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Itinerario di 2 settimane in Sudafrica e Swaziland

ottobre 5, 2015
Cape Town vista da Robben Island

Sapevo che sarebbe arrivato il giorno in cui mi sarei messa davanti al foglio bianco e avrei detto: e ora chi se le ricorda tutte le tappe del viaggio in Sudafrica e Swaziland? Per fortuna ho molte foto, pochi appunti, alcuni scontrini e gli estratti conto con le ricevute degli hotel… tutto fa brodo! Finalmente sono riuscita a mettere tutto insieme in un post ricco di spunti.

Ecco il nostro itinerario di due settimane di viaggio interamente auto organizzato in Sudafrica con una capatina in Swaziland. Ricordo perfettamente quanto è stato complicato prima di partire organizzare un itinerario e capire le distanze tra un posto e l’altro: spero di esservi utile, fatemi sapere nei commenti!

Kruger Park

Informazioni generali e cosa sapere prima di partire

Giorni di viaggio: 16

Mezzi utilizzati

  • volo intercontinentale da Firenze a Johannesburg con scalo a Zurigo
  • macchina con autista da Johannesburg al Kruger Park
  • macchina a noleggio da Nelspruit a Durban
  • volo interno da Durban a Cape Town
  • macchina a noleggio a Cape Town
  • volo interno da Cape Town a Johannesburg
  • volo intercontinentale da Johannesburg a Firenze con scalo a Zurigo

Posti visti: Johannesburg, Soweto, Blyde River Canyon (regione Mpumalanga), Kruger Park, Swaziland (Ezulwini Valley e Manzini), Piet Retief, St. Lucia, Durban, Pietermaritzburg, Giant’s Castle (regione Drakensberg), Umdloti, Cape Town, Cape Point e Capo di Buona Speranza, Robben Island.

Post utile di informazioni generali: ho scritto per Volagratis un post dettagliato sull’organizzazione pratica del viaggio. Qui trovate informazioni sulla guida, sulla patente internazionale, sulla moneta e altre cose pratiche.

Alloggio

Per le nostre due settimane sudafricane abbiamo scelto hotel, guest house e lodge, tutte costate tra i 30 e i 50€ a notte per due persone. Qui di seguito trovate l’elenco con il mio consiglio.

  • Johannesburg, quartiere Melville → Melville Manor Guest House (consigliata)
  • Kruger Park, Hazyview → Hippo Hollow (consigliato ma un po’ caro)
  • Ezulwini Valley (Swaziland) → Mantenga Lodge (consigliato sì e no, un po’ spartano ma con un bel ristorante)
  • Piet Retief → Emahlathini Guest Farm (consigliato per quanto assurdo e sperduto)
  • St. Lucia → Marlin Lodge (consigliato)
  • Durban → Riviera Hotel (assolutamente sconsigliato)
  • Pietermaritzburg → Jean-Lee Bed and Breakfast (consigliato per la pulizia e la gentilezza dei proprietari, sconsigliato per la posizione lontano dal centro)
  • Umdloti → Dolphin View (consigliato)
  • Cape Town → Verona Lodge (super consigliato)

Mappa

In rosso le tappe in Sudafrica, in blu in Swaziland.

Il viaggio con tutte le tappe giorno per giorno

1° giorno

Volo Firenze-Zurigo, Zurigo-Johannesburg

Abbiamo volato con Air Swiss perché era il volo più comodo e con meno scali e di durata accettabile che partiva vicino a casa. Entrambi i voli sono stati puntuali e senza intoppi, quindi mi sento di consigliarvi questa compagnia. Menzione speciale al pretzel ripieno di burro svizzero mangiato sul primo volo Firenze-Zurigo così come alla possibilità di scegliere un menù vegetariano veramente gustoso. Menzione di disonore al costo della bottiglietta d’acqua naturale da 0,50 all’aeroporto di Zurigo alla modica cifra di 5€.

