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10 cose della Cambogia che non dimenticherò mai

gennaio 8, 2015
angkor

Il primi risvegli del 2015 mi hanno vista aprire gli occhi in Cambogia, terra che mi ha fatto da culla e da strada per una settimana all’insegna di un’altra porta aperta su quest’Asia che acuisce la mia dipendenza da viaggio. Poche ore mi separano da questa esperienza, eppure ho già la certezza che questo viaggio abbia fatto breccia nel mio cuore.

Dentro di me, mentre visitavo un tempio o mangiavo un amok, si componevano già in fila tante parole che sentivo il desiderio di raccontare. Verrà il tempo per ogni cosa, per adesso, come per ogni grande avventura, tiro giù questa lista che vuole cogliere l’essenza di una terra attraverso delle istantanee: le tradizioni, si sa, vanno rispettate e inoltre mi sono resa conto che questa storia delle “dieci cose” è per me una sorta di balsamo: rileggerle di tanto in tanto mi fa stare bene e riporta a galla le sensazioni del viaggio.

Ecco allora le dieci cose che non dimenticherò mai di tutto il vissuto dei miei giorni cambogiani.

Srah Srang

1. I templi di Angkor

Non era questo, in fondo, il motivo principale che ci aveva spinti a scegliere la Cambogia come meta del nostro viaggio? In effetti questo complesso immenso di templi vale da solo i circa 9500 chilometri che lo separano dall’Italia. Esplorare il complesso di templi più grande del mondo è stato un viaggio nel viaggio, una scoperta continua ricca di sorprese e di incontri. Tutto è stato più interessante, più emozionante, più ricco di quanto mi immaginassi: una di quelle esperienze che ti si appiccicano addosso indelebili.

Leggi anche: I templi di Angkor in Cambogia

angkor

2. I bambini cambogiani

Sono onnipresenti, sono discreti, dignitosi nella loro povertà. Sono i bambini figli della Cambogia che ha voglia di crescere e costruirsi un futuro. Non è possibile spostare lo sguardo senza che questo catturi almeno un bambino al di sotto dei cinque anni: ad ogni casa, in ogni strada, in ogni dove spunta un bambino capace di regalare sorrisi in cambio di nient’altro che un ciao con la mano. Presa da un impeto costante da Angelina Jolie de noartri avrei voluto caricarli tutti sull’aereo con me, ma per stavolta mi sono accontentata di serbare il loro ricordo nel mio cuore.

bambini

3. Una storia difficile

Difficile pensare alla Cambogia senza prendere in considerazione il pesante fardello storico che ne ha segnato l’evoluzione attraverso momenti di buio totale e odio esasperato. Pare impensabile che questa terra tra il 1975 e il 1979 sia stata segnata da un regime totalitario e brutale che ha fatto scomparire con indicibili barbarie intorno a tre milioni di cambogiani, circa un terzo dell’intera popolazione. I luoghi che ricordano questo genocidio – dal Museo Tuol Sleng ai campi di sterminio di Choeung Ek –  sanno toccare tutte le corde più profonde per un ricordo straziante e duraturo.

Leggi anche: La Cambogia che ti dà uno schiaffo in faccia: Choeung Ek

phnom penh

4. Passare la frontiera a piedi

Per quanto sia poetico che la terra vista dallo spazio non abbia confini, è anche vero che per andare da Bangkok a Siem Reap via terra un confine politico si debba pur passare, e questo avviene all’altezza di Poipet, un posto carico di tensione eroica (perché il gesto in sé di varcare un confine è adrenalinico ed epico) e corruzione spinta. Poipet è quel luogo in cui vedi volare mazzette come fossero caramelle, quel luogo in cui prendere un taxi e contrattare un prezzo assume contorni illegali e proibiti. Un’esperienza memorabile che ripaga dal tortuoso viaggio in pullman attraverso la campagna prima tailandese e poi cambogiana.

