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La polvere di Mandawa, in India del Nord

settembre 1, 2014
Mandawa

Mica ci dovevo andare a Mandawa. Non ne avevo mai sentito parlare mentre organizzavo il giro in India del Nord, non la sapevo collocare su una mappa geografica. Invece, per spezzare il lunghissimo viaggio verso Bikaner e poi verso Jaisalmer al confine col Pakistan, l’agenzia indiana con la quale ho organizzato il viaggio ha inserito questa tappa nell’itinerario. Devo dargli atto che è stata una mossa azzeccata.

Mandawa

Bambini a Mandawa

Come tutte le volte in cui non ho particolari aspettative, Mandawa ha saputo sorprendermi positivamente con la sua atmosfera decadente e le haveli che raccontano un glorioso passato.

Mandawa - Haveli

Dentro una haveli a Mandawa

Cresciuta grazie a commercianti che misuravano la propria ricchezza a suon di case decorate – le suddette haveli – e sfarzi, Mandawa si trova lungo la via della seta, avamposto per le lunghe marce che persone, merci e animali facevano per portare stoffe pregiate e oggetti esotici nel Vecchio Continente.

Mandawa

Donna in una haveli a Mandawa

Mandawa è stato il mio primo impatto con l’India, un passaggio soft che mi ha permesso di entrare nella realtà del subcontinente in punta di piedi. Un approccio ideale per le prime fallimentari contrattazioni con i venditori locali, per prendere confidenza con l’aria rovente, con il sudore che gocciola lungo la schiena e la sabbia che s’insinua in ogni dove.

Mandawa dall'alto

Mandawa dall’alto

La guida che mi accompagna in giro per la sua città natale è strabica e parla un italiano discreto imparato su Internet. Capirò lungo il corso del viaggio che quasi tutte le guide non hanno fatto studi di storia dell’arte e viaggi in Italia, ma semplicemente amano il nostro paese e ne studiano parole e suoni davanti a un pc e praticando la lingua con i turisti. Quando ti portano in giro, non fanno altro che guidarti per strade che conoscono a menadito, in case di cui conoscono il passato perché probabilmente gliene ha parlato un nonno. Un po’ come se qualche amico venisse a trovarmi a casa ed io lo portassi in giro per la Versilia senza aver ripassato la storia, ma lo mettessi di fronte a un tramonto struggente sulle rovine romane di Massaciuccoli e le immagini facessero più di mille parole.

Una strada di Mandawa

Una strada di Mandawa

Mandawa è stata proprio così, come giocare a nascondino ai bordi del deserto. Abbiamo seguito la guida che si muoveva come una lepre tra quelle case che avevano visto giorni migliori, siamo entrati nelle abitazioni senza chiedere permesso e senza mai sentirci di troppo per ammirare degli affreschi scrostati e per abbracciare con gli occhi scenari del tutto inediti. Abbiamo scattato le prime foto titubanti, chiedendoci “sarà tutta così l’India?” intuendo già che quel silenzio che ovattava tutto di concerto con la polvere era solo una vana illusione per il nostro prosieguo.

Un pozzo a Mandawa

Un pozzo a Mandawa

Nel periodo d’oro di Mandawa i commercianti facevano a gara a chi mandava più soldi alla famiglia, in modo che potessero ostentare la fortuna commerciale con gli affreschi più belli e gli stucchi più pregiati in case che diventavano quasi musei, sicuramente opere d’arte. Di questo mondo non è rimasto che qualche capolavoro ricoperto dalla polvere del tempo, tranne le eccezioni costituite da haveli convertite in hotel, non necessariamente fuori dalla portata delle nostre tasche.

La strada principale di Mandawa

La strada principale di Mandawa

Nelle haveli conservate in modo migliore vivono tutt’oggi eredi di quei ricchi commercianti, che non si scandalizzano se entri a sbirciare senza chiedere permesso e che ti sorridono più forte se compri qualcosa della loro mercanzia esposta tra un affresco e un mobile che hanno visto tempi migliori. Il loro ruolo è quello di conservare al meglio quei luoghi dall’antico fascino, spesso senza le sovvenzioni statali di cui avrebbero bisogno. Ci si accontenta così di una spazzata con le scope di saggina, prima che il deserto posi inesorabilmente la sua polvere su quelle strade, su quelle vite.

La strada principale di Mandawa

La strada principale di Mandawa

Mandawa

Mucca a Mandawa

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2 Comments

  • Reply Manuela settembre 1, 2014 at 3:20 pm

    Mi nutro delle tue parole.
    I luoghi inaspettati, quelli che bramiamo meno – o magari non immaginiamo neppure – sono sempre magici.
    E segno Mandawa.. che può sempre tornare utile 😉

    • Reply Mercoledì settembre 1, 2014 at 3:36 pm

      Ciao Manuela,
      che dire… grazie!
      In effetti mi sorprendo sempre di più di fronte a qualcosa di inaspettato… devo smetterla di fare piani tanto dettagliati! Segna segna 😉

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