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Ode a Napoli

settembre 16, 2015
Castel Sant'Elmo

Al limitare della primavera, quando ormai l’estate faceva capolino col primo tepore che scalda la pelle, ho preso quattro giorni di pausa dal mondo e ho deciso di farlo a Napoli, città che non avevo ancora mai visto ma che mi attirava come il canto delle sirene. Ho spento il telefono, ho lasciato a casa il pc sul quale m’ingobbisco e sono partita senza aver aperto guida alcuna.

Castel Sant'Elmo

Niente mi lega a questa città se non la consapevolezza che, una volta trovato un amico napoletano, questo sarà tale per sempre, non c’è distanza che tenga. Mi sentivo monca, come se il non aver visto Napoli facesse sì che al puzzle della mia esistenza mancasse un pezzo. Sentivo verso di lei – lei perché la sento femmina – un trasporto incondizionato e a sensazione ero sicura che mi sarebbe piaciuta subito.

Avevo in mente la Napoli di Erri di Luca, i nascondigli durante la guerra ne “Il giorno prima della felicità” e i vicoli del falegname di “Montedidio”. Pensavo a tutto l’inchiostro che ho letto di Elena Ferrante, alla funicolare che non sapevo immaginarmi e alla polvere delle esistenze descritte in modo così coinvolgente. Pensavo ai colori che affiorano dalle sue pagine, agli umori di cui straborda la città. Su ogni salita, invece, riaffiorava “Lo spazio bianco” di Valeria Parrella e quelle stanze di ospedale che si assomigliano un po’ in tutto il mondo, ma chissà perché la napoletanità viene fuori prepotente anche dalle pagine dei libri in cui la città fa soloda cornice.

Questa Napoli di carta si è trasformata subito in una cosa viva: basta scendere dal treno e avviarsi per la propria strada, sia essa sottoterra nel ventre della città o tra il caos di suoni e odori della superficie, che subito mi sono sentita avvolta, cullata, a tratti sopraffatta da tanti stimoli tutti insieme. Se non ne ho parlato finora è perché questa città m’incute rispetto e reverenza e il timore di piazzare una parola fuori posto e rattristare anche solo una persona mi ha frenato dall’intento. Spero di renderle giustizia come si merita.

Di quei giorni conservo il bacio del sole camminando sul lungomare fino a Castel dell’Ovo, gli stereotipi antiquati e quelli trasformati in realtà alla terza pizza di fila, che come la fanno qui è un’arte ineguagliabile e su questo non trovo niente da eccepire. Sbagliare pizzeria è un affronto, fare la fila per mangiare quella più buona un sacrificio necessario.

Castel dell'Ovo

Finalmente ho misurato in passi la maestosità di Piazza Plebiscito, l’ho collocata nel suo posto nel mondo – vicino al mare – dopo averla sempre e solo vista nei concerti di capodanno in tv. Questo è uno degli aspetti del viaggiare che amo di più: il disegnare delle mappe reali intorno ai monumenti e ai luoghi famosi, rendendoli inseriti in un contesto e non avulsi da esso, perché l’andare verso è altrettanto importante dell’esserci stato.

Piazza Plebiscito

Napoli

La salita a Castel Sant’Elmo profuma di conquista, ripagata in pieno da una vista mozzafiato su tutta la città e su sua maestà il Vesuvio, su cui si posa l’unica nuvola bianca di un cielo che altrimenti sembra un pantone di colore. Dall’alto si capisce come il Vesuvio sia il direttore di questa orchestra che si armonizza sullo sciabordio del mare e sulle grida dei quartieri popolari, e Spaccanapoli è una traccia da seguire per ricomporre la geografia della veracità.

Vesuvio

Spaccanapoli

Anche via Toledo e via Chiaia, che pure costituiscono il salotto buono della città, non perdono quella vena popolare che si ritrova appieno svoltando in una qualsiasi delle traverse dei Quartieri Spagnoli, e la Galleria Umberto I l’ho solo sfiorata per raggiungere il maestoso Maschio Angioino affacciato come monito di grandezza sugli imbarchi che portano alle isole.

Maschio Angioino

Galleria Umberto 1

Via Toledo

Della Napoli in ombra si dovrebbe parlare solo per raccontare dei sotterranei: una vita parallela e brulicante con molte storie alle spalle di rifugi antiaerei e nascondigli, di monacielli, cisterne e vita. Tutto il resto andrebbe seppellito per restituire dignità a una città troppo spesso bistrattata.

