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Com’è cambiato il mio modo di viaggiare negli anni: a 18, a 28, con una figlia

maggio 11, 2017
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Durante l’ultimo viaggio in Belgio ho fatto un pensiero ricorrente vedendomi costretta a rinunciare a un museo di troppo o a passare la serata in casa per semplificare il passaggio pappa-nanna (che poi parliamone, mia figlia è della categoria “alla sera leoni…”): che il mio modo di viaggiare è drasticamente cambiato negli anni. Questo non è necessariamente un male, sia chiaro, ed è già tutto grasso che cola che non ci siamo persi d’animo e abbiamo continuato a viaggiare fin da subito dopo essere diventati genitori, ma è ovvio che i paragoni tra il prima e il dopo si fanno ed è così che è maturato nella mia mente questo post.

Il ricordo è volato – è proprio il caso di usare questo termine – al primo viaggio “serio” che ho fatto con le mie amiche a 18 anni: le compagnie aeree low cost erano ancora un miraggio (prima che pensiate che sia in su con gli anni ci tengo a precisare che sono nata nel 1985, quindi avevo 18 anni nel 2003!), le prenotazioni su Internet si facevano raramente e sempre con uno scetticismo di fondo e non c’erano ancora tutti i diari di viaggio online che si trovano oggi per facilitare l’organizzazione.

Andammo una settimana a Barcellona senza avere la benché minima idea sulla città, volammo con una compagnia aerea che si chiamava “Gandalf Airlines” che ovviamente è fallita (dai, come si fa a fidarsi di una compagnia aerea con questo nome?) e dormimmo in un ostello che non aveva finestre, non aveva il bagno in camera, forse non aveva nemmeno le lenzuola, non ricordo, ma aveva un materasso su cui riposare le stanche membra a fine nottata e questo è tutto quello che ci interessava.

Ripenso a quel viaggio sempre col sorriso sulle labbra perché all’epoca non avevo proprio idea di cosa significasse viaggiare. Sì, i miei genitori hanno sempre organizzato viaggi estivi, ma quello era il primo viaggio con le amiche e questo ha un che di epico nella mia memoria. Pensare che non fui io a chiedere ai miei genitori il permesso di andare, furono loro a chiedermi perché non mi accodassi alle mie amiche per il viaggio… che grandi! Io non avevo nemmeno contemplato la possibilità di prendere un aereo da sola e invece quel viaggio ha dato il la a tutta una serie di esperienze che mi hanno formato e forgiato per la vita.

Dopo quel viaggio a Barcellona non mi sono più fermata: prima ho cominciato a viaggiare in Europa nelle destinazioni ben collegate con le compagnie low cost spendendo i pochi risparmi da studentessa universitaria, poi ho vissuto sei mesi a Lisbona per il progetto Erasmus, ho fatto il mio primo volo intercontinentale per visitare New York come regalo di laurea (che emozione se ci ripenso!) e infine tutti i viaggi per il mondo fatti con Tommaso e dopo con Anita, la nostra bimba di un anno.

Cosa è cambiato nel mio modo di viaggiare? Tutto! Di seguito trovate un elenco semi-serio di tutti i cambiamenti. Buona lettura e buon divertimento! Fatemi sapere se vi ci ritrovate!

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LA SCELTA DELLA DESTINAZIONE

A 18 anni → Scelgo a caso, basta che costi poco e che ci sia una movimentata vita notturna. E la spiaggia. E i cocktail. Se c’è un amico in loco ancora meglio, posto letto assicurato e gratis. Vado in un posto invece che in un altro perché qualcuno mi ha detto che è figo, senza altre spiegazioni. Torno nello stesso posto per più estati di fila se mi piglia bene.

A 28 anni → Il mondo è così grande che basta puntare il dito sul mappamondo per scegliere. Scelgo un posto che condensi arte, cultura, storia, relax, irraggiungibilità e originalità. Vado in tutte le mete più ostiche dove non potrò tornare con i figli per qualche anno.

