Cose belle

Immagimondo a Lecco: storie di viaggiatori, di travel dreams e di incontri

ottobre 4, 2016
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Lo scorso fine settimana ero a Lecco con Tommaso e Anita in occasione di Immagimondo, Festival di Viaggi, Luoghi e Culture. Avevo già ricevuto un invito a partecipare l’anno scorso, ma ho rinunciato quando, incinta di poche settimane, alternavo i momenti di veglia tra le normali faccende quotidiane e le visite in panetteria, dove chili di focaccia mi hanno permesso di sopravvivere alle nausee del primo trimestre.

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Quest’anno, con la famiglia aumentata di una presenza, ho deciso di partecipare ai Tavoli dei Viaggiatori, dove ogni partecipante decide di raccontare un viaggio a chi passa per scambiare due chiacchiere, prendere spunto o semplicemente per dare un’occhiata. Il paese che ho raccontato? L’India, naturalmente!

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In realtà Immagimondo è molto più di questa tensostruttura montata in piazza Garibaldi a Lecco e animata dai Tavoli dei Viaggiatori: ci sono eventi, conferenze, mostre fotografiche, documentari e reportage. Ci sono i viaggiatori, quelli che non si fanno spaventare da migliaia di chilometri in bicicletta o quelli dei viaggi in solitaria. Ci sono quelli che sono tornati nello stesso paese decine di volte e quelli che, come la maggior parte delle persone, devono fare a pugni con le ferie per far incastrare lavoro e sogni. Ci sono le persone normali che non hanno mai smesso di sognare.

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Ho deciso di scrivere questo post perché è stato un weekend molto denso e non voglio dimenticare neanche un dettaglio, nemmeno quello più stravagante, ma soprattutto non voglio che la buona onda che mi ha travolto attraverso viaggi fatti e sognati mi abbandoni e anche perché intendo farvi partecipi dei sogni di alcune persone che sono passate dal mio stand e mi hanno concesso di aprire una piccola finestra nel loro mondo.

A dire la verità, Immagimondo per me è iniziato nel peggiore dei modi, con un tizio all’apparenza normale ma evidentemente con problemi di cleptomania che si è avvicinato al tavolo e si è portato via una copia del mio libro senza batter ciglio. Ormai fuori dalla piazza e inseguito da Tommaso ha argomentato il furto dicendo: “non credevo andasse pagato”. Come no, infatti a me piace lavorare gratis. La mia reazione è stata inizialmente d’incredulità seguita da rabbia e poi dalla voglia di impacchettare ogni cosa e tornare a casa, ma per fortuna non ne ho avuto il tempo perché hanno iniziato a fermarsi persone realmente interessate al nostro viaggio in India, che con domande e rievocazioni dei propri viaggi hanno fatto sì che il tempo volasse fino all’ora di pranzo.

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Sul mio tavolo, oltre a una sempre sorridente Anita rubacuori, avevo sistemato le copie del mio libro “Indimenticabile India”, un mappamondo vintage con all’attivo ancora la Jugoslavia e la Cecoslovacchia, i biglietti da visita, un souvenir indiano in legno scolpito a mano con le effigi di Ganesh e Visnhu, una presentazione di foto del nostro viaggio e, dulcis in fundo, un vaso di vetro per raccogliere i sogni di viaggio delle persone.

Sinceramente non avevo bene in mente cosa avrei fatto con i travel dreams delle persone, so solo che una notte non riuscivo a dormire (e dio solo sa quanto bisogno avrei di dormire!) e mi è venuta in mente questa cosa, di dare a tutti la possibilità di condividere un sogno e sperare che, una volta scritto, fosse come aver fatto già un passo in avanti per realizzarlo (“Nominare una cosa è conservarle il pieno valore e spogliarla del suo aspetto terrifico” diceva il buon Fernando Pessoa). Mi è parsa una buona idea, e tanto mi è bastato per metterla in pratica.

