Viaggi

Aeroporti: odi et amo (+ 26 cose che possono infastidirci nei viaggi)

febbraio 15, 2017
Foto di Jorge Díaz

Chi ha provato il volo camminerà guardando il cielo, perché là è stato e là vuole tornare.
(Leonardo da Vinci)

Non so se avete avuto la mia stessa impressione, ma ultimamente il viaggio è un argomento preso estremamente sul serio. Non puoi più usare la parola “turista” che orde di viaggiatori inferociti ti guardano come se avessi bestemmiato a voce alta in chiesa, non puoi più postare una foto di viaggio senza citare Terzani, non puoi più chiedere un semplice consiglio culinario senza che qualcuno ti mandi il link a un post “i 10 migliori ristoranti da provare a Vattelappesca”, non puoi più visitare un paese senza piantare una bandierina.

E allora sapete che c’è? Ho voglia di abbassare un po’ i toni con un post leggero e scanzonato ispirato dall’infografica di Auto Europe sulle cose che più ci infastidiscono in aeroporto. Sono piccole cose, ma sommate tutte insieme possono trasformare un viaggio in un incubo. Elencherò i miei “odi” traendoli da alcune esperienze realmente vissute… in attesa del prossimo volo!

Prima, però, una piccola premessa legata agli “amo” del titolo: io amo volare, non ho mai avuto paura e spero di non averne mai perché mi bastano i racconti di chi teme l’aereo per capire che questa è una gran fortuna. Gli aeroporti mi accendono un sorriso al sol pensiero, li ho sempre visti come delle connessioni veloci tra i miei sogni e il poterli raggiungere, tra la mia voglia di viaggiare e i posti sempre e solo immaginati.

Adoro le facce di chi incontra uno sguardo amato di là dal gate di arrivo, le persone che di ritorno da un viaggio si portano ancora addosso la gioia di quei momenti, le infinite possibilità che si celano dietro ai nomi delle destinazioni scritti sugli schermi. Quando sono in aeroporto, mi piace sbirciare le carte d’imbarco, cercare di capire a che posto appartengono colori di passaporti insoliti, immagino le vite delle persone che incrocio, fantastico sulla prossima meta.

E qui finisce la poesia, perché poi c’è la parte noiosa, c’è il tramite tra la destinazione e tutto il tempo che deve passare per raggiungerla, ci sono le ore perse negli scali, l’ansia che precede ogni viaggio anche se amo stare con la testa tra le nuvole, anche metaforicamente parlando. Per farci una risata anche sulla parte più noiosa dei viaggi, ecco una lista semi seria delle cose irritanti che possono succedere in aeroporto (mi piace immaginarvi dall’altra parte dello schermo che fate di sì con la testa!).

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Al check-in

  • Ci sono file chilometriche ma la fila accanto a te scorre sempre più veloce.
  • Quello che fa check-in prima di te ha il bagaglio troppo pesante e comincia a togliere roba e indossarla finché non raggiunge il peso regolamentare. Durata dell’operazione: almeno venti minuti.
  • Se chiedi un pasto speciale ti dicono che dovevi prenotarlo online entro le 24 ore precedenti, se non chiedi un pasto speciale al check-in ma lo domandi alle hostess ti diranno: “perché non l’ha chiesto al check-in?”

Bagagli

  • Se viaggi solo col bagaglio a mano per fare prima, è probabile che per una ragione o un’altra te lo facciano imbarcare.
  • Una volta atterrati, scatta la corsa a chi prende per primo la valigia, ma tanto i bagagli non sono ancora arrivati.
  • (Avete mai notato che la prima valigia sul nastro trasportatore dell’aeroporto non appartiene mai a nessuno?)
  • Far entrare la valigia nel bagno dell’aeroporto insieme a voi o lasciarla fuori dal minuscolo cubicolo e sperare che non sia in giro qualche Lupin in erba.

Ai controlli di sicurezza

  • Spogliarsi prima di passare sotto il metal detector neanche fosse il remake di Nove settimane e mezzo.
  • Sempre ai controlli, togliersi gli stivali pensando “avrò i calzini bucati?” e al 99% se non sono bucati sono quantomeno ridicoli.
  • Svuotare tutto il bagaglio a mano per i controlli e farsi beccare con l’acquisto di souvenir “sconvenienti” (tratto da una storia vera).
  • Devi tracannare la bottiglietta d’acqua che hai appena comprato alla modica cifra di 5€ al bar dell’aeroporto perché eccede la quantità di liquidi consentiti.
  • Devi gettare nel cestino il pesto della nonna, la crema antirughe miracolosa da 110ml del valore di 110€ e il kit per la manicure (nella mia mente diabolica ho sempre pensato che, a fine turno, i responsabili dei controlli si portassero a casa tutto quel ben di dio gettato alle ortiche).
  • Quel senso di ansia che ti prende sotto al metal detector anche se sai che non stai trasportando nessuna bomba… e se qualcuno me ne avesse messa una nel bagaglio a mia insaputa?!