Con una figlia → Scelgo una destinazione solo se baby friendly, possibilmente non del terzo mondo, possibilmente pulita, possibilmente con ospedali all’avanguardia, possibilmente dove non devo vaccinarla per andare, possibilmente dove parlano una lingua che conosco così da poter chiedere in scioltezza cose per lei. In pratica mi accorgo che posso andare solo negli Stati Uniti, comincio a depennare dai posti ideali le caratteristiche che mi sembrano meno importanti.

IL TEMPO A DISPOSIZIONE

A 18 anni → Ho tutta l’estate libera, potrei viaggiare per tre mesi di fila ma ehi, aspetta, non ho il becco di un quattrino. Lavoro due mesi in estate per permettermi una settimana da qualche parte che non sia casa mia, va bene anche Lamporecchio, l’importante è partire.

A 28 anni → L’azienda per cui lavoro chiude per le ferie comandate tipiche dell’italica specie: due settimane a Natale e due settimane a Ferragosto. Ganzo eh? Sono proprio le settimane di altissima stagione in cui i voli salgono alle stelle. Il giubilo delle ferie all’orizzonte è smorzato dall’asportazione del rene per comprare il volo.

Con una figlia → Rimangono le ferie canoniche nelle settimane più costose dell’anno, sempre due settimane di fila, non un giorno in più non uno in meno. Ma non vorrai stare fuori per due settimane di fila con la bimba, vero? I nonni potrebbero risentirsi per averli privati del loro trastullo preferito per così tanto tempo. Cerchi di mediare e stai via dieci giorni.

IL BUDGET

A 18 anni → Sei povero, è vero, ma quanti soldi ci vorranno mai per viaggiare? E allora vai di volo low cost, autostop, couchsurfing, ostelli a 5€ a notte, quando va di lusso tenda; panino a pranzo, patatine a cena, bevute a scrocco. Per fortuna stare in spiaggia non costa nulla.

A 28 anni → Nonostante i contratti precari, co.co.co. co.co.pro co.co.dè hai messo da parte un gruzzoletto per i viaggi nascondendo tutte le monete da 2€ che ti davano come resto nel doppio fondo di una scatola: è da lì che attingerai i fondi per viaggiare come piace a te, non in maniera troppo sofisticata ma nemmeno in stile barbone come negli anni precedenti.

Con una figlia → Il budget è sempre quello di quando viaggiavate in due, ma ora siete in tre. A voi le conclusioni.

IL VOLO

A 18 anni → Se c’è un low cost bene, altrimenti in autostop fino alla destinazione finale!

A 28 anni → Incrociando le offerte di 15 motori di ricerca e incastrando ferie, stop over, tre scali da 33 ore l’uno e risparmiando anche sul parcheggio dell’aeroporto lasciando l’auto due settimane in un campo ecco trovato il volo perfetto a un prezzo ragionevole. Solo che mentre cerchi di incastrare ferie, disponibilità, impegni l’offerta è scaduta e ora il volo costa un occhio della testa.

Con una figlia → Si scelgono solo voli dall’aeroporto più vicino a casa, solo voli diretti o con massimo uno scalo di poche ore ma abbastanza per garantire il cambio tra un aereo e l’altro anche in caso di ritardi. Niente voli di giorno altrimenti c’è da intrattenere la bimba con tutto il repertorio dello Zecchino d’oro degli ultimi 30 anni e con cinquanta giochi che devono entrare nel bagaglio a mano. Chiami la compagnia aerea per assicurarti di avere una culla e un pasto con menù bambini. Siccome sei il solito povero di prima, non ti daranno mai né l’una né l’altro. Si viaggia a più non posso entro i primi due anni perché i voli costano meno per i bambini (e vorrei vedere… te li tieni in braccio per tutta la durata del volo).

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PERNOTTAMENTO

A 18 anni → Ogni superficie piana è buona per dormire: ostelli, tende, divani di sconosciuti, panchine della stazione. Anche i dormitori condivisi con 10 russatori di professione a cui puzzano pure i piedi.

A 28 anni → Se ci scappa la super offerta su un portale di prenotazione, perché non approfittare di un cinque stelle deluxe? Però niente foto sui social che fa brutto per un backpacker dormire tra cuscini morbidissimi e spazzolarsi le scarpe col kit trovato in camera. Se invece non si prenota in anticipo nessun problema, si vede strada facendo dove dormire ma niente posti con topi, zecche e pidocchi, un minimo di decenza è obbligatoria. La colazione deve essere inclusa, devi postarla su Instagram.