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È incredibile come un foglio bianco e una penna possano dare luogo a gesti semplici eppure catartici: io dicevo che stavo raccogliendo i sogni di viaggio, in molti erano titubanti, altri prendevano in mano la penna senza che avessi tempo di dire niente, altri scappavano via imbarazzati. Sapete chi sono stati i più attivi? I bambini naturalmente, perché non hanno vergogna di dire cosa pensano ma soprattutto perché sognano in continuazione e hanno fiducia che questi sogni si avverino. Alcuni mi hanno chiesto se poi quel viaggio lo avrebbero vinto. Altri scrivevano e piegavano il foglietto stretto stretto, forse per custodire meglio il segreto. Altri mi chiedevano se potevano scriverne tanti. Qualcuno ha scritto “tutto il mondo”. In molti mi chiedevano perché stessi raccogliendo i sogni degli altri e credo che la risposta sia tutta qui: sognare è gratis e fa bene al cuore.

Volete sapere cosa c’era scritto in quei foglietti? Ecco qua:

• Patagonia
• Tasmania
• Amazonia
• Hawaii
• Socotra (questo lo so chi l’ha scritto!)
• Namibia (anche questo so chi l’ha scritto!)
• Myanmar in solitaria
• India
• Sudafrica
• Perù
• Stati Uniti (5 persone)
• New York (2 persone)
• Cuba
• Brasile
• Il cammino di Santiago
• Giappone (3 persone)
• Inghilterra
• Londra
• Svezia
• Francia
• Cina
• Cina a piedi
• Isole del Pacifico
• Kenia
• Isola di Pasqua (dialogo: “ma non stai esagerando?” “se devo sognare sogno in grande”)
• Australia
• Africa
• Crociera in Giamaica
• Bali
• Tibet (premio tenerezza, l’ha scritto un signore di circa 80 anni)
• A vedere i camaleonti e in Sicilia (premio dolcezza)
• Andare sulla luna (premio “verso l’infinito e oltre”)

Non so voi, ma a me leggere questi travel dreams ha strappato più di un sorriso: quando condividevo un sogno, quando l’avevo già realizzato, quando vedevo la calligrafia di un bambino, quando percepivo l’intensità di quel desiderio.

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Un altro aspetto positivo di Immagimondo, oltre al fatto di poter parlare a ruota libera di viaggi veri o immaginati, reali o desiderati, è quello degli incontri. Rivedere blogger con cui ho condiviso bei momenti (Cristina, Paola e Gianni, Cabiria, Raffaele, Claudia, Stefania, Vero e Leo), conoscerne finalmente dal vivo altri (Patrick, Letizia, Letizia, Giulia, Elena) e rivedere persone che avevamo conosciuto in viaggio è stato parte integrante del fine settimana.

Ma non è solo questo: ci sono anche gli incontri fortuiti, le frasi scambiate frettolosamente al banchetto ma che fanno breccia nella memoria e nel cuore, gli scambi costruttivi con perfetti sconosciuti che senti subito simili a te. Ripenso ai ragazzi che ci hanno raccontato i loro viaggi che mi hanno ricordato quando, fino a pochissimo tempo fa, anche io e Tommaso partivamo all’avventura senza prenotare altro che la prima notte di hotel. Penso a quella ragazza che mi ha raccontato sorridendo un suo nuovo progetto. Penso a quella famiglia che ha acquistato il libro e poi è tornata la mattina seguente dicendo: “Ti va di scrivermi una dedica? Ieri stavi allattando e non ho voluto interrompere un momento così sacro”. Penso a quella signora sulla settantina che mi ha detto: “Che te ne frega dell’India quando hai una bimba bellissima?”. Penso a quella coppia di coniugi che mi hanno sorriso mentre Anita piangeva fortissimo (l’unica volta, devo dirlo, per il resto è stata tranquilla) invece di guardarmi come un’appestata. Penso al signore che si è fatto toccare barba e naso da Anita senza battere ciglio. Penso a quel signore acculturatissimo e scapigliato che ci è rimasto male quando abbiamo tolto il computer con le foto che scorrevano, voleva commentarne ancora. Penso a tutte le persone che hanno l’India nel cuore e sono venute a raccontarcelo con gli occhi che brillano. Penso a quanto sarebbe più accogliente il mondo se tutti fossero ben disposti come in quei due giorni a Lecco ad aprire agli altri un piccolo spiraglio sui propri sogni.

