Europa Ungheria Viaggi

Mangiare a Budapest: i locali che consiglierei al mio migliore amico

maggio 27, 2015
Mercato centrale Budapest

Che non si dica che non sono una donna di parola! Vi ho promesso un post ad hoc sui locali di Budapest ed eccomi qui a scrivervi. Non è mio solito raccontare di cibo su questo blog e, infatti, anche questo post non è stato spinto tanto dalla bontà dei piatti assaggiati, quanto dall’eccezionalità dei posti incontrati lungo il viaggio a Budapest. Lo scrivo per suggerirvi dei posti e nel caso sconsigliarvene altri se le pietanze e l’ambiente non sono di vostro gradimento, ma anche per non perdere tutte queste informazioni che potrebbero essere utili anche ad altre persone in procinto di partire. Pronti? Buon appetito!

Prima ancora di addentrarmi nei meandri del cibo, però, vi segnalo la possibilità di comprare dei biglietti scontati e salta fila grazie a questo blog! Avete capito bene, basta cliccare sul link sottostante e scegliere quello che fa per voi: terme, tour del Parlamento, Budapest card, ecc.

Acquista i biglietti scontati e salta fila per Budapest

La food court Gozsdu Udvar

Kiraly utca

Sono arrivata a Budapest con mia sorella nel primo pomeriggio con una fame da lupi e senza aver mangiato dalla mattina presto, così dopo aver lasciato i bagagli nel nostro appartamento ci siamo fiondate nel primo locale che ci ispirava vicino casa, lungo una via ricca di bar e ristoranti chiamata Kiraly utca, in pieno centro ma defilata rispetto ai locali scadenti acchiappa turisti.

Abbiamo scelto il Kolor e a colpirmi è stata l’ambientazione del locale, un incrocio tra un diner americano e un bistrot francese (ok, forse questa descrizione non ha senso ma è esattamente quello a cui ho pensato vedendolo). Abbiamo fatto giusto uno spuntino con un piatto unico, a dire il vero non ho preso nemmeno un piatto ungherese ma greco. Il cibo era buono, i camerieri sorridenti, il prezzo onesto e il locale tranquillo. Abbiamo continuato a pensarlo così fino alla sera, quando abbiamo visto che si è riempito di avventori e la musica è stata sparata a palla, motivo per cui vi consiglio di andarci per pranzo.

Kolor

Per cena abbiamo deciso di tornare in zona, scoprendo che in una diramazione di Kiraly utca si trova una corte interamente dedicata al cibo. Si chiama Gozsdu Udvar e ci si trova di tutto: bar, ristorantini, locali ricercati o fast food, cucina locale o estera, il tutto in un ambiente in parte coperto in parte all’aperto e sempre pieno di persone. Abbiamo optato per del cibo asiatico al locale che si chiama Pad Thai e prima che storciate la bocca vi faccio riflettere sul fatto che se anche voi viveste a Massarosa vi fiondereste in un locale che non c’entra niente col posto visitato se quella cucina vi piace particolarmente ed è introvabile nell’arco di chilometri.

Gozsdu Udvar

Szimpla Kert

Kacinczy u. 14

Tra i top 100 bar al mondo scelti da Lonely Planet figura il Szimpla Kert, un locale che si descrive male ma che si vive bene. Se anche voi come me avete messo in discussione l’autorità della Lonely Planet provate a fidarvi di me (capisco le vostre perplessità rispetto a questo paragone, tranquilli!). Il Szimpla Kert è stato il primo locale a dare il via alla moda dei ruin pubs, i cosiddetti pub in rovina di Budapest (Romkocsma) esportati poi a Berlino e in altre parti del mondo.

Szimpla ruin pub

Si tratta di un locale con molte stanze su due piani e un cortile cui si accede previa autorizzazione di due energumeni all’ingresso. L’ambiente è molto informale e pieno di opere d’arte contemporanea per alcuni, spazzatura per altri. Nell’arco di tre metri potete incrociare un narghilè, un sofà senza cuscini e pieno di tarme, una selezione di vini ungheresi, un casco da parrucchiera e una riproduzione di Denver, il cartone animato del dinosauro in voga nei primi anni 90.

Szimpla

Se poi avete il coraggio di spingervi più avanti troverete una corte con tavolini alti e sedie da condividere con perfetti sconosciuti, dei truck con cibo da strada e hamburger vegani, palle a specchi da discoteca e altre amenità che ho dimenticato dopo aver bevuto dell’ottimo Tocai. È il luogo perfetto per socializzare ma occhio all’orario di arrivo: da mezzanotte in poi si è formata una coda all’ingresso che arrivata a due isolati più avanti. Insomma, andateci, a me è piaciuto tantissimo, ma all’orario giusto.