Napoli è molto di più di queste cartoline, ma più di tutto ricordo l’abbraccio dei napoletani: i passaggi in macchina con guida turistica annessa, i caffè di rito e guai a pagarlo se vieni da fuori, i consigli infallibili sulle pizzerie che sanno di dogma, le sfogliatelle regalate per portare un po’ di Napoli addosso, poco importa se il dove è sui fianchi, ne vale assolutamente la pena. Napoli è un balsamo e io non vedo l’ora di tornarci, ogni scusa è buona.

San Gregorio Armeno

Quartieri Spagnoli

Babà

Pubblicità a Napoli

Per dormire mi sento vivamente di consigliarvi questo indirizzo: Casa Tonia, Corso Vittorio Emanuele 114. Ad accogliervi ci sarà la signora Federica che, con gentilezza e cordialità, saprà farvi scoprire una Napoli autentica per trarne il meglio. Un piccolo suggerimento finale per quelli che mi chiederanno dove poter dormire a Napoli. Rimane un po’ fuori dal centro, verso la zona del Vomero, ma si raggiunge facilmente coi mezzi o con una bella passeggiata.

Un’ultima cosa prima di salutarvi: vi lascio qua sotto un link in cui potete trovare dei biglietti scontati per Napoli e Pompei. Si tratta di biglietti che potete acquistare online a prezzo scontato e che vi fanno saltare la fila all’ingresso. C’è l’Hop-On Hop-Off Bus, la carta per i musei, il tour di Pompei, ecc. Dateci un’occhiata!

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8 Comments

  • Reply Anna Pernice settembre 16, 2015 at 2:56 pm

    Hai colto in pieno tutta la bellezza di Napoli, parola di una napoletana 😉
    http://www.travelfashiontips.com

    • Reply Mercoledì settembre 16, 2015 at 4:10 pm

      Allora posso ritenermi soddisfatta!
      Grazie mille Anna! 🙂

  • Reply Marco settembre 17, 2015 at 9:01 am

    Hai fatto una fotografia della città unica e rara e soprattutto ho scoperto, solo ora, che scrivi davvero molto bene. Napoli merita questo ed altro è solo un occhio attento come il tuo poteva fotografarla e descriverla in questi termini. Complimenti e grazie perché di gente che sapesse scrivere così bene il web ne ha davvero bisogno! Complimenti e viva Napoli!!

    • Reply Mercoledì settembre 17, 2015 at 9:07 am

      Ciao Marco,
      ti ringrazio per le tue parole, mi fa davvero piacere.
      Meglio tardi che mai scoprire blog che ci piacciono, quando mi accade è sempre un bel momento e spero lo sia stato anche per te!
      Non ci conosciamo ma conosco il tuo blog: magari un giorno ci sarà occasione di incontrarsi!

      • Reply Marco settembre 17, 2015 at 9:10 am

        Se mai dovessi tornare a Napoli fammi un fischio così ci conosciamo di persona. Anche io conoscevo già il tuo blog ma ho scoperto, purtroppo solo ora, la tua scrittura. Non mancherò di seguire i tuoi articoli futuri.

        Un abbraccio!

        • Reply Mercoledì settembre 17, 2015 at 9:11 am

          Marco tornerò sicuramente: non si può stare a lungo troppo lontani da ciò che ci piace! Ti farò sapere, un caffè non ce lo facciamo scappare! Grazie!

  • Reply Fabio settembre 17, 2015 at 10:20 am

    Sono sempre curioso di leggere cosa ne pensano “i turisti” della mia città e rido quando penso ai pregiudizi che hanno tante persone che semmai non hanno mai nemmeno messo piede a Napoli.
    E sono contento di questa tua descrizione che definirei perfetta. Contento che ti sia piaciuta (sì, è femmina! :-D) e speriamo che tornerai presto e troverai una città sempre più accogliente e bella.

    Fabio

    • Reply Mercoledì settembre 17, 2015 at 2:02 pm

      Grazie Fabio!
      Chissà quanti napoletani mi hanno letto! Finora i riscontri sono positivi e ne sono davvero felice: non sempre è facile capire in pochi giorni l’essenza di un posto ma con Napoli mi è venuto naturale.
      Spero anche io di tornare presto!

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