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Viaggio in Giappone: itinerario di 15 giorni e informazioni generali da sapere prima di partire

febbraio 16, 2018
kinkaku-ji

È passato un mese dal mio primo viaggio in Giappone e devo ammettere che non passa un momento senza che ripensi a quei 15 giorni di stupore e gioia. Sento di avere un sacco di cose da raccontare, ragionamenti che sono scaturiti in viaggio e dubbi che rimangono nel tempo, ma per prima cosa ho deciso di raccogliere tutte le informazioni utili in questo post pratico in modo da aiutarvi a organizzare il vostro viaggio.

Questo vuole anche essere un post di ringraziamenti per tutte quelle persone che mi hanno dato una mano a organizzare il viaggio, per cui ci trovate anche tanti link utili di cui fare tesoro. Spero che questo post, insieme a quello specifico sul viaggiare in Giappone con una bimba piccola, aiuti molte persone a organizzare un viaggio senza ansie, perché vorrei che questo blog diventasse sempre più un appoggio sicuro per viaggiare anche con i più piccoli. Avete i commenti a disposizione: per ogni dubbio sono qui per rispondervi!

Ecco il mio itinerario di 15 giorni e le informazioni generali da sapere prima di partire.

tokyo-notte

Informazioni generali sul viaggio

Giorni di viaggio: 15 (dal 31 dicembre 2017 al 14 gennaio 2018).

Posti visti: Tokyo (5 notti + 2 notti al rientro), Kamakura (gita in giornata da Tokyo), Hiroshima (2 notti), Isola di Miyajima (in giornata da Hiroshima), Kyoto (5 notti), Nara (in giornata da Kyoto).

Persone: Tre: io, il mio compagno, la nostra bimba di 20 mesi.

Mezzi utilizzati:

  • volo intercontinentale da Firenze a Tokyo con scalo a Monaco (Air Dolomiti + ANA All Nippon Airlines)
  • monorail + metro dall’aeroporto all’alloggio a Tokyo (con ritiro del Japan Rail Pass in aeroporto)
  • treni della Yamanote Line + qualche metro a Tokyo
  • treno shinkansen da Tokyo a Hiroshima
  • tram dalla stazione di Hiroshima all’alloggio
  • tram + barca per l’Isola di Miyajima
  • treno shinkansen da Hiroshima a Kyoto
  • bus + qualche taxi per girare a Kyoto
  • treno shinkansen da Kyoto a Tokyo
  • volo intercontinentale da Tokyo a Firenze con scalo a Monaco (Lufthansa + Air Dolomiti)

Cosa sapere prima di partire

Visto e passaporto

Per visitare il Giappone serve un passaporto con validità residua di almeno 3 mesi (ne serve uno anche per i minori in cui siano scritti i nomi dei genitori). Se la permanenza non supera i 90 giorni, non bisogna richiedere un visto d’ingresso ma tutta la procedura si fa in aeroporto. Da qualche anno è stata introdotta una nuova legge che regola la procedura d’ingresso in Giappone che prevede la registrazione delle impronte digitali degli indici di entrambe le mani e una fotografia del volto scattata in loco (solo noi adulti).

Fuso Orario

L’orario giapponese è avanti di 8 ore rispetto all’Italia. Durante il periodo di ora legale la differenza è di 7 ore. Il Giappone non adotta l’ora legale. Se mi chiedete se l’abbiamo accusato, vi rispondo che sì, stavolta il fuso l’ho proprio sentito! Molto meno la piccola, che in un paio di giorni si è rimessa in sesto.

tokyo

Moneta

La moneta in uso è lo yen e al momento in cui scrivo il cambio è 1€= 137 JPY. Sono in circolazione banconote da 1.000, 2.000, 10.000 Yen e monete da 1, 5, 10, 50, 100, 500 Yen (vi sembrerà sempre di avere in mano un sacco di soldi). In Giappone sono accettate le principali carte di credito, ma contattate la banca prima di partire. Per prelevare vi consiglio di andare al 7Eleven, è una garanzia, mentre in altri posti non sono riuscita a prelevare. Noi avevamo anche ordinato degli yen in Italia per partire con alcune banconote (circa 500€).

