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Stonehenge: impressioni tra mito e realtà

dicembre 2, 2016
stonehenge

Per ogni luogo speciale in giro per il mondo si formeranno sempre due fazioni di giudizio opposto: da un lato gli estimatori, dall’altra i detrattori. Me ne sto accorgendo fortemente in questi giorni che seguono la morte di Fidel Castro, quando il globo si è diviso in fanatici sostenitori di Cuba e in coloro che ne disprezzano ogni singola sfaccettatura. Per quanto mi riguarda, in generale vale la regola in medio stat virtus: mi piace prendere posizione perché è da codardi non farlo, ma credo anche che per ogni vicenda ci siano varie sfumature di grigio da prendere in considerazione.

Come la mettiamo allora con “i posti che boh“, cioè quelli che alla domanda “ti è piaciuto?” non sai se rispondere sì o no? Per me Stonehenge è uno di questi posti e adesso proverò a spiegarvi perché. In ogni caso quello che vi consiglio è di andarci: finché non si vede con i propri occhi, un posto sarà sempre filtrato dai giudizi di qualcun altro e non è detto che siano dello stesso tuo parere.

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Durante il nostro viaggio in Inghilterra della scorsa estate c’era una certezza: visitare Stonehenge. Questo posto ha sempre suscitato in me un certo interesse, l’ho anche inserito nella mia lista dei #100viaggi da fare, ma ancora non ero riuscita a visitarlo nei miei precedenti viaggi a Londra.

Ci siamo arrivati da Bath, ma è semplice arrivarci da Londra o da Salisbury (la nostra tappa successiva, dove abbiamo dormito). Addirittura ci sono dei tour guidati tutto incluso, con bus, guida e biglietti d’ingresso. Noi ci siamo organizzati per conto nostro grazie a un sito ufficiale veramente ben fatto e funzionale.

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Informazioni pratiche per visitare Stonehenge

Il mio consiglio è quello di prenotare in anticipo i biglietti sul sito ufficiale per avere la certezza di assicurarsi l’ingresso nel giorno e all’ora preferiti. Se arrivate in macchina, il costo del parcheggio è incluso nel biglietto già pagato online (tra l’altro per chi, come noi, viaggia con bambini piccoli, ci sono posti riservati vicino all’ingresso per chi deve scaricare le carrozzine e i passeggini).

Il biglietto lo abbiamo pagato £15.50 a persona nel mese di agosto, ma vedo dal sito che adesso per esempio costa£14.50. I bambini non pagano fino a 4 anni, mentre dai 5 ai 15 anni il biglietto è ridotto (£8.30). Mentre prenotavo ho ordinato anche una guida a £4.99 e l’abbiamo ritirata in loco.

Quando arriva via email la conferma, questa va stampata e presentata all’ingresso, dove è convertita in biglietto. Il prezzo comprende la visita al sito archeologico e l’ingresso al museo, così come il bus navetta dal padiglione d’ingresso al sito vero e proprio (dove c’è il famoso stone circle). Trovate inoltre un negozio di souvenir e un bar.

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Un po’ di storia di Stonehenge

Nessuno sa con certezza la storia di Stonehenge e questo contribuisce senza dubbio ad aumentarne il fascino. Il nome significa “pietra sospesa” e le pietre in questione così come le vediamo disposte oggi sono frutto di un allineamento dovuto a lavori di ristrutturazione nella prima metà del Novecento. Questo fatto di non sapere con precisione se le pietre fossero disposte originariamente in questo modo mi ha destabilizzato, modificando il mio giudizio su questo sito: stiamo vedendo qualcosa di autentico o stiamo cadendo in un tranello? Per tutta la visita ho pensato che probabilmente stavamo vedendo qualcosa di non autentico, anche se ovviamente è qualcosa di storico e importante (è stato dichiarato patrimonio UNESCO nel 1986).

Lo scopo della sua edificazione è tuttora sconosciuto: sono pietre erette come antico osservatorio astronomico e calendario? È opera dei druidi? Era un sito sacrificale? Rappresentava la visione geocentrica del sistema solare? Era un luogo per i riti pagani? Finora di certa c’è la datazione, che indica che il sito risale al 3100 a.C. e che la sua costruzione si concluse intorno al 1600 a.C. Il sito, inoltre, è luogo di pellegrinaggio per molti seguaci del Celtismo, della Wicca e di altre religioni neopagane… pensa te che personaggi che circolano!

Cos’è quindi quello che vediamo a Stonehenge? Sulla grande distesa erbosa che costeggia la strada che collega Londra al sud-est dell’Inghilterra troviamo le pietre di varie dimensioni disposte in una serie di forme circolari e a ferro di cavallo. Tutto intorno al circolo di pietre si trova un terrapieno di recinzione. Oltre a varie pietre sparse, la parte più famosa è di certo lo stone circle risalente al 2500 a.C. composto di pietre sarsen provenienti dal nord del Wiltshire e di piccole pietre blu del Galles. Altro pezzo forte di Stonehenge sono i triliti sarsen, ossia il ferro di cavallo formato da cinque enormi triliti (tre pietre), con due pietre dritte erette nel terreno e un architrave.

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Le mie impressioni sulla visita a Stonehenge

Come scrivevo all’inizio, Stonehenge per me finisce nella classifica dei “posti che boh” ma non per questo sconsiglio di visitarlo. Sicuramente è ricco di magia e di fascino, è avvolto dal mistero e ha un perfetto allineamento del sole durante i solstizi, cosa che ai miei occhi lo rende accattivante perché queste cose mi intrigano. Però – ora qui gli amanti di Stonehenge mi uccideranno – sono veramente poche pietre e pochissimi resti (il museo è veramente basilare) senza notizie certe vendute ai turisti ad un prezzo abbastanza elevato (anche se il tutto è molto ben organizzato). Durante tutta la visita ho pensato: e se fossimo vittime di una ricostruzione storica errata? Se non fosse nulla di eccezionale ma infiocchettato bene? I druidi dall’aldilà rideranno di noi? 🙂

Tutto vero, ma in ogni caso non sarà questo il mio ricordo principale di Stonehenge e adesso arrivo al punto per cui secondo me i posti vanno visitati a prescindere. Di quella giornata caldissima per essere in Inghilterra ricorderò Anita che rideva a tutti indistintamente: bianchi caucasici, neri come il carbone, asiatici dagli occhi a mandorla, anziane donne avvolte dai sari. E tutti, di riflesso, a sorriderle, rendendo ai miei occhi il mondo più bello. Ricorderò questa minuscola bambina (oddio, i rotolini che si intravedono nella foto sotto mi smentiscono sul minuscola!) avvolta in un body che si fa fotografare davanti a un sito patrimonio UNESCO. Ricorderò il piacere di essere lì in tre, di sederci insieme sul prato e ascoltare i commenti dei passanti. Ricorderò che in quel momento ero veramente felice.

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