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Murano, Burano e Torcello: viaggio nelle isole della laguna di Venezia

dicembre 22, 2014

Della mattinata in cui abbiamo deciso di spostarci sulle isole principali della laguna durante il nostro soggiorno a Venezia ricordo le nuvole di fumo che uscivano dalla bocca e le mani congelate che imploravano la presenza dei guanti malauguratamente rimasti a casa in uno slancio di esagerato ottimismo.

 

Il freddo non è bastato a scuoterci dal torpore: c’è voluto un caffè forte proprio di fronte alla fermata del vaporetto e la gratificazione di non essere fregati almeno a questo giro. È incredibile la forza di un sorriso, ti fa sembrare tutto più accettabile.

Il tragitto che separa Venezia da Murano dura giusto il tempo di qualche scatto durante la navigazione, quel tanto che ti permette di capire che non vorresti vivere sull’isola di una laguna nemmeno se ti pagassero. Però sulla suggestione non si discute, su questo non c’è dubbio, tanto più che Murano mi ha fatto capire il senso di cosa significhi l’acqua alta.

Murano

Scendiamo alla prima fermata, decidiamo di saltare la tappa della produzione degli oggetti in vetro solo perché non ci piace che ci sia un signore appostato al vaporetto a convogliare i turisti come tonni d’allevamento verso la principale attrazione del luogo. Per me non importa alla fine, continuo a crogiolarmi nel ricordo di quando ci venni da bambina con i miei genitori, nei confronti dei quali sarò eternamente grata per avermi coinvolto in queste prime esplorazioni e avermi istillato il seme del viaggio.

Murano

Camminiamo senza meta schivando per quanto possibile le onde che s’infrangono sui marciapiedi, entriamo nelle chiese a caso senza avere in mente niente di preciso, seguiamo rotte poco battute inseguendo lo scatto della vita e incontrando solo un vicolo cieco con vista su una discarica. Forse conveniva chiedere, forse va bene così.

Murano

Infrangendo l’ordine che ci avevano consigliato alla biglietteria, ci fermiamo a Burano prima di proseguire per Torcello. Se dobbiamo andare a caso, del resto, che sia così fino in fondo. La pioggierella che ci accoglie non abbatte i nostri animi: sono talmente felice di questo sentimento di libertà così raro che anziché camminare saltello. Burano è una piacevole riscoperta: mi ricordavo un’isola minuscola interamente tappezzata di centrini; trovo un acquerello ordinato nonostante gli sciami di turisti in cerca dell’angolo di mondo perfetto.

Burano

Anche qui ha prevalso lo spirito di avventura e la ricerca delle strade più sgombere per immaginarsi per qualche istante isolani, stavolta davvero lontani dal primo tratto di terra ferma. Non deve essere per niente facile stare qui, è facilissimo, invece, innamorarsene dopo un istante, complici i colori mai scontati delle case e la grazia dei ponti gettati da una sponda all’altra.

Burano

Ci fermiamo a pranzare dopo una rapida consultazione dei menù che riportano grossomodo le stesse pietanze dovunque, in un’omologazione tipica dei posti fortemente turistici che ammanta tutto di approssimazione. Pazienza, tanto siamo qui per vedere più che per riempirci lo stomaco.

Burano

Giusto una passeggiata per facilitare la digestione e siamo di nuovo su una barca per Torcello, l’unica delle isole che non avevo mai visto e che merita lo spostamento per l’atmosfera silenziosa che vi si respira, impreziosita da un antichissimo complesso religioso composto da tre edifici, ma soprattutto da un meraviglioso mosaico del giudizio universale (XII – XIII sec.) che non lascia indifferenti nemmeno gli atei più convinti.

Torcello

Non resta molto altro da vedere a Torcello se non passeggiare avvolti dal mistero (la nebbia ha aiutato) accompagnati dalle leggende e dai fasti del passato. Un tempo, infatti, Torcello era il cuore del commercio lagunare, mentre oggi non vi restano che pochi abitanti e una sola strada principale.

Torcello
Le ore volano in laguna, è già tempo di rientrare spinti da un vento che culla i pensieri e li ferma in questo momento.

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10 Comments

  • Reply dueingiro.blogspot.it dicembre 23, 2014 at 9:48 am

    Che vergogna…noi non ci siamo mai stati in queste isole…dobbiamo assolutamente rimediare!!!

    • Reply Mercoledì dicembre 23, 2014 at 10:06 am

      Bisogna che rimediate al più presto! 😉

  • Reply Dany-Raccontidiviaggioenonsolo dicembre 23, 2014 at 10:10 am

    Adoro Venezia, è stata una magnifica scoperta di qualche anno fa! Che colori 🙂

    • Reply Mercoledì dicembre 23, 2014 at 10:13 am

      Anche io sono rimasta incantata dai colori Dany! Sono unici, sembra di essere dentro a una fiaba!

  • Reply andrea dicembre 29, 2014 at 5:27 pm

    che meraviglia!è una vita che non ci vado nonostante ci abiti a pochi minuti di vaporetto! è sempre così, quando vivi vicino a qualcosa di interessante non ci vai mai perchè lo rinvii sempre 🙁 ottime foto, complimenti!

  • Reply Serena dicembre 30, 2014 at 12:29 pm

    Ciao Andrea, secondo me devi rimediare presto! 😉 sono veramente incantevoli, però ti capisco perché capita anche a me di stare tanto tempo senza vedere le bellezze della la mia terra. Un saluto!

  • Reply Roberta gennaio 5, 2015 at 11:49 pm

    Che spettacolo Sere, che spettacolo…

    • Reply Mercoledì gennaio 7, 2015 at 6:46 am

      Posti magici… magari il 2015 ti porta anche lì! 😉
      Baci Robi!

  • Reply Chiara maggio 28, 2015 at 3:40 pm

    che bello sentire questi luoghi raccontati da te
    sai, un’amico che ha origini buranee, dopo esser nato e aver vissuto per tutti i suoi 25 anni in “terraferma” da quasi un anno è tornato a vivere a Burano, nella casa dei nonni. Ci vuole un gran coraggio a vivere lì, a 40 minuti di vaporetto dal mondo!

    Un abbraccio

    • Reply Mercoledì maggio 28, 2015 at 3:42 pm

      Ciao Chiara,
      ti vorrei abbracciare anche solo per aver scritto “buranee”… è bellissimo!
      Anche io creda ci voglia tanto coraggio, ma forse per lui il valore di stare lì è più alto dei 40 minuti di vaporetto!
      Sono felice di aver rivisto questi posti a distanza di anni, valgono davvero la pena.
      Anche io ti abbraccio!

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