Costi

In Italia è diffusa la convinzione che il Giappone sia una meta proibitiva, ma fortunatamente non è così! Per questo viaggio, così come per tutti i viaggi intercontinentali, incide molto il prezzo del volo, che noi abbiamo trovato a un prezzo incredibile grazie a un’offerta segnalata da Pirati in Viaggio (volo a/r di 390€ a testa).

Altri due costi alti per noi sono stati l’hotel a Tokyo a cavallo di Capodanno (120€ a notte per un buco di stanza) e il Japan Rail Pass a 350€ l’uno per due settimane (i bambini pagano a partire da 7 anni, prima viaggiano gratuitamente). Per il resto i costi sono contenuti, si può dormire con 20€ a notte a testa con bagno condiviso e mangiare con pochi euro (un ramen, per esempio costa circa 7€).

Japan Rail Pass

A proposito di Japan Rail Pass (so che volevate farmi questa domanda, ve lo leggo negli occhi!), noi lo abbiamo acquistato dall’Italia e ci è arrivato in meno di una settimana lavorativa. Lo abbiamo preso da questo sito Japan Rail Pass su consiglio di un post di Patrick, al quale vi rimando per tutte le questioni legate al pass dei treni (e non solo)!

mezzi-di-trasporto

Vaccinazioni e Assistenza Sanitaria

Non ci sono vaccinazioni obbligatorie da effettuare, ma come per ogni viaggio intercontinentale consiglio caldamente di stipulare un’assicurazione sanitaria che copra le spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario.

Internet e telefono

Molte persone che si recano in Giappone ordinano una SIM dati da farsi recapitare in loco, mentre noi per questo viaggio abbiamo deciso di noleggiare online un piccolo modem portatile. Questo perché avevamo sempre due dispositivi attaccati, fondamentali in Giappone soprattutto per avere Google Maps a disposizione (e a volte non basta neanche quello per orientarsi!).

Noi lo abbiamo ordinato prima di partire su questo sito e lo abbiamo ritirato presso l’hotel a Tokyo, dove avevamo chiesto fosse spedito. La batteria dura abbastanza ma la sera andava sempre ricaricato, a volte lo attaccavamo anche a una power bank che ci portiamo sempre in viaggio. Finito il viaggio, basta infilare il modem nella busta che trovi nella scatola del kit e imbucarlo in una cassetta delle lettere (noi lo abbiamo fatto in aeroporto così abbiamo sfruttato fino all’ultimo la connessione). Il wifi in giro c’è ma non dovunque, quindi per me questa rimane la soluzione migliore, perfetta anche per chiamate via Whatsapp in Italia.

La lingua è un ostacolo?

Sinceramente ero molto prevenuta su questo aspetto, ma devo dire che anche senza parlare una parola di giapponese in qualche modo si riesce a capirsi. L’inglese non è parlato così bene, a volte per niente, ma i gesti e la gentilezza aiutano tanto! Spesso mi sono ritrovata a sostenere conversazioni io in italiano o inglese e l’interlocutore in giapponese, ma con un profluvio di sorrisi si risolve tutto!

Per quanto riguarda le indicazioni, invece, sui mezzi c’è sempre la traduzione in inglese, quindi perdersi è più difficile, ma non impossibile! In 15 giorni ci è capitato di sbagliare bus, fermate, vie, ma con Google Maps di solito si risolve. Altre volte, invece, anche Maps dà le indicazioni in giapponese… e lì sono cavoli amari! I menù spessissimo sono tradotti, altrimenti hanno le foto del cibo.

cibo

Cose da non fare in Giappone

Il Giappone ha una cultura molto diversa dalla nostra, per cui è bene sapere alcune cose prima di partire per non fare delle figuracce o, peggio, prendere delle multe (in realtà non so se facciano multe, però come dice la Pina nel suo I <3 Tokyo, comportatevi bene!). Innanzi tutto siate educati, so che può sembrare una raccomandazione superflua ma in Giappone non ci sono schiamazzi o gente che fa rumore in strada: non facciamoci riconoscere subito!