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Imbarco

  • Hanno i posti numerati, ma si mettono comunque in fila trenta minuti prima dell’imbarco.
  • Devono fare una domanda alla responsabile di terra e non possono aspettare il loro turno d’imbarco, quindi ti passano avanti colpendoti ripetutamente i malleoli con i loro ingombranti trolley.
  • Fanno la corsa fino al pullman e poi scendono di corsa per imbarcare prima e guadagnarsi il tanto ambito posto nella cappelliera sopra la tua testa.
  • Ci sono solo tre prese elettriche a disposizione, ma un tizio in carriera deve ricaricare contemporaneamente iPhone, iPad e Mac lasciandoti a secco di batteria.
  • Se hai uno scalo, stai pur certo che sarà di venti minuti e allora dovrai correre come Forrest Gump o di venti ore, mai che ci sia uno scalo comodo di due ore.
  • Ti scappa la pipì fortissimo e non sai se fare una corsa al bagno (che notoriamente si trova lontanissimo dal tuo gate) e rischiare di perdere l’aereo o aspettare di poterla fare a bordo, rischiando di fartela addosso.
  • C’è sempre qualcuno fermo sui rulli trasportatori che t’impedisce di passare camminando.
    Il tuo volo è in ritardo. Peggio di questo c’è solo la scritta “CANCELLATO” sugli schermi.

Duty free e ristoranti in aeroporto

  • Il fatto che devi mostrare la carta d’imbarco anche per comprare delle insignificanti M&Ms solo per spendere gli ultimi inutili rand sudafricani che non userai mai più.
  • Negozi di design o di grandi stilisti… ma perché? C’è veramente qualcuno che sente la necessità di comprare una Hermes Pierre Hardy in oro e diamanti da 1,9 milioni di dollari mentre si trova in aeroporto?
  • Un panino e una bottiglietta d’acqua: 12€. Pensare “magari la prossima volta mi porto qualcosa da casa” e non farlo mai.

Bambini

  • Se non viaggi con bambini, noterai una quantità spropositata di marmocchi in aeroporto, ovviamente tutti intenti a piangere tutte le loro lacrime e a urlare superando i decibel di un martello pneumatico.
  • Una volta sull’aereo, uno dei bambini urlanti è seduto accanto a te o peggio, dietro di te e punta i piedi.
  • Se viaggi con i bambini, il bagno riservato con fasciatoio e seggiolino è occupato per un tempo che sembra eterno.

Quali sono le cose che v’infastidiscono in aeroporto? Vi è capitato qualcosa di particolare che avete voglia di condividere? Scrivetemi nei commenti!

[Foto di copertina di Jorge Díaz]

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4 Comments

  • Reply errori di prezzo febbraio 17, 2017 at 8:14 am

    Questo post mi ha fatto sorridere perché quello che hai descritto è esattamente quello che succede! Se stai cercando degli errori di prezzo per il tuo prossimo volo dai un’occhiata al mio sito! Pubblico regolarmente tutti gli errori di prezzo delle compagnie aeree!

    • Reply Mercoledì febbraio 17, 2017 at 11:10 am

      Gli aeroporti sono sempre una fonte inesauribile di storie da raccontare! 😀

  • Reply Sandra febbraio 25, 2017 at 2:20 pm

    Non ho paura di volare ma odio gli aeroporti al tal punto che alla fine preferisco mete più vicine per andarci in treno/auto!
    Lo scorso volo un delirio epocale per imbarcare il cavalletto fotografico di mio marito che come bagaglio a mano sporgeva dallo zaino – secondo loro perché alla fine è uno zaino fotografico fatto così, morale abbiamo comprato un trolley per infilarcelo, ri- morale “ma adesso ha 2 bagagli a mano!” (La persona davanti a me ne aveva 3 ed è passata tranquillamente) “okkey – ho risposto mettendo la mia borsa che non doveva contare come bagaglio a mano nel trolley – adesso ne ho uno!” e finalmente siamo passati.

    • Reply Mercoledì febbraio 27, 2017 at 10:59 am

      Ciao Sandra,
      posso immaginare lo sgomento quando non ti fanno passare per delle “bischerate” come si dice in Toscana!
      A volte si vedono scene turche proprio come quelle che hai descritto te! Una volta si riesce a passare con pacchi e pacchetti e la volta dopo fanno storie per una pochette!
      Mondo strano quello degli aeroporti, ma nonostante tutto continuano a darmi qualche brivido!

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