2° giorno

Johannesburg → Soweto → Orlando West

Siamo arrivati a Johannesburg alle 09.15 di mattina e la cosa fantastica e allo stesso tempo spiazzante è che, nonostante tutte quelle ore di volo (circa 11) il fuso orario è lo stesso dell’Italia! All’aeroporto è venuto a prenderci Cedric di Taste of Africa, col quale ci eravamo accordati da casa per il giro di Soweto e per il pick up in aeroporto. Per prima cosa ci ha accompagnato alla nostra guest house per la prima notte in Sudafrica, la Melville Manor Guest House nel quartiere residenziale di Melville.

Non è stato semplice capire quali fossero le zone più sicure per dormire, quindi dopo lunghe ricerche online siamo giunti alla conclusione che il quartiere di Melville era allo stesso tempo comodo e sicuro. In effetti lo era, anche perché tutte le case hanno il filo spinato intorno ai cancelli e alle inferriate, così come sono rimasta basita dal fatto che i cancelli hanno bisogno della chiave per essere aperti anche da dentro. Col senno di poi, avendo passato solo una notte in tutto il viaggio a Johannesburg ed avendo visitato solo Soweto, posso dire che sarebbe stato meglio dormire direttamente là e risparmiarsi qualche spostamento, tanto la zona è molto più tranquilla di quello che si legge in giro. Questo senza nulla togliere alla Melville Manor Guest House, molto accogliente, pulita e gestita da signore molto gentili. Inoltre la vicina 7th street offre molte scelte per cena. Il quartiere di Melville l’abbiamo potuto girare solo all’ora di cena e dovete sapere che il sole ad agosto tramonta verso le 18, quindi l’abbiamo visto col buio.

Dopo aver lasciato i bagagli alla guest house siamo andati con Cedric a fare un giro panoramico di Johannesburg attraversando in macchina diversi quartieri e fermandoci nei punti più interessanti. Abbiamo visto passando Constitution Hill e il quartiere problematico di Hillbrow, il quartiere generale degli affari (CBD) e beccato un gruppo gigantesco di persone vestite di bianco che pregavano cantando su una collina.

Dopo ci siamo diretti a Soweto, nome che sta a indicare la South West Township, ossia la township più famosa del Sudafrica situata a sud ovest del centro cittadino, e a Orlando West, dove si trova la Mandela House Museum. Di questo giro vi parlerò in un post specifico perché merita.

Leggi anche: “Un giorno a Johannesburg, Soweto e Orlando West

Johannesburg

Orlando West

3° giorno

Johannesburg → Panorama Route → Hazyview (Kruger Park)

Ci siamo svegliati alle 5.30 perché era prevista la partenza per Blyde River canyon nella provincia di Mpumalanga per poi arrivare nel pomeriggio al Kruger Park. Non avevamo capito, prenotando con un tour operator, che avremmo avuto un autista a disposizione tutto per noi fino al Kruger. Abbiamo deciso di farci portare e non di noleggiare una macchina direttamente a Johannesburg perché nel Kruger abbiamo scelto i safari organizzati. Era la nostra prima esperienza e non volevamo rischiare cose spiacevoli.

Per quanto il servizio sia stato organizzato con tutti i crismi, questa giornata si è rivelata un fail totale a partire dal clima umidiccio e piovigginoso che ci ha accompagnato tutto il giorno, impedendoci di vedere la God’s Window e rendendoci la vista della Panorama Route un piattume totale. L’unica cosa che siamo riusciti a vedere sono le Lisbon Falls, mentre la tappa a Pilgrim’s Rest è stata totalmente inutile visto che in quel posto non c’è nulla. La ciliegina sulla torta (andata a male) è stata all’arrivo al nostro lodge Hippo Hollow ad Hazyview, a venti minuti di macchina dal primo ingresso al Kruger Park: il nostro safari notturno è stato cancellato.