In Giappone non si fuma in strada, ma ci sono apposite aree fumatori in cui è concesso: sembrano dei piccoli bunker per tabagisti… ben vi sta, così magari fumate meno! In Giappone incrociano le braccia a x per dirvi di no, e toccano insieme i due indici per chiedere il conto. Ci sono pochissimi cestini della spazzatura, ma in terra ci si potrebbe mangiare tanto è pulito: portatevi le cose da buttare nello zaino finché non trovate un cestino (potrebbe accadere che vi portiate la spazzatura fino in hotel).

In Giappone si fanno code per ogni cosa, però in maniera elegante e ordinata. Nei templi si entra senza scarpe, così come in casa (anche nelle sistemazioni per dormire ci si tolgono). Non si parla al cellulare sui bus e sulla metro (importare questa bella abitudine in Italia no eh?).

Guida

Per questo viaggio avevo due guide: “Due settimane in Giappone” di Patrick Colgan e Letizia Gamberini edita da ViaggiAutori e la classica Lonely Planet. Mentre ho trovato la seconda un po’ pesante e non sempre precisa (però ne faccio collezione, quindi la prendo prima di ogni viaggio), sulla prima mi sento di consigliarvela spassionatamente per la praticità nel portarsela in giro ma anche per la pianificazione del viaggio. Inoltre, cosa non da poco, conosco gli autori e gli editori, quindi è proprio da mano sul fuoco!

Blog da leggere

Inoltre, non c’è viaggio che si rispetti senza che abbia letto tonnellate di blog post sulla meta.
Sul Giappone mi sono preparata con le letture di:

  • Orizzonti di Patrick (una garanzia, è stato 9 volte in Giappone… finora!)
  • Persorsi di Letizia (in particolare avevo letto con attenzione il post sul Giappone coi bambini)
  • Viachesiva di Irene (fucina di consigli e sempre piacevolissima da leggere)
  • Trip or Treat di Cabiria (la leggo sempre, figuriamoci se non leggevo il suo Giappone)
  • In ogni viaggio di Cristina (è un’amica quindi mi fido a prescindere, fa foto super e ama il Giappone)
  • Scusate io vado di Paola (non avete mai letto Paola? Correte subito sul suo blog, io non mi perdo un post!)
  • Warm Cheap Trips di Michela (vive a Tokyo, più informata di lei non ce n’è! Ci siamo anche incontrate per una cena di ottimo sushi)
  • La bussola e il diario di Claudia (appassionata di Giappone, ho trovato post molto utili per l’organizzazione)
  • Martinaway di Martina (fa delle foto stupende e scrive in maniera molto piacevole)

odaiba

Alloggio

Ci sono moltissimi tipi di sistemazioni in Giappone: dagli hotel delle grandi catene ai business hotel, dai ryokan ossia gli alloggi tradizionali ai capsule hotel, dagli appartamenti al dormire in una libreria… c’è veramente di tutto a vari prezzi. Quando prenotate, occhio a queste cose:

  • molte sistemazioni hanno il bagno condiviso al piano
  • i prezzi non includono quasi mai la colazione (noi la compravamo la sera prima al 7Eleven o al FamilyMart, entrambe catene di supermercati aperti anche la notte, e usavamo il bollitore e il caffè/tè presente in ogni camera per scaldare le bevande)
  • molte sistemazioni hanno i letti alla francese, cioè più piccoli rispetto al nostro standard, quasi come una piazza e mezzo per noi.
  • Quasi ovunque lo spazio è poco, quindi aspettatevi stanze minuscole, e quando dico minuscole intendo veramente lillipuzziane!
  • Il consiglio più importante che mi sento di darvi è questo: in qualunque città andiate, in qualunque quartiere decidiate di pernottare, qualunque sia il vostro budget, fate attenzione che la sistemazione sia vicina ai mezzi di trasporto (fermata del bus, della metro, stazione).