Szimpla

Mercato coperto di Budapest (Vásárcsarnok)

Budapest, Vámház krt. 1-3

Il pranzo del secondo giorno, dopo una mattinata passata con Nora, la nostra guida a Budapest, ci siamo dirette al mercato coperto di Budapest, in fondo a Váci Utca, la via centrale dei negozi. Il posto è da vedere anche se non avete intenzione di mangiare qui: si tratta, infatti, di un edificio Liberty molto ben tenuto.

Mercato centrale Budapest

Mercato centrale Budapest

Dopo aver fatto un giro al primo piano tra banchi di frutta e verdura e salsicce ungheresi di ogni forma e dimensione, vi consiglio di salire al secondo piano e provare la cucina ungherese dei pasti veloci. Abbiamo dovuto fare un po’ di fila per assaggiare il lángos, una specie di pizza fritta cosparsa di panna acida, formaggio e di ogni sorta di ingredienti che decidete di metterci, ma ne è valsa la pena. È un piatto tipico abbastanza pesante ma decisamente gustoso.

lángos-Budapest

Pasticceria Szamos Gourmet Ház

Váci u. 1

Come sostiene mia sorella, non c’è lauto pasto che possa impedire a una donna di mangiare anche una fetta di torta dopo essersi comunque sfondata di cibo, opzione garantita dalla presenza di un secondo stomaco appositamente cresciuto accanto all’altro e dedicato alla digestione dei dolci. Essendo sostenitrici della prima ora di questa teoria, ci siamo quindi dirette alla Szamos, una delle pasticcerie più rinomate della città. Il posto è elegante e l’austerità è addolcita dalle quantità industriali di prelibatezze esposte nelle vetrine: dolci tipici ungheresi già tagliati a fette, cioccolatini di ogni forma e dimensione, bignè che potrebbero soddisfare l’intera corte ungherese… e infatti Sissi, pur essendo anoressica, usava concedersi lo sfizio di una fetta di torta Dobos.

Szamos

Abbiamo preso una fetta di torta alle mandorle (Mandulatorta) e una torta Dobos, una delizia a strati di burro e cioccolato ricoperta da una glassa di caramello. Svengo ancora adesso a pensarci. Il conto è salato nonostante l’alto tasso glicemico ingerito, ma ne vale decisamente la pena.

Szamos

Sir Lancelot

Podmaniczky u. 14
Se c’è una cosa che cerco di evitare come la peste durante i miei viaggi sono i locali per turisti, solitamente delle trappole infernali in cui si spende tanto e si gode poco. Stavolta ho voluto fare un’eccezione e mi sono diretta al Sir Lancelot, incuriosita dall’ambientazione medievale (un periodo storico che mi ha sempre attratto) e dall’atmosfera fuori dal comune.

Sir Lancelot

Il locale è davvero incredibile e sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo: le cameriere sono in abiti tipici medievali, i pasti sono accompagnati da cavalieri che combattono, giganti che sollevano persone, danzatrici e musici con strumenti come il liuto o il flauto di legno. I lunghi tavoli di legno sono da condividere e noi abbiamo spartito il posto con un ragazzo che ha mangiato un pollo intero.

Sir Lancelot Sir Lancelot

Da bere viene servito nelle caraffe, il cibo si mangia senza forchette ma solo con cucchiaio e coltello così come era in uso in quei secoli. Le porzioni sono enormi, basti pensare che a me hanno portato il piatto di verdure e formaggi in un vassoio identico a quello che mia madre usa per almeno sei persone! I prezzi sono giusti: abbiamo speso sui 12€ a testa.

Kazimir Bistro

Kazinczy u. 34

Situato nel cuore del quartiere ebraico, il Kazimir Bistro ci ha attirato per i tre musici che stavano suonando fuori dal locale, ma è stata una coincidenza, non è sempre così. Noi abbiamo beccato la chiusura della strada Kazinczy, che per l’occasione si è riempita di famiglie con bambini e ragazzi per assistere a spettacoli di strada e teatro.

Tra tutti i locali che ho provato a Budapest, il Kazimir è quello che mi ha entusiasmato meno ma solo perché non ho azzeccato il piatto (in foto). Il locale è molto carino e ha anche un cortile interno, come in tutti gli altri posti i camerieri sono stati cortesi. Forse a deludermi è stata la scelta limitata di piatti, ma niente di grave in fondo.

Kazimir Bistro

Taskaradio Eszpresso

Papnövelde utca 8

Si potrebbe tradurre questo nome con “Bar delle Radioline” ed entrando si capisce bene il perché: l’arredamento risale agli anni Settanta, con motivi geometrici alle pareti, tavoli di formica, sedie stondate di stoffa psichedelica, vecchie televisioni e scaffali pieni di oggetti e giocattoli risalenti a quegli anni. Per i nostalgici è una visione celestiale e se a questo aggiungiamo la musica dell’epoca e un cameriere particolarmente solerte nel portarci bicchieri di palinka non richiesti… beh, io non posso che consigliarvelo!