Pilgrims Rest

God's Window

4° giorno

Kruger Park

Ancora incavolati per aver perso una serata a non fare nulla ci svegliamo prestissimo per essere pronti alle 5.45 per partire con la jeep verso il Kruger Park e quindi verso il primo safari della nostra vita. Anche il Kruger Park merita un post a parte, ma nel frattempo vi anticipo che il Kruger si può dividere grossomodo in tre parti: nord, centro e sud, ognuno con caratteristiche differenti. Durante questa giornata abbiamo fatto tre safari: uno all’alba, uno dopo pranzo e uno notturno (finalmente!). Siamo entrati dal Numbi Gate e usciti dal Phabani Gate, pagando al nostro arrivo quella che chiamano “conservation fee” di 264 R a testa (circa 17€).

Leggi anche: “Safari in Sudafrica: tre giorni al Kruger National Park

Kruger Park

5° giorno

Kruger Park

La giornata è stata organizzata in modo simile alla precedente, solamente toccando posti diversi e passando anche dal campo principale che si chiama Skukhuza. Dovete sapere che per trovare una sistemazione disponibile all’interno del parco bisogna prenotare con circa un anno di anticipo… adesso avete capito perché ho dormito tre notti ad Hazyview.

Leone-Kruger

Kruger Park

6° giorno

Kruger Park → Nelspruit → Ezulwini Valley (Swaziland)

Dopo l’ultimo safari mattutino che ci ha permesso di completare la nostra lista degli avvistamenti dei big 5 (elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo) siamo andati con un autista fino a Nelspruit, dove abbiamo noleggiato una macchina che ci avrebbe condotto verso la libertà! Sì perché dopo il giro guidato a Soweto, l’autista della Panorama Route, il safari con la guida… io non ne potevo più di farmi organizzare le attività dagli altri!

Il noleggio della macchina a Nelspruit non è stato così semplice come previsto: non avevamo prenotato e abbiamo rischiato di rimanere a piedi! Quindi non fate come noi: prenotate in anticipo! Da questo momento in poi comincia la nostra avventura in Swaziland, dopo un passaggio alla frontiera liscio liscio e circa tre ore di macchina fino a Ezulwini Valley. Siamo arrivati che era già buio: abbiamo cenato e siamo andati a dormire perché non c’è molto altro da fare nella Ezulwini Valley di notte (non che di giorno… vabbè).

Leggi anche: Un giorno in Swaziland: cosa fare? (me lo sto sempre domandando anche io!)

Ezulwini

7° giorno

Ezulwini Valley (Swaziland) → Piet Retief (Mpumalanga, Sudafrica)

La nostra esperienza in Swaziland è stata abbastanza breve perché la cosa più bella da fare sono i safari nei vari parchi disseminati qua se là, ma noi venivamo da tre giorni di safari al Kruger e ci è sembrato abbastanza. Quindi in Swaziland abbiamo visitato la Ezulwini Valley, la Mantenga Nature Reserve e abbiamo pranzato a Manzini, per poi dirigerci di nuovo verso il Sudafrica dalla frontiera di Mahamba e poi in macchina fino a Piet Retief. Perché ci siamo ritrovati in questo posto insignificante del Sudafrica? Probabilmente per fare la conoscenza di quella pazza scatenata di Elsie della Emahlathini Guest Farm, o forse perché era giunto il momento di imparare a dare il biberon a un cucciolo di scimmia. Sì, lo so, sembrano cose campate in aria ma questo è quello che abbiamo fatto a Piet Retief, meta scelta a caso per smezzare il viaggio fino a St. Lucia. Credo proprio che di questa esperienza vi parlerò in un post a parte.