Queste le nostre sistemazioni durante il viaggio, per le quali devo dire un grazie speciale a Paola e Gianni di Viaggi di Nozze Low Cost per averci aiutato nelle scelte:

  • Tokyo: APA Hotel TKP Nippori Ekimae → posizione ottima nel quartiere di Nippori (fermata della linea Yamanote Nippori). La stanza era in pratica un buco ma dotata di ogni comfort (meno lo spazio). La colazione non era inclusa, il prezzo alto per via del periodo. Il personale non è molto sveglio, diciamo così!
  • Hiroshima: World Friendship Center → questo posto ha valore per quel che è più che per la camera, anche se noi abbiamo dormito benissimo sui letti sistemati in terra. Il bagno in comune non è stato un problema perché eravamo gli unici ospiti, altrimenti sono quattro stanze con un bagno e una doccia. Leggetevi la storia del posto sul sito e grazie a Cabiria per il suggerimento.
  • Kyoto: Parkside Umekoji – Guest House → sistemazione in appartamento molto carino e spazioso per gli standard giapponesi. C’era anche la lavatrice e il piano cottura (ma le stoviglie e le pentole le devi noleggiare a parte). La zona è a 20 minuti a piedi dalla stazione centrale, forse non comodissimo, col senno di poi per uscire la sera senza fatica avrei prenotato in zona Gion. I prezzi erano ottimi e il personale gentile.
  • Tokyo: Kimi Ryokan → una tipica sistemazione giapponese con tatami e bagno in comune. C’è una stanza in comune con frigo e cucina, un tipico bagno giapponese in legno con acqua bollente e una yukata a testa in ogni stanza. Mi è piaciuto molto anche se la zona – Ikebukuro – non è tra le mie prime scelte a Tokyo.

Mappa

Il viaggio con tutte le tappe giorno per giorno

1° giorno: volo Firenze – Monaco – Tokyo

Abbiamo volato con Air Dolomiti nella tratta da Firenze a Monaco e con ANA (All Nippon Airlines) fino a Tokyo Haneda (c’è anche un altro aeroporto, Narita). Il volo è andato bene nonostante la lunghezza (12 ore) e siamo riusciti a riposare un po’. Abbiamo avuto un baby meal per Anita e dei giochini della compagnia aerea, con cui ci siamo trovati molto bene. All’arrivo a Tokyo abbiamo ritirato i nostri Japan Rail Pass all’aeroporto subito fuori dagli arrivi e ci siamo sistemati in hotel non senza qualche difficoltà, perché dicevano che le nostre carte italiane non funzionavano, quando in realtà avevano un problema loro col POS. Per questo vi consiglio di portarvi degli yen da casa in modo da essere coperti. Dopo una cena abbastanza spartana in un locale a caso vicino all’hotel, ancora rimbambiti dal viaggio abbiamo fatto la nostra prima visita al quartiere di Asakusa, dove nella notte di Capodanno i fedeli shintoisti si recano al tempio Senso-ji per la preghiera.

Leggi il post dedicato a Tokyo

2° giorno: TOKYO

Tutte le nostre mattinate cominciavano con una colazione nella minuscola stanza d’hotel e con gli spostamenti con i mezzi che vanno sempre considerati nelle tempistiche. Se avete attivato il Japan Rail Pass, la linea Yamanote a Tokyo è inclusa, quindi molti spostamenti sono inclusi già nel biglietto. Siamo partiti con una visita al Ueno Park ma senza entrare nei musei perché nei giorni di festa (per noi era il 1° gennaio) sono chiusi, ci siamo dedicati quindi ai suoi templi, sia gratuiti come il Bentendo, sia a pagamento, tra cui il santuario Ueno Toshogu.

Per pranzo ci siamo spostati nel quartiere di Akihabara, dove abbiamo avuto l’impatto col Giappone un po’ folle dell’elettronica e dei manga. Devo ammettere che è stato subito amore a prima vista, non che io ami l’elettronica o i personaggi dei fumetti e le action figure di cui sono pieni i negozi qui, ma perché forse era l’immagine del Giappone che avevo in mente. O forse è stato merito del primo vero ramen che ci siamo sbafati in un piccolo locale defilato!

