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Trinidad, la colorata città coloniale di Cuba in cui il tempo si è fermato

ottobre 25, 2017

Trinidad, Cuba

Quando immaginavo Cuba prima di partire, il mio pensiero andava subito ad alcuni scatti che avevo visto di Trinidad, la colorata città coloniale in cui il tempo si è fermato alla seconda metà del 1800, con quei palazzi affrescati e le strade acciottolate su cui arrancano carretti trainati da buoi stanchi. Durante il viaggio a Cuba, in realtà, mi sono innamorata de L’Avana, ma questa è un’altra storia e non significa che i giorni passati a Trinidad e dintorni non siano stati degni di essere vissuti. In questo post voglio raccontarvi cosa c’è da fare e vedere a Trinidad e dintorni e trasmettervi un po’ dell’atmosfera magica di questo luogo.

Da quando l’UNESCO l’ha annoverata tra i Patrimoni dell’Umanità nel 1988, Trinidad è diventata negli anni una delle mete più gettonate di un viaggio a Cuba. Nonostante la mole di turisti americani in ciabatte, però, la cittadina ha saputo mantenere intatto lo spirito di un tempo, rimanendo un luogo grazioso in cui passare piacevoli giornate e nottate a suon di musica e bevande di varie gradazioni alcoliche.

Fondata dagli spagnoli nel sedicesimo secolo, Trinidad deve la sua prosperità alla canna da zucchero, al tabacco, all’allevamento di bestiame e al duro lavoro degli schiavi africani. Oltre al centro storico perfettamente conservato, vi consiglio di accordarvi con un taxi e farvi portare a visitare i dintorni di Trinidad, ossia la Valle de los Ingenios grazie alla quale la città ha prosperato: merita davvero, non ve ne pentirete (ve lo racconto sotto).

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Trinidad: cosa vedere e fare in città

Siamo arrivati a Trinidad all’inizio di gennaio, quando la città si stava preparando per la Semana de la Cultura Trinidaria, l’anniversario della città festeggiato con musica e teatro su palchi montati nelle varie piazze. Di quest’atmosfera particolare, ricordo la musica sparata a tutto volume e la premura con la quale i più anziani tra i cubani presenti mi avvertissero di coprire la bimba che faceva freddo (c’erano circa 25 gradi e noi venivamo dal freddo inverno europeo).

Semana de la Cultura Trinidaria a parte, Trinidad è un posto piacevole dove passare almeno un paio di notti, anche tre se l’itinerario di viaggio ve lo concede (qui trovi il nostro itinerario di 12 giorni). A Trinidad tutte le strade portano a Plaza Mayor, in una posizione rialzata rispetto alle vie piene di negozi di souvenir e ristoranti con menù turistici che convergono qui. In Plaza Mayor, nel cuore del centro storico, si trova la chiesa parrocchiale della Santissima Trinità (che però abbiamo trovato chiusa) e vi consiglio di non perdervi per niente al mondo il Museo Historico Municipal poco più in basso, non tanto per il museo in sé, quanto per la strepitosa vista sulla città che si gode dall’alto. I gradini per arrivare sulla sommità sono ripidi e claustrofobici, ma il panorama ricompensa di tanto sforzo (con la bimba in braccio poi vi lascio immaginare la fatica!).

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Una cosa veramente particolare che ho visto a Trinidad è la Casa Templo de Santería Yemayá, una casa museo nel quale si pratica la santeria, ossia la religione di origine africana praticata a Cuba. L’ingresso è presidiato da un’inquietante bambola dalla pelle nera vestita di bianco, mentre il patio interno presenta un giardino con offerte e altarini in cui si aggirano strane, grasse presenze. Non ci ho capito molto (o meglio, il negozio di vestiti cuciti a mano e souvenir in una stanza adiacente agli altari mi ha fatto capire la vera natura di questa casa museo) ma è un posto curioso in cui vale la pena affacciarsi.

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Il punto nevralgico di Trinidad è la Casa de la Musica, un posto che vale il viaggio. Si tratta di un bar all’aperto a fianco della chiesa principale dove si può ascoltare musica dal vivo a quasi ogni ora della notte e del giorno. In pratica la scalinata di Plaza Mayor è diventata il posto di incontro tra cubani e turisti seduti ai tavolini sparpagliati qua e là, sempre con un po’ di salsa in sottofondo. Sedetevi comodamente, ordinate da bere, magari accendetevi un sigaro cubano e godetevi il meritato relax… siete a Cuba!

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Vi dico una cosa abbastanza scontata ma che è bene ricordare: oltre a questi posti da vedere assolutamente segnati in ogni guida, il bello di Trinidad sta nelle vie secondarie dove non si spinge quasi nessuno. È in una di queste strade meno battute che abbiamo trovato una bettola per cenare con i prezzi in CUC scritti a pennarello su un cartone di recupero: state alla larga dai posti con la fila sul marciapiede e buttatevi in uno di questi locali frequentati solo da cubani: la felicità in questi posti è a basso prezzo!