Leggi anche: “Quella volta in Sudafrica in cui ho allattato una scimmia di 8 mesi

Swaziland

8° giorno

Da Piet Retief a St. Lucia

Abbiamo dedicato la mattinata allo spostamento verso St. Lucia attraverso strade sterrate lunghe chilometri e poi finalmente autostrada con un paesaggio intorno diverso da quello che avevamo visto fino ad allora: piano piano le colline digradano in pianura, cominciano ad esserci corsi d’acqua più ricchi e si comincia a respirare aria di mare. St. Lucia si è rivelata essere una tranquilla cittadina su tre strade a scacchiera abituata al turismo e piena di vecchi intenti a svernare al caldo. Avevamo intenzione di rimanerci due giorni ma qualche linea di febbre e la somiglianza con tutti i posti di mare del mondo in bassa stagione ci hanno fatto desistere.

St. Lucia

9° giorno

Da St. Lucia a Durban

Per fortuna non ce ne siamo andati da St. Lucia prima di aver visto l’iSimangaliso Wetland Park, un parco incredibilmente ricco di animali e di paesaggi che spaziano dalla laguna al mare con spiagge fantastiche e senza fine. Dopo aver trascorso la mattinata in questo paradiso siamo andati dritti verso Durban, dove abbiamo scoperto il perché di un prezzo così basso per l’hotel: era un albergo a ore sudicissimo in un quartiere malfamato. Bel lavoro! Sconvolti da questa scoperta abbiamo temporeggiato un po’ sul da farsi e poi abbiamo deciso di fare un giro sul lungomare dove ci sono gli hotel belli, quelli a 250€ minimo a notte. Abbiamo vagato nel gigantesco parco acquatico di Durban e abbiamo cenato in un locale con cucina africana che ci ha un po’ risollevato il morale.

Durban

10° giorno

Da Durban a Pietermaritzburg

Dopo un’atroce colazione nel suddetto hotel marcio ce la siamo data a gambe levate da Durban dopo un giro sommario in macchina per vedere almeno la piazza principale. Direzione Pietermaritzburg, posto di cui non avevamo mai sentito parlare ma che ci sembrava una buona base di partenza per vedere i dipinti rupestri del Drakensberg. La cittadina, nonostante sia universitaria, è un posto desolato privo di qualsiasi attrattiva a qualsiasi ora del giorno e della notte, tanto è vero che per cenare siamo dovuti andare in un fast food perché non c’era nemmeno un ristorante aperto alle 20.

Siamo arrivati in mattinata, abbiamo fatto una piccola spesa al market per comprare del cibo da asporto per la nostra escursione ai dipinti rupestri e ci siamo incamminati per questa ulteriore avventura che prevedeva parecchi chilometri di strada e nessuna certezza di riuscire nell’impresa. Dopo circa tre ore di autostrada ma soprattutto di buche siamo arrivati a Giant’s Castle, un luogo veramente sperduto in cui, però, abbiamo trovato come unici altri turisti una ventina di italiani di Avventure nel Mondo. Il posto merita per le pitture rupestri risalenti a circa 2400 anni fa delle Main Caves, uno dei tre principali siti aperti al pubblico dell’Ukhahlamba Drakensberg, ma anche per la fantastica natura incontaminata fatta di montagne e corsi d’acqua, e per i villaggi rurali disseminati lungo la strada. Il tutto è stata una sfacchinata ma assolutamente meritevole.

Drakensberg

Pitture rupestri

11° giorno

Da Pietermaritzburg a Umdloti

Abbiamo dedicato questa giornata alle Midlands Meanders, un’area caratterizzata da fattorie, grandi spazi verdi e balle di fieno che rotolano. In effetti, la pubblicità dell’ente turistico della zona recita “a good place” senza aggiungere altro, e questo poteva farci accendere qualche lampadina. Degna di menzione è la tappa al Museo di Mandela sul sito della sua cattura (Mandela Capture Site) vicino a Howick. Qui si trova un approfondimento sulla vita di questo grande personaggio e una statua unica nel suo genere, fatta di listelli conficcati nel suolo che, visti nel loro insieme, danno l’immagine di Mandela.

Nel pomeriggio siamo ripartiti alla volta di Umdloti, dove abbiamo preso un hotel vicino all’aeroporto per il volo del giorno successivo verso Cape Town. La mossa vincente della serata è stata prepararci una bella pasta al pomodoro dopo giorni di cibo sudafricano (perlopiù piatti di carne, quindi per me che non la mangio significa un pasto decente dopo decine di cose che non mi hanno entusiasmato).