Dopo pranzo siamo andati nel quartiere centrale di Chiyoda, vicino alla stazione di Tokyo per visitare (da fuori, perché non si può entrare) il palazzo imperiale tra ponti e fossati. Qui mi ha fatto molto impressione il contrasto tra il vecchio e il nuovo, qualcosa che mi aspettavo dal Giappone e che si è rivelato reale. Abbiamo concluso la serata con una cena di sushi in compagnia di Michela e Roberto di Warm Cheap Trips e una visita serale a Shinjuku, il quartiere delle luci al neon e molto altro, ma non ci siamo fermati moltissimo per vedere tutto.

Leggi il post dedicato a Tokyo

shinjuku

3° giorno: TOKYO

Altra giornata a Tokyo, altri quartieri da visitare. Siamo partiti da Omotesando, il grande viale che conduce al tempio Meiji-Jinku, dove si trovano boutique di lusso e negozi alla moda. Entrare nel giardino del Meiji-Jinku nei giorni d’inizio anno è stata un’esperienza surreale: credo che la metà della popolazione di Tokyo si trovasse lì! Le file per arrivare al tempio erano ordinate e scorrevoli, ma per fortuna col passeggino ci hanno fatto passare dalla corsia preferenziale! Qui bisogna venirci per tutto l’ambiente che circonda il tempo più che per il tempio stesso, con un grande bosco e i fedeli che acquistano doni e scrivono preghiere.

Ci siamo poi spostati nel quartiere di Shibuya per un pranzo al volo e soprattutto per conoscere Hachiko e vedere l’incrocio più trafficato del mondo. Aspettavo da anni di trovarmi lì e l’attesa è stata ripagata da un entusiasmo incontenibile anche da parte di Anita! Infine, ci siamo spostati alla Tokyo Tower per vedere la città dall’alto, prima con la luce poi al tramonto. Uno spettacolo indimenticabile (e uno dei posti più kitch del mondo, non so come altro definire una replica arancione della Tour Eiffel!).

Non ancora stanchi, siamo andati a cena nel quartiere di Shimokitazawa, quello che viene definito  il quartiere hipster di Tokyo.

Leggi il post dedicato a Tokyo

tokyo-tower

4° giorno: visita a KAMAKURA da Tokyo in giornata

Questa giornata l’abbiamo dedicata interamente alla visita in giornata a Kamakura, che però è partita un po’ a rilento e che si è conclusa con la metà della metà delle cose che volevamo vedere. Pazienza, ne è valsa comunque la pena, a Kamakura si respira un po’ di tranquillità a poco più di un’ora da Tokyo (ci si arriva agilmente col biglietto incluso nel Japan Rail Pass).

Dopo un pranzo molto giapponese in cui ho mangiato tutte cose di cui non saprei ridirvi il nome, ci siamo concentrati su due templi: il Kotoku-in e l’Hasedera. Il Kōtoku-in è un tempio buddista famoso per il Grande Buddha (Daibutsu), una statua monumentale in bronzo alta 13 metri, una delle più famose icone del Giappone. L’Hasedera devo ammettere di averlo scelto un po’ a caso, ma mai scelta si rivelò più azzeccata: qui, oltre a una pace fantastica, c’è un ambiente quanto mai curato e una statua di legno gigante di Kannon con dieci braccia. Dalla sommità c’è una bella vista sulla spiaggia di Kamakura.

kamakura

5° giorno: TOKYO

L’ultimo giorno a Tokyo (per ora, perché poi abbiamo dedicato alla città gli ultimi due giorni del viaggio) è cominciata con il mercato del pesce di Tsukiji e una colazione-pranzo a base del più buon sushi che abbia mai mangiato in vita mia. La scelta è impressionante e girare tra i vari stand di cibo è una festa (si trovano molte altre specialità oltre al pesce crudo).

