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Battambang e le prime volte

marzo 11, 2015
Battambang

Qual è l’ultima volta
che hai fatto qualcosa per la prima volta?

Nell’eterna ricerca della nostra vita muoviamo passi incerti nel mondo per scrollarci di dosso il pantano del nostro sedentarismo, la gelatina in cui siamo invischiati fissando le pareti dal divano di casa nostra. Siamo animali notturni in cerca di una preda, viviamo di scariche adrenaliniche e improvvise epifanie per riprendere fiato dalla grigia cappa che si deposita sui nostri capi fino a un attimo prima di prender sonno.

Battambang

Credo che fosse proprio questo che andavo cercando in Cambogia, di una lezione di vita insegnata dalla bocca spalancata di un bambino piccolo, di uno shock culturale che mi rimettesse sui giusti binari e desse un valore alle piccole cose di cui non siamo più capaci di gioire, di stupirci.

Fuori dalla prosopopea dei posti scontatamente belli, lontano dai negozi di souvenir impolverati, l’anonima aria da cittadina di provincia di Battambang ha saputo regalarmi attimi di felicità pura senza volere niente in cambio con l’ingenua generosità delle prime volte: un dono inaspettato e genuino, una rinnovata speranza di trovare fiori nel letame.

Battambang

Sono arrivata a Battambang con la scusa di un treno di bambù su monorotaia da cavalcare e la promessa di un viaggio via fiume per lambire villaggi altrimenti irraggiungibili, senza chiedere la luna, senza aspettative da disattendere. È stato questo il dono più grande: una tregua fortuita, un regalo di non compleanno.

Battambang

Cosa c’è a Battambang? Poco e nulla, eppure il rimbombo dei nostri passi sul selciato faceva da colonna sonora, e la luna riflessa nel fiume da quinta. Raramente abbiamo incrociato qualcuno che parlasse inglese ma comunicare non è stato un problema: laddove non arrivavano i gesti c’era sempre un numero da chiamare per interagire con qualche sconosciuto dall’altro capo del filo e quello traduceva per noi.

Battambang

Battambang è stata uno scrigno di prime volte, di piccole cose di grande importanza. Affacciati dal terrazzo del nostro hotel spropositatamente cresciuto in cemento e in altezza, abbiamo assistito all’alzabandiera delle scuole di quartiere, con il preside su un panchetto a impartire regole e amor patrio di fronte a sbadigli malcelati a un’ora esageratamente antelucana: una delle poche volte in cui non mi sono ombrata a essere tirata giù dal letto prima delle sette per cause esterne al mio volere.

Battambang

A Battambang abbiamo attraversato il ponte schivando monaci arancioni che non possono sfiorare nessuna donna, abbiamo tenuto in mano un coccodrillo neonato e ascoltato il racconto in francese di una vecchia signora sopravvissuta agli anni di Pol Pot che ci mostrava fiera la sua casa di campagna che si dice essere la più vecchia del paese. Era stata costruita negli anni venti del Novecento. A Battambang ho cambiato punto di vista.

Battambang

Qui ho capito che non servono effetti speciali per essere felici, basta essere capaci di staccare la spina per un po’ e sospendere il giudizio. È solo allora che una serie d’incomprensioni a colazione dovute all’ostacolo linguistico e a un cameriere imbranato diventano una risata prima e un racconto poi, è allora che uno stupido treno di canne di bambù diventa il passatempo più divertente del mondo: basta abbassare ogni riserva e abbracciare il diverso per farne tesoro, basta andare oltre le apparenze e risvegliare il bambino che è assopito in ognuno di noi.

Battambang

Di Battambang ho amato la campagna di vigneti e peperoncini stesi al sole, le aie che sono allo stesso tempo cucina, salotto e giardino, dove bimbi nudi e indipendenti imparano a essere un tutt’uno col cosmo. Ho amato il silenzio interrotto dai motorisciò, le coppie appartate all’ombra dei templi a raccontarsi l’infinito. Ho amato la normalità che poi è la nostra vita.

Battambang

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16 Comments

  • Reply dueingiro.blogspot.it marzo 11, 2015 at 9:08 am

    Un bellissimo racconto. Eh si, se ma ci andremmo in questa Cambogia, Battambang non mancherà 🙂

    • Reply Mercoledì marzo 11, 2015 at 10:12 am

      Sapete che se c’è bisogno di informazioni… sono qui! 😉

  • Reply Manuela marzo 11, 2015 at 10:24 am

    Ho letto questo post con una canzone di Mumford & Sons nelle orecchie.. e mi sono emozionata.
    Non servono effetti speciali per essere felici.
    P.s. giorni fa parlavo col mio ragazzo di Battambang e constatavamo che non c’è poi nulla da vedere qui, almeno leggendo le varie recensioni online.
    Tu mi hai tolto ogni dubbio. C’è molto più qui che altrove. Grazie 🙂

    • Reply Mercoledì marzo 11, 2015 at 10:36 am

      Ci ho messo tanto cuore in questo post, sono felice che si sia capito 😉
      Confermo che a Battambang non c’è un granché, eppure è il luogo ideale in cui riprendere fiato e toccare con mano la Cambogia lontana dai riflettori. Te la consiglio spassionatamente!

