Mamma freak

Racconto semiserio di come ho organizzato la prima festa di compleanno di mia figlia

settembre 16, 2017
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Da troppo tempo non aggiorno la rubrica mamma freak che avevo creato con tutti i migliori intenti poco prima della nascita di mia figlia, poi si sa come vanno le cose quando si diventa mamme multitasking: con una mano spingi avanti e indietro il passeggino, con l’altra mescoli il sugo col cucchiaio di legno, col piede destro spolveri e col sinistro rispondi a un’email urgentissima. Morale della favola: il tempo è sempre quello che è, tu non sei ancora la dea Kali con tutte quelle braccia e la stanchezza delle notti brave dell’ultimo anno e mezzo ha fatto il resto.

Vedrò oggi di rimediare con un post nato da una conversazione con una mamma beccata al parchetto la cui figlia farà a breve un anno. Estrapolando il succo della conversazione: lei sosteneva che per il primo compleanno di sua figlia non potevano mancare addobbi a tema scelti seguendo una board Pinterest con palette selezionata di colori, torta stratosferica con personaggi dei cartoni animati in 3D, regali di ogni genere e perché no, fuochi d’artificio. Totale dell’impresa: il mio stipendio di un mese più un rene. Se mi conoscete un po’, potete immaginare la mia faccia durante quella conversazione… ma torniamo a noi!

Qui vi racconto come ho fatto a organizzare il primo compleanno di mia figlia senza accendere un mutuo in banca e facendo una festa dignitosa, il tutto mediando tra il mio essere irrimediabilmente spartana e le pressioni dei familiari che buttavano là nelle conversazioni qualche dettaglio che non poteva assolutamente mancare.

Capitolo uno: siamo ragionevoli

Partiamo dal presupposto che nella lista di cose che contano per una bambina di un anno, la festa del suo primo compleanno sta subito dopo strappare tutti i fiori del balcone e aprire e chiudere ripetutamente i cassetti. A un anno quanto potrà mai importargliene di maghi, castelli gonfiabili, catering e dj set? Siamo ragionevoli: per la sua prima festa, avere intorno le persone a cui vuole bene è la cosa più importante, tutto il resto è noia. Quindi abbiamo fin da subito bandito robe hollywoodiane e abbiamo deciso che la parola d’ordine della festa fosse la moderazione pur senza rinunciare a niente. Così, l’unico acquisto a mio avviso sensato sono stati gli allegri e coloratissimi palloncini per le feste, perché si sa, tutti i bambini ne vanno pazzi, non costano una cifra e sono perfetti per creare la giusta atmosfera da festa. A tutto il resto si può trovare una soluzione più consona a una festa per un anno.

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Capitolo due: i punti fermi (ovvero toccatemi tutto ma non la torta fatta in casa)

Avete presente le immagini dei documentari in cui la leonessa ringhia fortissimo a chiunque si avvicini ai suoi cuccioli? Ecco, quella ero io prima del compleanno di mia figlia quando qualcuno provava a dirmi: “Perché la torta non la fai preparare in pasticceria?”. Siamo seri: io sono una schiappa in cucina, ma quando si tratta di dolci, potrei candidarmi a Bake Off Italia (ok, ora non esageriamo). Davvero: l’unica cosa che mi dà soddisfazione in cucina sono le torte. Potevo forse tirarmi indietro per la prima torta di compleanno di mia figlia? Opzione non contemplata, mi dispiace. Fu così che m’imbarcai nella folle impresa di preparare non una torta (roba da pivelli) ma ben due torte di compleanno per mia figlia (dignitosa sobrietà, dicevamo). Ho scelto, sempre in maniera molto democratica, un pan di spagna ripieno di crema e ricoperto di praline colorate e una crostata di fragole a forma di 1. Agevolo testimonianza fotografica per farvi capire che non racconto balle.

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Capitolo tre: location e inviti

Quando la nostra bimba ha compiuto un anno, venivamo da un periodo d’inviti ad altre feste di compleanno che ho sapientemente dribblato (mi dispiace, non riesco a mentire, io odio andare alle feste di compleanno degli altri bambini, forse perché ho fatto l’animatrice per anni e sono rimasta traumatizzata) ma di cui spesso ho visto foto su Facebook. Il tutto si può riassumere con “è una festa di compleanno per una bimba di un anno o il raduno annuale delle ragazze pompon”? Se c’era un altro punto fermo nell’organizzazione della festa di Anita era che non volevo strafare. Abbiamo così deciso di organizzare la festa di compleanno a casa con una cena in compagnia dei parenti più stretti. Gli inviti, quindi, nonostante ami tutto ciò che è cartoleria, si sono ridotti a qualche messaggio su Whatsapp e un urlo dalla finestra “È prontoooooo!” per i nonni che vivono al piano di sotto.

Capitolo quattro: i punti fermi del padre (ovvero il menù della festa deve fare invidia a Masterchef)

Siamo partiti con “teniamoci sul semplice, facciamo una cenetta in famiglia” per arrivare a “dai Tommi, devi vincere questa mistery box, inventa un piatto che stupisca anche Cracco!”. È inutile, la moderazione va a farsi benedire quando il mio compagno indossa il grembiule e si mette ai fornelli. Per lui una cena semplice è fatta almeno di due versioni di antipasti, primo, secondo e contorni, in pratica col cibo cucinato per la festa di nostra figlia avremmo sfamato un campionato di rugby.

Capitolo cinque: il regalo

Che cosa vuoi regalare a una bambina che compie un anno? Una bambola? Una bicicletta con le rotelle? Una casa di Barbie? Che domande, da buona famiglia globetrotter, noi le abbiamo regalato un viaggio! Infatti il giorno dopo siamo partiti per il Belgio, ve ne ho parlato qui.

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Capitolo sei: com’è andata la festa

Se guardo le foto della festa del primo compleanno di Anita, ancora mi commuovo: lei aveva un sorriso smagliante, proprio quello che si addice a una festeggiata, e il bello è che sembrava proprio aver capito che stavamo festeggiando lei, che eravamo tutti lì riuniti per brindare alla sua gioia (e anche un pochino ai nostri primi 365 giorni da genitori, dai). La festa è andata benissimo, abbiamo mangiato bene, ci siamo divertiti, mia sorella mi ha fatto la sorpresa di raggiungerci nonostante viva lontana da noi, Anita si è scatenata e non voleva più mollare i regali che le avevano fatto. Ho avuto palloncini in giro per casa per settimane e a cose fatte ammetto che ne è proprio valsa la pena… quasi quasi mi metto a organizzare la festa per l’anno e mezzo di Anita!

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