Mamma freak

Viaggiare con un neonato: cosa ho imparato dal primo viaggio in tre

luglio 6, 2016

Passati i fatidici primi 40 giorni da mamma, un pensiero si affacciava prepotente ad ogni risveglio: passare una notte fuori casa con la piccola per capire se era fattibile questa estate viaggiare con un neonato senza problemi. A poco sono valsi i cori del “Vedrete che quando arriverà vostra figlia smetterete di viaggiare”: quando uno ha una passione fa di tutto per assecondarla.

Sono sempre stata del parere che si possa viaggiare anche con i figli, anzi che si debba, ovviamente con alcune accortezze, e che non si possa rinunciare a qualcosa che ci piace ma viverlo con altri ritmi. Certamente saranno da rimandare viaggi avventurosi per un po’, non potremo scalare vette altissime in Nepal o dormire in una giungla brasiliana, però nemmeno limitarsi al mare della Riviera solo perché si ha un figlio. Ovviamente non voglio dire che una settimana tra i pascoli alpini o su una spiaggia dalle nove alle undici del mattino siano cattive idee per un viaggio con un neonato, anzi, però abituata come sono a fare viaggi zaino in spalla all’altro capo del mondo mi viene subito la depressione se mi immagino in uno di questi scenari. Sono diventata mamma, mica mi hanno stracciato il passaporto.

Divagazioni a parte, con una bimba di un mese e mezzo anche la qui presente mamma freak si è data un contegno e ha optato per una prima uscita semplice: siamo andati due giorni a Magliano in Toscana, nel cuore della Maremma tra terra e mare. La prima cosa che ho pensato arrivando al Borgo Magliano Resort è che l’ultima volta che ci siamo stati eravamo in due, in moto, liberi come cani sciolti e senza uno straccio di programma per il weekend. Viaggiavamo leggeri, bevevamo una bottiglia di rosso in due a cena e non ci preoccupavamo di presentarci in piscina all’una di pomeriggio sotto il solleone. Poi è arrivata Anita e qui vi racconto come sono cambiati i tempi ma soprattutto cosa ho capito dal nostro primo viaggio con una neonata al seguito.

Viaggiare con un neonato: il bagaglio

Siamo pronti per un’invasione aliena

Quando eravamo solo Tommaso ed io e partivamo per 15 giorni all’avventura riuscivamo a far stare tutto in uno zaino da campeggio perché il motto era: “se si sporca lo lavo dove mi trovo, se mi manca qualcosa lo compro”. Adesso mi sono dovuta confrontare con la borsa di Anita per due giorni e il motto è stato: “e se poi le servisse anche questo?” e giù a buttare roba in una valigia già stracolma. Oltre alla carrozzina che già occupa mezzo bagagliaio, ci siamo ritrovati a portare cambi e accessori per stare via un mese. Inutile precisare che abbiamo usato solo metà della metà della roba. L’impegno che mi prendo per la prossima partenza è di stare più rilassata: in linea di massima i bambini hanno bisogno di poche cose, non occorre strafare!

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Tempi biblici

Partiamo! Ah, no, aspetta…

Quando lavoravo a Firenze e avevo il treno alle 7.15 a dieci chilometri da casa, mi puntavo la sveglia alle 6.30 e riuscivo ad arrivare in tempo, incluso fare colazione. Adesso, con una neonata, ho capito che si devono calcolare sempre tempi dilatati. La partenza è possibile solo quando sono stati soddisfatti tutti i bisogni della piccola, a cui si deve aggiungere l’imprevisto (la vomitata subito dopo averla cambiata dalla testa ai piedi è un grande classico). Ci sarà da ridere quando si dovrà prendere un aereo: prevedo un appostamento fuori dall’aeroporto 24 ore prima!

Orari e organizzazione

È l’ora della nanna. Ma a quanto pare solo per i genitori.

Una delle cose che si sentono sempre ripetere è che i bambini hanno bisogno della routine per stare sereni, mentre portarli in giro potrebbe sballottarli più del necessario. Anche in viaggio abbiamo cercato di rispettare gli orari della nanna che abbiamo a casa, mantenendo la stessa routine del cambio, coccole e ninna nanna, ma a quanto pare Anita ha sentito il cambiamento d’aria e non c’è stato verso di farla dormire, era euforica come se fossimo a un pigiama party. Ha preso sonno solo a notte inoltrata, quindi potete immaginare quanto eravamo pimpanti il giorno dopo per visitare Pitigliano! Da questa esperienza ho capito che è sempre meglio non fare programmi troppo ampi per le giornate e che forse il concetto di vacanza riposante è da rimandare a data da destinarsi.

Programmazione e aspettative disattese

Scattiamo una foto tutti e tre insieme da quel punto panoramico!

Andiamo a fare un bagno in piscina!

Andiamo a cena fuori stasera! Mmm…

Queste sono solo tre delle cose che abbiamo pronunciato e che sono rimaste solo frasi appunto. Quando si viaggia con un neonato si deve essere pronti a cambiare programma e a non rimanerci troppo male per le rinunce. Mentre andavamo a Pitigliano, per esempio, ho detto passando davanti al punto panoramico che mi sarebbe piaciuta una foto che ci ritraesse tutti e tre insieme. “Lo facciamo al ritorno” ho pensato, invece al ritorno Anita dormiva beata e guai a svegliarla per uno scatto! Così la foto ce la siamo fatta noi due, in pratica due rintronati che non avevano chiuso occhio… però con uno sfondo bellissimo!

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Lo stesso per la piscina: “dai, andiamo a fare il primo bagno di stagione!”, poi arrivati a bordo vasca Anita aveva fame, e quando ha finito di mangiare era troppo tardi e troppo freddo per il bagno. Parola d’ordine flessibilità!

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La stanchezza

Proprio riposante questa vacanza…

Come scrivevo poco sopra, viaggiare con un neonato non è per niente riposante, ma non per questo non ne vale la pena. Per due genitori abituati a viaggiare è comunque meglio dormire poco e starsene in giro piuttosto che rimanere a casa… ci riposeremo nella prossima vita!

Infine, vorrei suggerirvi la lettura di due post sull’argomento che mi hanno dato forza per viaggiare con una neonata:
“Viaggiare con un neonato, si può!” di Miprendoemiportovia
“Il primo viaggio in 3” di Trip it easy

Vi lascio anche una carrellata di foto di Pitigliano. Sono tutte pubblicate su Instagram, mi trovate come @serenapuosi

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2 Comments

  • Reply Serena (Cara Malù) luglio 9, 2016 at 2:28 pm

    Quanto hai ragione Sere!! A pensarci adesso, avremmo potuto viaggiare più facilmente quando era neonato rispetto ad ora che ha quasi due anni..ma la fatica mi ha sempre trattenuta (sono pigra, sob). Ora siamo nella fase di urla se si annoia, se gli impedisci di andare a destra invece che a sinistra, se non dorme ad una certa ora, non quieta nei locali pubblici seduto più di 10/15 minuti ecc ecc..e tutto mi scoraggia..voi fate benissimo e vi approvo!! Spero pure io di riuscire a ricominciare a viaggiare presto..Bacioooo

    • Reply Mercoledì luglio 11, 2016 at 8:38 am

      Pensare che ora sia più facile rispetto a quando avrà un paio di anni mi sprona a viaggiare e organizzare nuovi viaggi, anche se come te sono tendenzialmente pigra e un po’ titubante essendo la prima figlia. Però ho deciso che ne vale la pena anche con tutta la stanchezza del mondo!

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