Leggi anche: Il passaggio della frontiera tra Thailandia e Cambogia a piedi

passare la frontiera

5. La campagna cambogiana

Se da una parte davo quasi per scontato di invaghirmi dei templi blasonati di Angkor, dall’altra non mi aspettavo molto dal resto della Cambogia. Mi sbagliavo: lo spettacolo dei palmeti e delle risaie sconfinate, le strade di terra rossa, le case di campagna costruite su palafitte di legno sono il corollario perfetto per un viaggio indimenticabile. Questi luoghi silenziosi, questi spazi non ancora raggiunti dal turismo di massa, rimarranno il mio ricordo dolce della Cambogia.

risaie

6. Una traversata infernale in barca durata più di 7 ore

Non c’è stata persona con cui abbia parlato, cambogiani e non, che mi abbia sconsigliato la traversata in barca da Siem Reap a Battambang. Anzi, tutti a dire che la traversata era un’esperienza, che non potevo assolutamente andare via terra, che avrei perso un pezzo di Cambogia vera. Confermo tutte queste informazioni, ma aggiungo anche che il prezzo da pagare corrisponde a più di sette ore pigiati in un accrocchio messo insieme probabilmente con lo sputo e dal rumore infernale. È vero che si vedono paesaggi indimenticabili, ma ammetto che per i primi dieci minuti ho avuto una specie di crisi di panico da “chi me l’ha fatto fare”.

Leggi anche: Cose che ho imparato in 7 ore di barca in Cambogia

tonle sap

7. Mangiare gli insetti

Questa cosa è un po’ ributtante, lo ammetto, ma io avevo proprio voglia di conoscere che sapore avesse un grillo fritto e quindi l’ho provato. Se si escludono le zampette che rimangono incastrate tra i denti devo dire che non è poi così male! Del resto fritta è buona anche una scarpa come si suol dire! Per la cronaca: sa di patatina fritta.

grilli

8. Il bamboo train a Battambang

Il bamboo train è una di quelle cavolate per turisti che però ha il suo fascino e sono contenta di averla provata (anche perché, diciamola tutta, a Battambang se non vai a fare il bamboo train non è che ci siano poi così tante attrazioni… ma non per questo non è che non mi sia piaciuta, anzi). In pratica sali su un vagone costituito da un piano di canne di bambù appoggiato a due bilancieri alimentato da un motore probabilmente appartenuto a uno scooter e guidato da un cambogiano laconico lungo una monorotaia. Magari detto così non sembra una gran cosa, ma vi assicuro che ballare su quel binario male allineato è stato divertente. Astenersi persone con schiene doloranti.

bamboo-train

9. Un sorriso per tutti

Questa è un po’ una costante dei miei 10 punti dei viaggi… ma che ci posso fare se mi sembrano tutti più sorridenti fuori dalla vecchia Europa? Mica capita spesso da noi di camminare per strada e ricevere sorrisi gratuiti solo per il fatto di avere incrociato due sguardi (non valgono quelli che ci provano!). Mica siamo così prodighi di sorrisi, mica ci diamo all’altro senza chiedere nulla in cambio. Non scorderò mai i numerosi sorrisi della nostra guida Sam a Siem Reap, quelli sdentati delle donne ricurve a vendere mercanzie, quelli del bambino storpio a causa di una mina antiuomo a cui Tommaso ha dato poco più dell’equivalente di un dollaro. No, quello non lo dimenticherò proprio mai.

sorrisi

10. La vita notturna a Siem Reap

Non sono una grande fan delle serate (sì, sono un po’ vecchia dentro!), ma a Siem Reap era difficile voler rimanere nella guesthouse piuttosto che uscire e divertirsi tanto alta era l’offerta di ristoranti, pub e cose da fare. Dai massaggi per soli 3$ alla vasca di pesci che mangiano le pellicine dei piedi, dai pub con musica dal vivo a tranquilli ristorantini con specialità locali, divertirsi non è stato difficile nelle vie centrali di Siem Reap. Soprattutto quando la notte di Capodanno ti ritrovi a ballare hit truzze internazionali con migliaia di cambogiani scatenati muniti di birra Angkor (sì, anche la birra si chiama così).

