quindi non c’è da temere se si seguono le normali accortezze valide in tutto il mondo. Se invece siete in dubbio sull’India perché non vi sentite pronti quello che vi posso dire è che per l’India non lo si è mai! Per quanto riguarda, invece, l’organizzazione del viaggio, vi rimando a un post che ho scritto al rientro e che risponde a tutte le domande più frequenti e ai dubbi pre partenza: Come organizzare un viaggio in India del Nord. […]

  • Reply serena settembre 25, 2016 at 7:38 pm

    Salve Serena, potrei chiederti che assicurazione di viaggio hai usato per l’India? Io sono combattuta tra almeno 3 ma mi sa che finché non ne hai bisogno non saprai mai se sono affidabili o no…. grazie dell’aiuto. Serena

    • Reply Mercoledì settembre 26, 2016 at 8:52 am

      Ciao Serena,

      presi il biglietto aereo con TUI viaggi e feci aggiungere direttamente da loro un’assicurazione di viaggio.
      Si chiamava “Filo diretto” ma non ti so dire se è quella che cerchi perché (per fortuna) non ho avuto bisogno.

  • Reply Dario novembre 27, 2016 at 1:48 am

    Ciao a tutti!

    Mi chiamo Dario, 29 anni, e sono nuovo del forum. Scrivo qui per raccogliere consigli, pareri e testimonianze da parte di chi ha visitato l’India da solo.
    Ho intenzione di fare un viaggio solitario di un mese, periodo Aprile o, in alternativa, metà Marzo-metà Aprile. Vorrei esplorare l’India del Nord, toccare il Nepal e gli Stati Indiani Nord-Orientali. Avrei voluto visitare anche il Tibet ma ho letto che per il tempo limitato e per le condizioni socio-politiche adesso sia impossibile entrarci senza passare per la Cina.
    Il viaggio ha un fine essenzialmente spirituale, culturale e d’avventura. Sono diversi anni che mi riproponevo di effettuarlo e adesso sento che è giunto il momento. Ho l’esigenza di stare da solo con me stesso in situazioni estreme, a contatto con la mia spiritualità, in un contesto che mi ha da sempre affascinato. Approfitterò per fare diverse escursioni fotografiche nelle riserve naturalistiche di cui ho letto, essendo io un grande appassionato della natura in generale.
    Poiché sarà il mio primo viaggio-avventura, ho iniziato a leggere diverse testimonianze in giro per il web. Tuttavia, continuo a pormi diversi interrogativi di tipo organizzativo. Provo a elencarveli nella speranza di non risultare banale e ripetitivo:
    mi consigliate di affidarmi ad una agenzia viaggi o far tutto da solo?
    mi consigliate di dormire sempre in hotel confortevoli per star “tranquillo” e poter lasciare bagagli, soldi e attrezzature?
    mi consigliate di prenotare a tavolino tutti i voli, treni, hotel ed escursioni già prima della partenza o di lasciarmi la possibilità di variare i miei piani? Magari potrei scegliere 3-4 tappe certe e nel mezzo decidere di fare escursioni non programmate prenotando lì?
    pensate che sia meglio arrivare e partire dalla stessa città (Nuova Delhi) o scegliere un itinerario a circuito aperto?
    per quanto riguarda vaccini, assicurazione sanitaria e visti come devo comportarmi? Volendo visitare anche il Nepal devo considerare di fare le stesse procedure anche lì? (so che domande simili hanno già estese risposte sul web, ma mi farebbe piacere conoscere il vostro parere)
    conviene portare con se tutti i soldi in contanti o pagare tutto con carta di credito? In entrambi i casi, se fossi vittima di furto, perderei tutto. Quindi non so cosa sia meglio.
    come dovrei organizzarmi coi bagagli? Intendo, dovrei portar con me valigia grande con ricambi per un mese intero, oppure dovrei partire con un mega zaino da escursione con pochi ricambi e cercare di lavare lì le mie cose? Considerando che porterò con me diverse attrezzature fotografiche e computer, temo che col solo zaino io non riesca a farcela. Magari avevo pensato di partire con una valigia grande da lasciare negli alberghi delle località che visiterò, e di organizzarmi per le uscire quotidiane/mini-escursioni con uno zaino da trekking. Conviene comprare indumenti a basso costo lì sul posto e poi sbarazzarsene? Sono fuori strada?
    avete portato scorte di farmaci, disinfettanti e saponi anti-batterici dall’Italia o qualcosa lo avete comprato sul posto?

    Probabilmente mi verranno in mente altre domande ma nel frattempo vi ringrazio in anticipo per la pazienza e per le vostre risposte.

    • Reply Mercoledì novembre 27, 2016 at 12:34 pm

      Ciao Fabio,

      questo non è un forum ma spero di darti qualche indicazione utile.
      Sul blog se cerchi ci sono tutte le informazioni che cerchi ma solo sull’India del Nord, visto che è l’unica parte che ho visitato.

      Io mi sono affidata a un’agenzia in loco ma contattata dall’Italia. Questa: http://www.indiakarni.it/
      Gli hotel sempre belli, almeno ci si riposava. Però trovi anche bettole da 3€, sta a te decidere cosa cerchi.
      Percorso tutto programmato perché avevo poco tempo, con un mese puoi anche improvvisare di più.
      Il percorso dipende dal volo, io l’ho fatto ad anello partendo e arrivando a Delhi.
      No vaccini, sì assicurazione sanitaria.
      Qualche soldo e carta di credito.
      Bagaglio leggero, lavi le cose sul posto. Zainone sulle spalle e zainetto con cose di valore.
      Farmaci base portati dall’Italia e Immuniflor per stare tranquilli col cibo.

      Spero di esserti stata utile!

      • Reply Dario novembre 29, 2016 at 12:10 pm

        Grazie mille. L’unico dubbio forte resta sui bagagli…immaginando di dover prendere piú voli interni sará un problema dover imbarcare ogni volta il bagaglio extra grande…spenderó un sacco probabilmente. Qualsiasi sia il tipo di bagaglio (trolley grande o zaino grande) dovró comunque portare un altro bagaglio a mano con le attrezzature…quindi proprio non so. Tu che mi consigli?

        • Reply Mercoledì novembre 29, 2016 at 4:18 pm

          Ti consiglio di viaggiare il più possibile leggero, magari con uno zaino 40 litri che puoi sempre portare a bordo. So che non è facile, ma come dice Gabriele Romagnoli: più è grande il viaggiatore più piccolo il bagaglio 😉

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