Dopo pranzo ci siamo spostati a Odaiba, una grande isola artificiale nella baia di Tokyo. Qui si arriva con un treno sopraelevato automatizzato, sembra di essere catapultati nel futuro e invece è tutto reale! Non che Odaiba sia particolarmente bella, ma è sicuramente interessante nella sua follia: qui infatti si trova una replica della Statua della Libertà e una statua gigante di Gundam!

Infine, ci siamo spostati nel quartiere di Yanaka, vicino alla stazione di Nippori, che è un vecchio quartiere molto diverso da tutto il resto della città. Su Yanaka Ginza ci sono dei negozietti interessanti e si cammina tra case basse, piccole oasi religiose con templi e cimiteri e silenzio surreale.

tsukiji-market

Leggi il post dedicato a Tokyo

6° giorno: trasferimento da Tokyo a HIROSHIMA col treno Shinkansen

Il primo Shinkansen della vita non si scorda mai! Siamo arrivati in stazione con largo anticipo e vi consiglio di farlo per due motivi: innanzi tutto per avere il tempo di scegliere un bento da consumare in treno, ossia un pasto preconfezionato con massima cura e precisione dentro scatoline incartate come fossero regali. Si comprano prima di arrivare ai binari nei tanti banchetti presenti e si può scegliere tra un’infinità di gusti.

Poi se arrivate presto e la stazione di partenza è anche quella da cui inizia il viaggio il treno vedrete all’opera gli addetti alle pulizie, che detto così può sembrare una cosa senza senso, ma io non ho mai visto tanta cura e operosità in tre minuti netti di pulizia del treno. Il viaggio da Tokyo a Hiroshima dura circa cinque ore, partono moltissimi treni al giorno per cui si può scegliere l’orario più congeniale e, se non si riesce a prenotare in anticipo, ci si può sedere nelle carrozze riservate ai posti non prenotate (pensano proprio a tutto questi giapponesi). Una volta arrivati a Hiroshima abbiamo preso il tram e siamo andati a sistrmarci nel nostro alloggio, per poi cenare in città col piatto tipico di quella zona, l’Okonomiyaki.

hiroshima

7° giorno: HIROSHIMA e ISOLA DI MIYAJIMA

Questa mattinata è stata interamente dedicata alla storia di Hiroshima, prima con un incontro organizzato dal World Friendship Center (dove abbiamo dormito) con un sopravvissuto alla bomba atomica (Li chiamano hibakusha), poi con la visita al Museo memoriale della pace e al Parco della Pace. Credo di aver ancora bisogno di ripensare con calma a tutta la storia, è un posto in cui non si può rimanere indifferenti ma ancora non saprei ben descrivere cosa si prova.

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato all’isola di Miyajima, un vero spettacolo della natura e dell’uomo che si è integrato con le sue costruzioni senza rovinare, anzi valorizzando il posto. Per chi non avesse presente, è quel posto col famoso tori galleggiante che si vede in tutti i depliant del Giappone. Mi dispiace solo di aver passato troppo poco tempo qui, perché sarebbe davvero speciale poterci dormire e vivere il posto senza la calca di turisti che vi si riversano durante il giorno. Qui si fanno incontri ravvicinati coi cervi, si assaggia un ottimo street food e si ammira il santuario di Itsukushima. Per arrivare sull’isola si può prendere un treno o un tram fino all’imbarco e poi il traghetto, tutto compreso nel JRP.

Leggi il post dedicato all’Isola di Miyajima

miyajima

8° giorno: trasferimento da Hiroshima a KYOTO col treno Shinkansen

Altro trasferimento, altro treno veloce: stavolta la nostra direzione è Kyoto e per arrivare si impiegano tre ore scarse. Tra sistemarci in appartamento e capire come funzionano i trasporti in città questa giornata è andata un po’ persa, ce l’abbiamo fatta a visitare solo il castello Nino-jo (pescando a caso tra le mille proposte della città) e a cenare in stazione. Detto così può sembrare strano, ma sappiate che alla futuristica stazione di Kyoto ci sono ristoranti di ogni sorta e il 10° piano è tutto dedicato al ramen! All’11° piano c’è una food court con scelte di ogni genere.