pub-street

Sono arrivata in fondo ai 10 punti ma so già che appena schiaccerò il tasto “pubblica” me ne verranno in mente altri. Vorrà dire che scriverò altri post! 😉 Nel frattempo, se vuoi rileggere tutti i post della tradizione delle “10 cose” eccoli qui:

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22 Comments

  • Reply Lucia - Respirare con la Pancia gennaio 8, 2015 at 12:13 pm

    Sere, non vedevo l’ora! Hai fatto un viaggio toccante sotto tanti punti di vista e sarà ancora più emozionante rileggere alcuni momenti attraverso le tue parole delicate. Un abbraccio.

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 12:14 pm

      Eh sì Lucia, alcune sensazioni devono sedimentarsi pre trovare le parole giuste. Grazie per la fiducia! Ti abbraccio!

  • Reply Cabiria gennaio 8, 2015 at 12:28 pm

    Punto 6: anche io i primi dieci minuti ho pensato la stessa cosa! Ma se dovessi tornare lo rifarei mille volte 🙂
    L’ho letto tutto coi brividi addosso, e ho come l’idea che ne sentirò parecchi ancora!

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 1:38 pm

      Questo mi consola!
      Vi ho pensati tutti, dal primo all’ultimo!
      Belli i villaggi galleggianti eh… ma che ansia su quella carretta! 🙂
      Spero di procurare altri brividi 😉

  • Reply Paola_scusateiovado gennaio 8, 2015 at 1:23 pm

    Letteralmente, ti ADORO <3

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 1:39 pm

      Che bello! <3
      Sapere di aver fatto breccia nel cuore di un'amante della Cambogia mi rende proprio felice!
      Grazie!

  • Reply Elisa - TripVillage gennaio 8, 2015 at 2:30 pm

    la Cambogia é tra i miei TravelDreams e leggendo questi tuoi 10 punti non faccio altro che avere sempre più voglia di andare…
    Wow…l’Asia non l’ho mai vista e leggo sempre parole stupende per lei 🙂

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 2:34 pm

      Non posso che appoggiare questo tuo sogno Elisa!
      L’Asia è come una droga, più la scopri e più ne vorresti… una droga potente aggiungerei!
      Non immaginavo prima di visitarla che potesse avere un richiamo così forte. Ti auguro di realizzare questo tuo sogno!

  • Reply dueingiro.blogspot.it gennaio 8, 2015 at 3:21 pm

    Oh.Mio.Dio. Ti prego fermaaaaaa!! Ci segniamo assolutamente questo post è facile che il 2015 porti la Cambogia anche a noi e allora si che ti tartasseremo per mille consigli 😉

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 3:43 pm

      Se il 2015 porta la Cambogia non può che essere un anno pazzesco!
      Ben vengano i tartassamenti, ma ci penserò già io a propinarvi post su post! 😀

  • Reply Franca L. gennaio 8, 2015 at 9:08 pm

    Ciao! Bentornata…….I tuoi scritti sono per me un viaggio immaginario , con le tue parole riesco a percepire non solo le bellezze di cui parli ma addirittura le sensazioni che potrei provare.Purtroppo questi sono posti che non potrò mai visitare, ma mi accontento di farlo con te ed il tuo Blog.Ciao alla prossima….. 😉

    • Reply Mercoledì gennaio 8, 2015 at 9:44 pm

      Grazie Franca! Le tue sono parole bellissime! Ti ringrazio, sono felice di farti viaggiare al mio fianco!

  • Reply valentina gennaio 9, 2015 at 10:19 am

    Ohhhh che belloooo *-* escluso mangiare insetti (io non riuscirei) 😀 E me li hanno pure offerti in passato (detto così fa ridere) ma é più forte di me! Che coraggiosa ^-^
    Il resto mi piae molto, é stato come essere lì 🙂

    • Reply Mercoledì gennaio 9, 2015 at 10:24 am

      Eheh ho voluto provare per curiosità, ma il ragno peloso e lo scorpione non ce l’ho fatta!