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Fino all’11 novembre c’è tempo per partecipare al Festival: fossi in voi ci farei un pensierino! Qui trovate il programma completo.

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8 Comments

  • Reply Alessandra ottobre 4, 2016 at 2:39 pm

    Che bello leggerti, e leggendoti ho un po’ rivissuto quelle poche ore passate lì a Lecco e a fantasticare, chiacchierare con voi viaggiatori e ancora a sognare, sognare sognare. Non volevo andarmene via! Ahahahah!Una manifestazione unica, e fantastici i TravelDreams. Quella che hai avuto è stata una bellissima idea…ah, e in uno di quei foglietti c’è anche il mio! 🙂 Tornerò sicuramente l’anno prossimo, sperando tu ci sia, con Tommaso e la dolce Anita, ovviamente <3

    • Reply Mercoledì ottobre 5, 2016 at 11:34 am

      Ciao Alessandra,
      piacere mio di averti conosciuta! Quando si comincia a parlare di viaggi non si finirebbe mai, un ricordo ne rievoca un altro e via dicendo, fino ai sogni di viaggio più grandi!
      Spero di rincontrarti presto! Grazie!

  • Reply Serena (Cara Malù) ottobre 5, 2016 at 10:35 am

    Che bello Sere e com’è cresciuta la piccola!! Mi sarebbe piaciuto fare un salto, io abito a Genova ma conosco Lecco perché una cara amica è di lì! Magari un giorno ci conosceremo, chissà! Sono contenta sia stata una bella esperienza! Bacio!

    • Reply Mercoledì ottobre 5, 2016 at 11:36 am

      Sì, è cresciuta tantissimo! Non mi sembra possibile che il tempo passi così in fretta!
      Anche io spero di conoscerti, Genova non è poi così lontana ed è una città che adoro (oltre ad avere un caro amico che vive lì). Chissà, magari presto ci incontreremo!

  • Reply Letizia ottobre 5, 2016 at 2:03 pm

    Mi sono persa il vaso! Lo scorso anno Paola aveva un planisfero in sughero dove attaccare le puntine ai luoghi che si sognano e i miei figli si sono divertiti tantissimo. Perché sono i bambini i più audaci. Allora se avessi visto il vaso magico avrei scritto Patagonia o Alaska. Quindi ti affido virtualmente il mio bigliettino. Che sognare non costa nulla e fa bene più di una medicina. Un abbraccio a te e a quello spettacolo di bimba

    • Reply Mercoledì ottobre 5, 2016 at 6:00 pm

      Quando sono tornata da Lecco ho riletto i post di Paola e di Cristina e ho capito che l’idea doveva essersi sedimentata nella mia mente a partire da quel mondo di sughero! Aggiungo i tuoi sogni a quelli degli altri e spero fortissimamente che si avverino! Un super abbraccio a te, spero la prossima volta di conoscere i tuoi splendori!

  • Reply Elena ottobre 10, 2016 at 8:50 am

    Serena, è stato un piacere conoscerti! Spero di rivederti presto.
    Intanto continuerò a leggerti… il tuo libro sull’India è meraviglioso 🙂

    • Reply Mercoledì ottobre 10, 2016 at 12:38 pm

      Piacere mio! Ci saranno sicuramente altre occasioni Elena!
      Grazie infinite per il libro, sono proprio contenta che ti sia piaciuto!

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