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Trinidad: cosa vedere nei dintorni

Playa Ancón

Playa Ancón è considerata una delle spiagge più belle di questa parte di Cuba. A me personalmente è piaciuta ma l’ho trovata diversa dall’immagine stereotipata che avevo in mente di palme e sabbia bianca. Vuoi per il vento che non ha cessato un attimo di soffiare impetuoso, vuoi per i resort costruiti proprio sulla spiaggia, mi aspettavo qualcosina di meglio, ma ne è valsa comunque la pena.

In molti suggeriscono di raggiungere Playa Ancón in bicicletta, ma io mi sento di consigliarvi la nostra soluzione in taxi: con 8CUC vi risparmiate una bella sfacchinata controvento. Anita si è divertita molto a giocare con le foglie delle piante che crescono sulla spiaggia e sotto le quali è perfetto accamparsi con gli asciugamani per non ustionarsi. Ci sono anche dei lettini a disposizione a pochi CUC al giorno.

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Valle de Los Ingenios

Trinidad è stata una delle città più ricche di Cuba grazie all’enorme produzione di zucchero nella vicina Valle de los Ingenios (Valle degli zuccherifici, anch’essa Patrimonio dell’Umanità UNESCO), dove ancora oggi si possono osservare i ruderi dei vecchi magazzini e impianti di lavorazione, nonché delle case padronali.

La regione pianeggiante all’ombra della Sierra de Escambray ospitava una cinquantina di stabilimenti in cui si lavorava la canna da zucchero e ancora oggi è possibile visitarne alcuni con visite guidate. Pensare che da qui siano transitati circa 30.000 schiavi per lavorare nei campi e negli zuccherifici dà da pensare: la ricchezza di pochi è spesso frutto dello sfruttamento di molti.

Noi ci siamo accordati con un tassista a Trinidad e con 30CUC in totale ci ha accompagnato a visitate un vecchio luogo di produzione dello zucchero e poi fino al paesino di Manaca Iznaga, dove si trovano i resti della principale piantagione della zona, dove una torre alta 44 metri ricorda che gli schiavi erano controllati a vista. Tutto intorno alla torre ci sono dei banchetti di prodotti di artigianato locale molto più economici che nel centro di Trinidad: noi abbiamo fatto affari qui (tra cui un vestitino ricamato per Anita a soli 4CUC).

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Trinidad: informazioni pratiche

Siamo arrivati a Trinidad dopo un paio di giorni a Cienfuegos e l’abbiamo raggiunta con un taxi privato che ci è costato 60CUC che è moltissimo, ma non abbiamo trovato di meglio per portare in sicurezza la bimba sul seggiolino. Ci sono anche i bus Viazul che percorrono la stessa tratta a molto meno e anche taxi collettivi che però erano tutti pieni nel nostro caso.

A Trinidad avevamo prenotato in una casa particular gestita da due ragazze e consigliatami da una ragazza che conosco ma, nonostante la prenotazione andata a buon fine, una volta arrivati lì c’è stato un cambiamento di programma. Succede spesso a Cuba, quindi non arrabbiatevi o angosciatevi, stampatevi un bel sorriso in fronte e rilassatevi: a Cuba si trova sempre una soluzione!

[Qui trovi il post con tutte le nostre casas particulares a Cuba]

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Noi siamo stati dirottati verso la casa dei genitori di un amico di queste ragazze (tipica roba cubana quella di affidarsi ad amici e parenti) facendoci pagare la stessa cifra per un appartamento molto più spazioso. Inutile dire che ci hanno trattato veramente come principi: colazioni super abbondanti, asciugamani puliti, addirittura una pappa per Anita in fase di svezzamento: mi sento di consigliarvi la casa del signor Lázaro e sua moglie Mirella, potete contattarli a questo indirizzo email (risponde il figlio).

Un ultimo appunto su Trinidad: tutte le guide, sia cartacee sia online, si danno un gran daffare nel mettere il viaggiatore in guardia sui raggiri dei jineteiros, cioè degli scansafatiche in cerca di affari loschi ai danni dei turisti. Sinceramente trovo esagerato quest’allarmismo, ma evidentemente siamo stati molto fortunati noi a non essere mai importunati. Occhi aperti, d’accordo, ma godetevi anche il viaggio.

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2 Comments

  • Reply Raffaella ottobre 26, 2017 at 9:31 am

    Sono stata a Cuba 15 giorni, e ancora ho il sorriso a parlare e scrivere di tutto ciò che mi ha emozionato di questa isola. Trinidad e’ sicuramente una delle tappe imperdibili es emozionanti. Ho girato la campagna a cavallo, fino alle cascate: un’ emozione unica

    • Reply Mercoledì ottobre 26, 2017 at 9:42 am

      È l’effetto Cuba e lo leggo negli occhi della maggior parte delle persone che ci sono state!
      La campagna a cavallo deve essere stato qualcosa di stupendo… ho voglia di tornare!
      Grazie per il commento Raffaella!

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