  • Reply Francesca marzo 11, 2015 at 3:59 pm

    Credo che sia la prima volta in cui leggo prima tutte le parole, senza lasciarmi distrarre, e poi scorro di nuovo su per guardare le foto, anche se i sorrisi di questi bambini sono stupendi.. come le tue parole.
    Francesca

    • Reply Mercoledì marzo 11, 2015 at 4:21 pm

      Grazie di cuore Francesca,
      Sono felice di sapere che sei ripassata di qua!

      Me lo domando spesso se non sia il caso di mettere le foto in fondo per non distrarsi nella lettura, ma te hai trovato il modo! 🙂

  • Reply Lucia marzo 13, 2015 at 1:46 pm

    Manu lo ha già detto: c’è molto di più qui che altrove.
    Grazie per avercelo fatto scoprire in un modo così bello e delicato!

    • Reply Mercoledì marzo 17, 2015 at 1:43 pm

      Grazie Lucia,
      alcuni posti sono speciali senza effetti speciali e fuochi d’artificio, Battambang è uno di questi.
      Sono sempre felice di leggere i tuoi commenti. Ti abbraccio!

  • Reply Alessio marzo 17, 2015 at 2:03 pm

    Si, Battambang è proprio carina e piacevole. Io ci ho passato un paio di giorni in completo relax…e pensa che il treno di bambù nemmeno l’ho visto :-p
    Sai, curiosamente anche io ero rimasto colpito dalle scuole (ma senza aver fatto l’alzataccia), però pensavo che il mio interesse fosse dovuto a deformazione professionale.

  • Reply Mercoledì marzo 17, 2015 at 2:10 pm

    Ciao Alessio,
    anche io sono sempre attratta dalle scuole, sarà che ne ho vivi ricordi personali ma le cerco dovunque vada pur non lavorando in questo settore. Sono felice di leggere che Battambang è un posto amato da molti.

  • Reply dueingiro.blogspot.it marzo 24, 2015 at 3:19 pm

    Ciao :-)! Ti scrivo qui dato è l’ultimo post dedicato alla Cambogia. Abbiamo dei dubbi, vediamo tu cosa ne pensi e come ci rispondi…. Come mai hai scelto la Cambogia ? Noi siamo indecisi se fare Cambogia o Laos, non so, a me, Chiara, ispira di più il Laos, mi pare sia meno turistico,meno frequentato e con più natura. Enzo punta sulla Cambogia. Non so se con 3 settimane potremmo farci tutti e due gli Stati. Stiamo ancora in realtà studiando, ma volevo un pò capire la tua opinione ed il perchè di questa scelta 🙂 Grazie!!

    • Reply Mercoledì marzo 24, 2015 at 3:37 pm

      Ciao Chiara,
      hai fatto bene a scrivere qua, spero di scrivere anche altro sulla Cambogia così puoi farti un’idea più precisa.

      Se io avessi avuto tre settimane di tempo sarei andata sicuramente anche in Laos, che non ho scelto perché prima avevo il desiderio di vedere i templi di Angkor. Sono questi principalmente che mi hanno condotto in Cambogia, e a dirla tutta non era nemmeno un’idea mia ma del mio compagno (eravamo stati in Vietnam l’anno precedente, avevo paura del viaggio fotocopia). In realtà i due stati sono molto diversi, quindi sono felice di aver fatto anche questo viaggio. La motivazione principale, come ti dicevo, erano i templi e la natura.

      Dai vedrò di scrivere a breve un post sui templi così magari ti convinci un po’ 😉

  • Reply dueingiro.blogspot.it marzo 24, 2015 at 3:54 pm

    Anche noi siamo stati in Vietnam un paio d’anni fa ma immaginiamo sia diverso. Dici in 3 settimane si posso fare anche il Laos ? Non vorrei tirare troppo coi tempi, quest’anno vorremmo prenderla “easy”…. Allora facciamo così, io continuo a studiare, compro la guida del Laos (quella della Cambogia c’è già 😉 e poi attendo il tuo post ;-)! Grazie mille intanto ! Ciaooo

    • Reply Mercoledì marzo 24, 2015 at 4:03 pm

      Tutto dipende da come volete vedere i posti: io ho fatto circa una settimana in Cambogia e ho visto bene tre posti, ma di certo non posso dire di aver visto tutto né di aver capito tutto di queste terre. Una amica che ha fatto insieme Laos e Cambogia (toccando solo le città principali) mi ha detto che è fattibile in 3 settimane. Però se siete di quei viaggiatori che hanno bisogno di fermarsi e anche non fare niente per un giorno intero godetevi uno stato e basta. Questo è quello che penso io… però io preferisco correre un pochino quindi farei tutti e due fossi in voi!

      • Reply Roberta gennaio 5, 2017 at 2:16 pm

        Ciao Serena,
        sono rientrata da pochissimo dalla Cambogia e condivido l’emozione che mi ha trasmesso Battambang, secondo me, una meta un po’ trascurata dal turismo.
        Ho apprezzato molto la spontaneità delle persone, i bei templi Wat Ek Phnom e Wat Banan, il divertente bamboo train, gli edifici coloniali e le belle passeggiate sul lungofiume..

        • Reply Mercoledì gennaio 14, 2017 at 4:26 pm

          Ciao Roberta,
          che bello condividere questo entusiasmo per una meta poco battuta.
          Sono contenta che ti sia piaciuta!

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