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Il primo Natale da mamma

dicembre 21, 2016
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Anita,
amore smisurato,

è passato un anno da quando annunciavo la tua presenza al mondo, 365 giorni su una giostra sparata a velocità massima e senza libretto delle istruzioni per capire come rallentare.

Ti aspettavo da sempre, nascosta nei miei sogni, e conoscerti è stato come cancellare tutto il passato in tua assenza, perché la prima cosa che mi domando pensando a ogni situazione è “ma Anita dov’era?”. Mi sembra che tu abbia sempre camminato al mio fianco per guidare ogni passo nella tua direzione. Cos’era la vita prima di te? Era costruire la strada che mi conducesse a te, era amore in divenire, era tendere un filo e imparare a camminarci sopra in equilibrio.

Sei arrivata con la primavera in fiore, con tutte le belle speranze con cui ho nutrito l’attesa, con la prima decisione da prendere in fretta per diventare non solo adulti, ma anche responsabili di una vita nuova. Ci hai tenuto sospesi dieci giorni tra il bene e il male, ho pregato nell’unica lingua che conosco: quella del cuore. Sei forte, Anita, sei meglio di qualunque mio più roseo desiderio.

Piano piano abbiamo preso le misure delle nostre presenze, ci siamo accordati su nuovi ritmi, ci siamo plasmati a vicenda come famiglia in un lavoro perpetuo che si rinnova ogni giorno, una stilla alla volta. Ho annaspato, sbagliato, aggiustato il tiro, preso fiato, chiesto aiuto, imparato. Ho pianto, riso, gioito, ho avuto paura, ho capito che questo è il compito più difficile e più gratificante mai svolto finora, perché ogni tuo progresso è la conferma che stiamo andando insieme nella giusta direzione.

Ci sono momenti che ripagano di tutta la fatica, delle urla che mi pento di far uscire dalla mia bocca e di quelle soffocate, di tutta la pazienza che bisogna avere e per la quale, a volte, non so più dove attingere, di quella forza che cresce dentro quando mi ripeto ancora una volta, sbagliando, che non ce la farò. E invece ce la faccio, sempre.

Quei momenti sono racchiusi nei risvegli incorniciati da sorrisi a due denti, nella tua piccola testa che si accoccola nell’incavo tra il mio collo e la spalla, nelle mani che si tendono per essere presa in braccio, in quegli occhi che tutti ti guardano sussurrando al vicino quanto sono espressivi. Quei momenti sono i tuoi progressi con l’equilibrio, con la scoperta del cibo e dei tuoi gusti personali, con quelle tregue in cui mi torna la voglia da scrivere per raccontarti e non perdere nemmeno un dettaglio della tua esistenza.

Questo sarà il nostro primo Natale insieme e stiamo soffiando via la polvere accumulata sulla nostra ritrosia per le feste comandate per rendere ogni attimo magico, per reimparare a stupirci di fronte alla semplicità come tu ci insegni, per rallentare la giostra dell’esistenza e apprezzare veramente e con gratitudine quello che abbiamo tra le mani, il dono più gradito: te.

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2 Comments

  • Reply veroveromamma gennaio 12, 2017 at 10:55 am

    quando ci sono loro nelle nostre feste tutto si coloro di uncolore particolare tutto per loro. sicuramente sarà stato un Natale e un inizio anno speciale
    buon 2017 a tutti e 3

    • Reply Mercoledì gennaio 14, 2017 at 4:32 pm

      Ciao Vero,
      grazie mille, auguri ricambiati!
      Eh sì, è stato proprio un Natale speciale!

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