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Matera, un miracolo del tempo

aprile 14, 2017
Matera

Per il titolo di questo post ho preso in prestito le parole del grande Lucio Dalla che, trovandosi a Matera per un concerto, ne approfittò per visitare questa “felice armonia fra la storia e la contemporaneità”. Non saprei come definire questa città se non un miracolo del tempo: tempo storico scoperchiato e messo a nudo, tempo dilatato, tempo sospeso, tempo che sfugge a ogni definizione.

Che Matera fosse unica l’avevo intuito dalle foto che sempre più frequentemente mi passavano davanti agli occhi, mai saturi di tanta bellezza. Da quando è stata promossa a capitale europea della cultura per il 2019, poi, è tutto un pullulare di viaggiatori alla ricerca dello scatto perfetto e negli anni il mio desiderio di visitarla si è fatto sempre più prepotente.

Abbiamo approfittato dell’ultimo weekend in Puglia, quindi, per vedere con i nostri occhi tanta meraviglia e capire nel profondo quello che scriveva Carlo Levi: “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”.

Finché non ci arrivi non sai bene cosa aspettarti e l’impatto non è stato dei più semplici: dopo un’ora di macchina tra campi e distese di verde ti trovi a girare intorno a un paesone cresciuto un po’ troppo negli anni del cemento e devo essere sincera, non mi aspettavo questo benvenuto. Ma in fondo è giusto così: la bellezza devi conquistartela e finisce che i famosi sassi di Matera spuntino dal nulla, tra una strada inerpicata e l’altra mentre cerchiamo affannosamente parcheggio.

Matera

Matera

 

Risolta questa moderna questione pratica e approdati in Piazza Vittorio Veneto che lascia già intravedere scorci unici non resta che mettersi in cammino, abusando – stavolta a ragione – del modo di dire “bisogna perdersi tra i suoi vicoli per conoscere Matera”. Prima di partire col giro, però, affacciatevi dall’apertura costituita da tre archi proprio lì in Piazza Vittorio Veneto: davanti ai vostri occhi si parerà una delle famose viste già osservate in foto, ma nessuna grande aspettativa verrà delusa perché non si può che rimanere affascinati da quella veduta d’insieme.

Gambe in spalla, macchina fotografica al collo e bambini nei marsupi: sono questi i tre capisaldi di questa spedizione. Scordatevi il passeggino e pure le comodità dei tempi moderni, non ci sono scale mobili, ascensori o quant’altro: Matera va vissuta camminando tra una via erta e le case scoscese, tra uno scorcio fiorito e un’impressione generale di essere in un presepe.

Matera

Matera

Non saprei dirvi il giro preciso che abbiamo fatto perché ci siamo lasciati guidare dall’istinto, imboccando una scala o svoltando in un vicolo senza mappe e senza cognizione. Non sono pentita di averla girata così, alla fine avremo saltato qualche nozione storica, ma ci siamo conquistati ogni scorcio. A un certo punto ci siamo ritrovati alla Cattedrale, e di questo ne sono certa, ma a colpirmi di più, ancora una volta, non è stato l’aspetto religioso quanto quello paesaggistico: dalla piazza antistante, infatti, si osserva un panorama stupendo che non stanca neanche a fissarlo per interi, silenziosi minuti.

Matera

Matera

È riprendendo fiato a metà di una scalinata che ho pensato a quanto deve essere faticoso vivere in una città del genere, con le case-grotta scavate nella roccia e abitate da tempo immemore. È così che, fermandomi a leggere qualcosa su questa “dolente bellezza”, ho appreso il fatto che Matera è una delle città più antiche del mondo, abitata fin dal Paleolitico e con una storia quanto mai costellata di discese e risalite.

Se negli ultimi decenni ha avuto una delle più incredibili trasformazioni (prima portata alla ribalta con Mel Gibson e il suo film girato a Matera “La passione di Cristo”, poi con la nomina a città della cultura 2019), prima Matera era stata definita la “vergogna d’Italia“ da due dei padri fondatori della patria, Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti, a causa delle pessime condizioni igieniche, economiche e sociali in cui viveva la popolazione dell’epoca. Qui le famiglie vivevano nella più assoluta indigenza, tra sporcizia e povertà, e fino agli anni Cinquanta i materani erano dimenticati dal mondo. Per fortuna le cose sono cambiate.

Matera

Matera

Durante la visita ai Sassi si spazia tra i tre rioni principali della città – il Caveoso, il Barisano e il Civita – senza soluzione di continuità. Durante la visita si può entrare nelle case-grotta, nelle chiese rupestri o fare come noi: sedersi in una piazza e provare un piatto tipico, magari una cialledda fredda a base di ingredienti poveri ma genuini e sostanziosi (si tratta di pane raffermo bagnato nell’olio e condito con cipolla, pomodoro e origano).

Non andatevene prima di aver visto Matera da un’altra prospettiva: se prima l’avete vissuta tra i Sassi, allontanatevi un po’ e osservatela da lontano, affacciata su strapiombi e sul tufo: l’impressione d’insieme è la cartolina che vi porterete negli occhi una volta concluso il viaggio.

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2 Comments

  • Reply Sandra aprile 15, 2017 at 11:41 am

    Caspita che incanto!
    Grazie per averci raccontato Matera.
    Passavo anche per farti gli auguri di Pasqua!
    Un abbraccio!

    • Reply Mercoledì aprile 18, 2017 at 6:16 pm

      Ciao Sandra!
      Auguri a te!
      Grazie del pensiero, ci leggiamo presto!

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