Con una figlia → Sei mesi prima del viaggio salvi un file excel con data di pernottamento, città, hotel prenotato dopo aver confrontato venti recensioni. Si chiama in anticipo per avere una culla inclusa nel prezzo (purché perfettamente inutile perché tua figlia si ostina a dormire tra te e il tuo compagno), ti assicuri della grandezza del lavandino per fare calcoli balistici per il bagnetto.

LA VALIGIA

A 18 anni → Valigia di due metri quadri con tutto l’armadio trasferito dentro, sia mai che non riesci ad abbinare abiti, scarpe e accessori. Per spostarla necessiti di un tir, ma va bene lo stesso. La valigia si prepara poche ore prima della partenza. Se viaggi solo col bagaglio a mano sicuramente sfori col peso: ti trasformi così nell’omino Michelin prima dell’imbarco, indossando tutto quello che hai per riportare il peso forma della valigia a 10kg.

A 28 anni → Impari a contenerti e a viaggiare zaino in spalla. La filosofia è questa: dimentico qualcosa a casa? Lo compro a destinazione. Si sporca la roba? La lavo in loco. Lo zaino si prepara poche ore prima della partenza.

Con una figlia → La valigia è fonte di stress da almeno un mese prima rispetto alla partenza. Cosa portare per la piccola? E se fa caldo? Se fa freddo? Se si AMMALA? Ogni giorno uno psicodramma da valigia, è un leva e metti che ti lascia sfinita sul letto, boccheggiante. Alla fine opti per portare un po’ di tutto, sottraendo spazio alla tua valigia e ponendo le basi per una sempre più certa scomparsa dalle foto ricordo, perché avrai sempre la solita mise (sporca) per tutto il viaggio.

IL CIBO

A 18 anni → Mangi quando capita, a orari sballati, senza stare troppo a pensare a cosa ingurgiti tanto digerisci anche i sassi.

A 28 anni → Prima di partire ti informi sulle specialità del posto, segni i ristoranti migliori e prenoti con largo anticipo per non rimanere digiuno. Ogni pasto è fondamentale, soprattutto per motivi culturali, sia chiaro. Assaggi tutto perché devi tornare a casa sazio di esperienze. Probabilmente ti becchi la maledizione di Montezuma dopo aver mangiato street food da un banchetto in cui il cambio dell’olio è meno frequente che nella tua macchina.

Con una figlia → Porti da casa riserve di cibo per un reggimento, scegli posti dove si possa scaldare il biberon, possibilmente anche con angolo cottura per non far rimanere tua figlia senza la pomarola di mamma per più di due giorni. Il ristorante la sera è un incubo perché 99 su 100 non ha un seggiolone e tua figlia in braccio a te è indemoniata e lancia coltelli ai tavoli accanto.

LE FOTO

A 18 anni → Foto? Boh, se capita ne scatto un paio col cellulare. Compro una usa e getta col rullino e scatto a caso per divertimento. Vado a prendere le foto stampate dal fotografo: 1 decente, 23 mosse.

A 28 anni → Hai una reflex con un kit di obiettivi da fare invidia a Cartier Bresson. Ogni tre passi uno scatto, torni a casa con 36 giga di foto da selezionare, editare, stampare per il soggiorno, pubblicare su Facebook. Prediligi i paesaggi, ma in alcune foto ci sei anche te: quando ti guardi ti vedi brutta e obesa, ma riguardandoti a distanza di due anni pensi che eri proprio figa e libera e felice come una farfalla.

Con una figlia → La percentuale è: 29% foto dei paesaggi, 70% foto della bimba in tutte le pose ed espressioni possibili, 1% ci sei te, ma non dormi da un anno, hai i vestiti sporchi di rigurgito e le occhiaie grosse come le borse dell’Esselunga. Ti fai scattare una foto giusto per dire “c’ero anche io, c’ho le prove”.

FILOSOFIA DEL VIAGGIO

A 18 anni → Filosofia è solo una materia scolastica. Il viaggio è improvvisazione. Per tutto il resto sticazzi.