      I posti che ho visitato meritano davvero, sono felice di averteli fatti vivere un po’ insieme a me!

  • Reply Alla ricerca di Shambala gennaio 9, 2015 at 1:34 pm

    Ciao Serena, ho letto il post con calma, i tuoi mi piacciano sempre parecchio. Sto giusto pensando all’Indocina per questa estate e sto cercando di capire quanti giorni dedicare ad ogni paese. Tu quanti giorni sei rimasta? e quanti giorni servirebbero per avere una visione non dico completa del paese ma almeno le cose principali? sono tutt’orecchie 🙂

    • Reply Mercoledì gennaio 9, 2015 at 5:45 pm

      Eccomi Monica! Ottima idea per questa estate! Adoro il sud-est asiatico!
      Sono rimasta in Cambogia per una settimana e ho fatto altri 3 giorni a Bangkok (perché come viaggio in aereo si passa di lì di solito, allora mi ci sono pure fermata già che ero da quelle parti!).

      In 3 giorni ho visto 3 città e mi sono spostata in maniera lenta (barca e bus locali). Già in questo modo sento di avere una visione abbastanza obiettiva del paese, ma di certo non completa. So di tour di due settimane che oltre a Siem Reap, Battambang e Phnom Penh (le città che ho visto io) vanno anche a Sihanoukville per fare un po’ì di mare e a Kratie per vedere i delfini di fiume. Io non avevo tempo e mi sono concentrata sui tre posti che mi interessavano di più. Ho fatto 3 gg a Siem Reap (ma avrei voluto starci 4 o 5), 2 a Battambang ok e uno e mezzo a PP (ma sarebbe stato bello averne almeno 3).

      Sempre in zona ho visitato in un altro viaggio il Vietnam, lì in 10 giorni ho fatto da sud a nord con 2 voli interni. Trovi tutto l’itinerario qui: http://www.serenapuosi.com/2014/01/dieci-giorni-in-vietnam-il-percorso-da-sud-a-nord.html e altre informazioni nei vari post.

      Per ora è quanto mi viene in mente! Scrivimi per qualsiasi chiarimento!

      • Reply Alla ricerca di Shambala gennaio 11, 2015 at 10:07 am

        grazie mille, sto raccogliendo un pò di info pratiche da chi c’è stato per capire come strutturare l’itinerario. Il Vietnam l’avevo già letto e pure salvato nei preferiti 🙂

        • Reply Mercoledì gennaio 11, 2015 at 10:21 am

          Wow! RIpeto: bel viaggione! 😉
          Se hai bisogno scrivimi!

  • Reply Nelli gennaio 9, 2015 at 5:24 pm

    Sapevo che mi sarebbe piaciuto. Mannaggia a te, scrivi e racconti bene. Per di più una meta che ho sempre desiderato vedere. Non ti fermare… facci sognare 🙂

    • Reply Mercoledì gennaio 9, 2015 at 5:48 pm

      😀 Nelli <3 Grazie! Che bel complimento!
      Non mancheranno taaaanti post sulla Cambogia! E adesso che so che è una zona che ti interessa sono anche più stimolata a scriverne! Un abbraccio!

  • Reply La Ste gennaio 9, 2015 at 6:07 pm

    Ed eccomi qui, come al solito, a leggere i tuoi post e a sognare l’Asia. Asia, Asia e ancora Asia. E comunque questo vizio di dare il nome del luogo alla birra c’è ovunque lì. Ah, le larve le ho provate pure io, sanno unicamente di fritto, fritto. Perché le friggono due volte 🙂

    • Reply Mercoledì gennaio 9, 2015 at 6:20 pm

      Ma quanto ci piacerà questa Asia! Non ci basta mai! 😀
      Non so dire esattamente cosa mi piace di più, ma so che là mi trovo bene.
      Coraggiosa anche te con le larve fritte fritte eh! Grandissima!

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