ninen-zaka

9° giorno: KYOTO

Kyoto è molto più grande di quanto immaginassi, se non si va in bicicletta i mezzi non sono proprio agili: la metro copre poche zone e i bus sono lenti e non semplici da prendere anche con Google Maps. Per questo l’ideale è scegliere una zona da visitare e concentrarsi su quella. Noi per il primo giorno pieno a Kyoto ci siamo dedicati alla zona di Higashiyama Sud, cominciando dal famoso tempio Kiyomizu-dera. Purtroppo la giornata era pessima, con pioggia battente che non ha smesso un attimo di cadere, quindi non abbiamo potuto apprezzare appieno questo tempio veramente stupendo e con una vista indimenticabile sulla città.

Dopo il tempio ci siamo scaldati con un pasto caldo e ci incamminati per le vie Ninen-zaka e Sannen-zaka, due vie antiche con negozi in legno deliziosi e fuori dal tempo. Con un ultimo sforzo e bagnati come pulcini ci siamo infilati con poca convinzione nel tempio Shoren-in… fortuna che abbiamo tenuto duro! Il tempio ha un giardino stupendo, forse il più bello mai visto e immerso in un silenzio surreale (finché non siamo entrati noi con Anita!). Con le ultime energie dopo una doccia calda ci siamo concessi una cena a base di sushi a Pontocho ed è qui dopo cena che ho visto le prime maiko della mia vita!

kiyomizudera

10° giorno: KYOTO

Altra giornata, altri templi, altrimenti che ci vieni a fare a Kyoto? 🙂 Per prima tappa abbiamo scelto il tempio Nanzen-ji che viene considerato uno dei cinque migliori templi zen di Kyoto, immerso nel verde, con un acquedotto e con un bellissimo giardino. Qui abbiamo trovato pochi turisti e dei monaci buddisti in preghiera, molto suggestivo. Poi a piedi ci siamo incamminati per la celeberrima passeggiata del filosofo, che però in inverno perde un po’ di magia coi ciliegi spogli. A metà passeggiata ci siamo fermati a mangiare una soba e abbiamo raggiunto sempre a piedi il  tempio Ginkaku-ji, anche detto tempio d’argento. Oggi di argento non ne è rimesto neanche un grammo, ma vale la pena andarci per la meticolosità con cui sono curati quei giardini e per la pace che vi si respira.

Ultima tappa della giornata con una corsa in autobus per non beccarlo chiuso (occhio agli orari di chiusura, in inverno l’ultimo ingresso ai templi era alle 16.30): il tempio Kinkaku-ji o Tempio del padiglione d’oro. Dire che mi sia piaciuto è riduttivo: sono rimasta senza fiato, una bellezza unica accarezzata dalla luce morbida di un tramonto invernale. Stupendo, da togliere il fiato, ho sognato una vita di vederlo e quando mi ci sono trovata davanti è stato commovente.

kinkaku-ji

11° giorno: NARA (gita in giornata da KYOTO)

Questa è la giornata della gita fuori porta a Nara, a circa un’ora di treno da Kyoto. Anche in questo caso se avete il JRP è compreso nel prezzo. Una volta alla stazione di Nara si può prendere un bus o un taxi per l’attrazione principale, ossia il tempio Todai-ji, un gigante di legno che ospita un altro colosso: la statua del Buddha Daibutsu. È tutto molto impressionante e se non fosse per i cervi che cercano di mangiare anche te sembrerebbe di vivere in una fiaba. Anche i dintorni del Todai-ji mi hanno colpito molto, in particolare il santuario shintoista Kasuga-taisha con centinaia di lanterne di bronzo.

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12° giorno: KYOTO

Ultimo giorno a Kyoto: bisogna fare qualche corsa per vedere tutto quello che ci è rimasto in lista! Abbiamo cominciato dal Fushimi Inari-taisha, un luogo che non volevo perdermi per niente al mondo con quei fotogenici tori arancioni che avevo visto in un milione di foto. Converrebbe andarci al mattino presto per non trovare orde di turisti, ma viaggiando con una bimba piccola questo non è possibile e la calca ha tolto poesia al posto, che rimane comunque bellissimo. Si raggiunge con lo stesso treno che va a Nara, per cui in molti fanno tutte e due le cose nello stesso giorno.