Mandela-Capture-Site

12° giorno

Volo Durban – Cape Town

Al nostro arrivo a Cape Town abbiamo noleggiato la seconda macchina e ci siamo diretti subito al lodge che avevamo prenotato per gli ultimi giorni di viaggio, il Verona Lodge, che si è rivelato perfetto. La periferia di Cape Town mi ha lasciato di stucco perché è tutto un susseguirsi di baracche fatiscenti e sporcizia, ma più ci si avvicina al centro e più si rende manifesto quello che tutti mi avevano anticipato: Cape Town è bellissima e la Table Mountain esercita una potenza straordinaria su chi la guarda.

Dopo aver fatto il check in siamo partiti subito a piedi per fare la conoscenza di un primo pezzettino di Cape Town: Greenpoint (dove avevamo il lodge) e il V&A Waterfront, dove ci siamo fermati a cenare con un mega vassoio di sushi e vino sudafricano… ah quanto mi manca quella sera! Il V&A Waterfront (Victoria and Alfred Waterfront) è una delle zone più in e più visitate di Cape Town, dove moli e barche si alternano a ristoranti e negozi di ogni genere, il tutto curato nei minimi dettagli.

V&A Waterfront

13° giorno

Penisola del Capo

A Cape Town il tempo è molto variabile ed è bene decidere cosa fare in base alle condizioni meteorologiche, facilmente intuibili affacciandosi alla finestra e osservando la Table Mountain: se lassù è pieno di nuvole, è inutile salire fino in cima. Quindi basandoci sul tempo, ci siamo spostati per la giornata nella Penisola del Capo. Qui le attrattive sono veramente tantissime, quindi abbiamo speso l’intera giornata tra Muizemberg, Simon’s Town e i pinguini di Boulders Beach, Cape Point, Capo di Buona Speranza e ritorno a Cape Town dalla parte opposta della penisola. Una giornata fantastica… bisogna che ve la racconti in un post dedicato!

Muizemberg

Boulders Beach

Cape Point

14° giorno

Table Mountain e quartieri centrali di Cape Town

Abbiamo impiegato la mattinata sulla Table Mountain scegliendo di salire e scendere in funivia e camminando su tutta la sommità attraverso i percorsi esistenti che toccano l’intero perimetro della sommità della montagna. Considerate che si può acquistare il biglietto della funivia online e risparmiare tempo, ma la coda c’è comunque se la giornata è limpida. Noi senza biglietto acquistato in precedenza abbiamo fatto un’ora di fila. Sulla cima della montagna si può rimanere 10 minuti o una giornata intera, dipende da quello che volete fare. A me è piaciuto tantissimo e siamo stati felici di farci a piedi tutto il perimetro per vedere il panorama da tutte le angolazioni. Per il giro intero a passo lento considerate circa due ore.

Una volta scesi siamo andati a pranzo in centro e abbiamo visitato i quartieri centrali di Cape Town, passando per Greenmarket square col mercato dell’artigianato, la cattedrale, la Grand Parade che è la piazza più grande col Municipio e Bookap, il quartiere musulmano con le tipiche case colorate.

Funicolare

Table Mountain

Bokaap

15° giorno

Robben Island e di nuovo in centro a Cape Town

Questo era il nostro ultimo giorno pieno dedicato a Cape Town e abbiamo deciso di passarlo a Robben Islan, l’isola su cui si trova la prigione in cui Nelson Mandela ha passato ben 27 anni di vita. Attenzione! È importantissimo acquistare i biglietti con largo anticipo perché è una delle attrazioni più gettonate di Cape Town e rischiate di rimanere a piedi. Qui non vale il discorso di decidere che fare in base al tempo: prenotate e basta e, male che vada, vi rimborseranno i biglietti che si fanno o online o direttamente la molo di patenza sul V&A Waterfront. Il giro dell’isola è guidato e i tempi sono assolutamente dettagliati: non si può rimanere sull’isola a piacimento ma bisogna tornare a terra esattamente sulla stessa barca dell’andata. Il tutto richiede tra le due e le tre ore.