Taskaradio Eszpresso

Il locale è situato a Pest ed è possibile scegliere da un menù con piatti tipici ungheresi e birre e liquori locali. Il cibo non è sensazionale, io ho preso l’unico piatto vegetariano a base di spinaci e uova e mia sorella un leczó, una specie di peperonata con pomodori, cipolla, carne e paprika; però il locale è talmente particolare che fossi in voi ci passerei, fosse anche solo per un caffè.

Taskaradio Eszpresso

Taskaradio Eszpresso

Vorrei ringraziare le blogger che hanno ispirato le mie laute mangiate ungheresi: Francesca di Travel’s Tales, Michela di Comunicami e Martina di Pimp My Trip, a dimostrazione che i blogger di cui ci si può fidare la sanno più lunga della Lonely Planet!

Vegetariani a Budapest

Voglio concludere il post con questa nota, in modo che possiate partire preparati. I vegetariani a Budapest non hanno vita semplice, a meno che non vogliano nutrirsi di soli dolci! Molti dei piatti tipici ungheresi sono a base di carne, quindi i vegetariani non assaggiano alcune prelibatezze locali. In tutti i locali che ho frequentato c’era almeno una scelta vegetariana ma spesso c’erano solo uno o due piatti tra cui scegliere. Scegliete con cura il locale scegliendo dal menu appeso fuori, tanto quello si trova sempre: vegetariani avvisati vegetariani salvati!

You Might Also Like

8 Comments

  • Reply Martina maggio 27, 2015 at 12:41 pm

    Ciao bella! sono contenta che sir Lancelot ti sia piaciuto, è un trappolone ma divertente…ah che bel piatto il tuo, vegetariano? quando sono andata io ho potuto mangiare solo la zuppa di cipolle, il resto era tutto a base di carne 🙂 Un abbraccione!

    • Reply Mercoledì maggio 27, 2015 at 3:16 pm

      Sì, molto divertente il Sir Lancelot!
      Ottimo anche il cibo e gentilissime le cameriere, io lo consiglio come te perché a volte ci vuole un locale alternativo e un po’ turistico.
      La zuppa di cipolle era l’alternativa a quell’immenso vassoio della foto! :d

  • Reply Monica I Viaggi di Monique maggio 27, 2015 at 2:15 pm

    Bello il Mercato coperto, ero in hotel proprio a due passi da li. Per il resto,oltre allo Szimpla kert super carino e affollato, concordo con te per i vegetariani non è molto semplice (io non lo sono, ma non amo la carne rossa in generale) e la prima sera mi ero un po’ demoralizzata, tutt’intorno a me solo ristoranti e pub con menù a base di carne 🙁 Ho optato per i dolci (il kurtoskolack è una bomba zuccherosa) e per le zuppe, che non sono affatto male. Ottimo post, dettagliato e preciso

    • Reply Mercoledì maggio 27, 2015 at 2:30 pm

      Ciao Monica,
      grazie per i complimenti e per i dettagli che hai aggiunto!
      Da circa un anno non mangio carne, quindi non è sempre stato semplicissimo scegliere, a volte non avevo proprio scelta. Poi, come in ogni parte del mondo, in qualche modo si fa!
      Il Szimpla mi è piaciuto tantissimo!

  • Reply Stefania maggio 28, 2015 at 7:34 am

    Utilissimo post. Sono stata a Budapest anni fa e confermo che non è stato facile trovare menù vegetariani, ora che sono vegana sarebbe ancor più difficile!

    • Reply Mercoledì maggio 28, 2015 at 8:50 am

      Ciao Stefania,
      grazie a te per essere passata di qua!
      Ci sono alcuni paesi in cui il consumo di carne è dato per scontato nella dieta dei suoi abitanti e credo che l’Ungheria possa considerarsi uno di questi. La soluzione potrebbe essere cercare ristoranti vegetariani o vegani, ma spesso chi viaggia con noi ce lo può concedere una- due volte, non a tutti i pasti! 😉

  • Reply Serena (Cara Malù) maggio 29, 2015 at 11:35 am

    Uh, accidenti, io questi posti me li sono persi quando sono stata a Budapest anni fa! Però mi ricordo che eravamo tutte tornate con qualche kg in più nonostante le ore di camminata, si mangia molto bene!

    • Reply Mercoledì maggio 29, 2015 at 12:42 pm

      Potrebbe essere una valida scusa per tornarci Serena! 😉
      C’è talmente tanta varietà che quasi quasi dovrei tornarci anche io, mi sono persa delle cose veramente sfiziose e devo rimediare!

    Leave a Reply