A 28 anni → Non si parte senza una lista delle 10 cose da fare in ogni località visitata, l’obiettivo è spuntarle tutte pena la non riuscita del viaggio. Il giro è pianificato nei minimi dettagli e anche quando si fa credere che tutto sia lasciato al caso non è così, ci sono dietro mesi di letture e studio che nemmeno per la maturità hai studiato così tanto. Cerchi il più possibile di entrare in contatto con le comunità locali, di vivere like a local e di essere quanto più eco-sostenibile (però col volo aereo hai inquinato come una petroliera spiaggiata). Visiti tutti i musei, la Lonely Planet è la tua Bibbia e se consiglia un posto da vedere va visto, non c’è ragione che tenga.

Con una figlia → Provi a fare finta che non sia cambiato nulla dai tuoi viaggi dei 28 anni, ti illudi di riuscire a fare tutto ma ti scontri con la dura realtà: i pisolini, la cacca e le bizze hanno priorità assoluta. Arrivi a sera stremato e non hai nemmeno spuntato la metà della lista delle cose da vedere. Familiarizzi con la frustrazione, ma piano piano ti abbandoni al semplice, rassicurante sticazzi dei tuoi 18 anni: vuoi vedere che l’essere genitore ti ha fatto diventare anche un po’ filosofo?!

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6 Comments

  • Reply Francesco maggio 11, 2017 at 10:17 am

    Che bello! Letto tutto a cannone! Devo trattenermi dalla voglia di copiarti l’idea 😀
    Comunque a 18 e 28 trovo un po’ di differenze invece con una figlia e ora due è tutto preciso spiccicato. Da Settembre la Sofia pagherà come un adulto i voli, ho già visto alcune tratte e ora capisco perchè anche i family travel blogger viaggiano sempre in auto o in Europa!!

    Alla prossima!

    • Reply Mercoledì maggio 11, 2017 at 10:33 am

      Grazie Francesco! Copia copia, che nessuno ha inventato nulla, sarei curiosa di leggere il tuo post! Online si trovano diverse liste sulla differenza tra i 20 e i 30 anni, c’è da divertirsi!
      Mi consolo pensando che la parte con figlia annessa la senti anche tua, ogni volta che si avvicina la partenza è un mix tra salto nel vuoto e ostinata voglia di viaggiare!
      Quanto ai prezzi capisco eccome… ci doteremo di una macchina grande!

  • Reply Paola maggio 11, 2017 at 9:11 pm

    Ciao Serena! Bellissimo post, mi sono rivista esattamente in quello che racconti! Quanto siamo cambiate eh! Preparare la mia valigia ad esempio é ormai un di piú. Prima di tutto preparo quella di mio figlio dove ci infilo di tutto per tutte le occasioni e per fortuna…è un maschio! 🤣🤣

    • Reply Mercoledì maggio 12, 2017 at 8:10 am

      Ciao Paola,
      grazie! Mi fa piacere sapere che col tempo si impara a fare la valigia anche per i più piccoli!
      Prima di Anita ero diventata un ninja con la valigia, mi ci voleva poco a prepararla e sempre all’ultimo minuto, ma ora non si può più improvvisare!

  • Reply Michela maggio 12, 2017 at 8:57 am

    Ecco mi rispecchio molto, anche perchè tra pochi mesi avrò proprio 28 anni (ma al momento qualcosa da diciottenne resiste ancora…e l’arte della valigia ridotta mi accompagnava anche da ragazza)…però ecco…io non mi sento ancora pronta al viaggiare con un bambino…….e questo post me l’ha confermato 😛
    Ps. Ammiro voi supermamme viaggiatrici che ci riuscite…io a malapena so badare a me stessa!

    • Reply Mercoledì maggio 12, 2017 at 10:02 am

      Ciao Michela!
      Non preoccuparti, nessuno è veramente pronto a viaggiare con i figli, è solo che per sopravvivenza si fa di tutto! 😀
      I dubbi pre-partenza sono sempre tantissimi, ma la voglia di viaggiare prevale!
      Sulla valigia anche io in realtà dopo i primi clamorosi errori ho domato la voglia di portare tutto ed ero diventata anche abbastanza rapida, ma Anita mi ha rivoluzionato di nuovo!

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