Una volta tornati sul waterfront abbiamo pranzato vista molo e ci siamo incamminati a piedi in centro, scoprendo altri angoli che non avevamo visto il giorno prima. In pratica in questa giornata non abbiamo mai usato la macchina perché in centro non è assolutamente conveniente. Abbiamo concluso con una ricca cena di cucina panafricana in un ristorante tipico di Cape Town.

Prigione di Robben Island

Cape Town vista da Robben Island

16° giorno

Volo intento Cape Town – Johannesburg e volo intercontinentale Johannesburg –Zurigo – Firenze.

Ciao ciao Sudafrica… alle prossime puntate!

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13 Comments

  • Reply Alessio ottobre 5, 2015 at 3:45 pm

    Davvero fantastico! Questo è un viaggio che sogno di fare da tanto tanto tempo, e il tuo post è utilissimo. Un saluto ^^

    • Reply Mercoledì ottobre 5, 2015 at 4:00 pm

      Grazie Alessio,
      spero possa servirti perché significherebbe che sei in partenza per un super viaggio!
      Grazie per essere passato!

  • Reply dueingiro.blogspot.it ottobre 5, 2015 at 3:54 pm

    Racconto super dettagliato!!! Deve essere stato un viaggio davvero favoloso!

    • Reply Mercoledì ottobre 5, 2015 at 4:01 pm

      È stato bello e faticoso a tratti, molto improvvisato e allo stesso tempo supportato da un bel po’ di letture, sicuramente un viaggio unico!

  • Reply Fabio ottobre 6, 2015 at 8:03 am

    Che posti meravigliosi! Mi piacerebbe tantissimo fare un bel viaggio da queste parti. Grazie per i consigli che sicuramente mi torneranno utilissimi.

    Fabio

    • Reply Mercoledì ottobre 6, 2015 at 8:49 am

      Grazie a te Fabio,
      spero davvero che questi consigli possano esserti utili per un prossimo viaggio!
      Se manca qualcosa basta chiedere! 😉

  • Reply Valentina ottobre 6, 2015 at 8:50 am

    Bellissimo! Mi piace sempre ripercorrere l’Africa con immagini e letture ^-^

    • Reply Mercoledì ottobre 6, 2015 at 10:23 am

      Allora Vale in tuo onore ne scriverò altri! 🙂
      Grazie!

  • Reply Benedetta agosto 24, 2016 at 8:26 am

    Sere sono in partenza… a Cape Town ho prenotato il Verona Lodge seguendo i tuoi consigli, non vedo l’ora di essere là! Un bacione anche alla piccola Anita

  • Reply Mahee Ferlini settembre 24, 2016 at 2:53 pm

    Fantastico Viaggio!Sta salendo il Mal d’Africa

  • Reply Mercoledì settembre 26, 2016 at 8:54 am

    Grazie Mahee!
    Ti capisco, l’unica cura al Mal d’Africa è prenotare un altro biglietto!

  • Reply Città del Capo: itinerario di Cape Town a piedi | blog100days novembre 11, 2016 at 10:02 am

    […] possibile farlo camminando, basta scegliere un quartiere “tattico” e centrale. Grazie alle super-dritte dell’amica Serena alias Mercoledi tutta la settimana, abbiamo saggiamente optato per dormire a Green […]

  • Reply Cape Town, una città da camminare – Travel Ok Italy gennaio 6, 2017 at 1:15 am

    […] possibile farlo camminando, basta scegliere un quartiere “tattico” e centrale. Grazie alle super-dritte dell’amica Serena alias Mercoledi tutta la settimana, abbiamo saggiamente optato per dormire a Green […]

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