Per il pranzo ci siamo spostati in metro al mercato Nishiki, un mercato al coperto molto grande in cui abbiamo anche fatto qualche acquisto. Infine, ci siamo spostati alla foresta di bambù di Arashiyama, una delle più fotografate del Giappone. A mio modesto parere, non merita assolutamente tutta la fama che ha: è una via altamente trafficata con qualche canna di bambù presa d’assalto dai turisti e invasa da bancarelle di cibo di strada. Sinceramente non merita tutta la fatica che si fa per arrivarci, almeno non per fare solo quello… poi de gustibus! Infine, abbiamo concluso la giornata con una cena a Gion.

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13° giorno: ritorno a Tokyo col treno Shinkansen

Siamo tornati a Tokyo per gli ultimi due giorni giapponesi e con lo Shinkansen ci vogliono circa due ore e mezzo. Siamo tornati nel quartiere di Asakusa per vederla con la luce del sole e abbiamo passato la serata a Ikebukuro, il quartiere in cui abbiamo alloggiato le ultime due notti. È un quartiere particolare, pieno di ristoranti e… night club! Alle undici di sera in giro c’è ancora una folla assurda, forse non era proprio l’ideale per girare con una bambina piccola!

14° giorno: Tokyo

L’ultima giornata piena a Tokyo l’abbiamo dedicata a diverse cose rimaste in sospeso, a partire dal vedere Tokyo dall’alto da un’altra prospettiva, cioè dal Tokyo Government building a Shinjuku. Oltre al fatto che è gratuito, ve lo consiglio perché è davvero impressionante. Dopo ci siamo spostati a Ginza, il quartiere delle grandi firme internazionali. Non è il mio genere, ma vedere interi grattacieli “marcati” con il nome di grandi stilisti in una via interamente pedonale fa effetto. Infine siamo tornati ad Akihabara per provare l’esperienza di un maid cafè… una roba folle, che ganzi i giapponesi!

Leggi il post dedicato a Tokyo

15° giorno: volo di ritorno

Il viaggio sta per concludersi e la malinconia ha già preso il sopravvento: ho passato tutto il tragitto sulla monorotaia che ci portava in aeroporto col magone (a proposito, il JRP da 14 giorni scadeva ieri, quindi bisogna fare i biglietti oggi). Il volo per Firenze da Tokyo fa sempre scalo a Monaco, stavolta però abbiamo volato con Lufthansa, tutto sommato una buona esperienza a parte che non siamo riusciti a prenotare con anticipo posti e pasti a bordo (poi risolto in aeroporto). Il volo in diurna se potete evitatelo, è dura dormire di giorno, ma almeno ce l’ho fatta a vedere un paio di film, per il resto ho camminato molto con Anita 😉

 

Come concludere un post fiume del genere? Ringraziandovi per essere arrivati in fondo e chiedendovi di lasciare un commento per qualsiasi dubbio o anche solo per dirmi “Ehi ciao, grazie per quello che hai scritto, mi è servito!”. 😉 Grazie, al prossimo post!

P.s. Le foto sono tutte di Tommaso e io le trovo stupende!

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14 Comments

  • Reply Martina febbraio 16, 2018 at 11:40 am

    Confermo quello che ti ho già detto, mi dispiace tanto non aver visto Hiroshima e Miyajima! Dalle tue foto sembra esserci davvero un’atmosfera incredibile. Spero di tornare presto in Giappone per recuperare! 🙂

    • Reply Mercoledì febbraio 16, 2018 at 11:59 am

      Sì, sono entrambi posti che meritano una visita, ma come ti dicevo, una scusa per tornare bisogna sempre lasciarsela! 😉

  • Reply Noemi febbraio 16, 2018 at 11:56 am

    Un post utile, grazie! E’ da tanto che mi frulla l’idea di andare in Giappone, l’unico problema è che potrei andarci in estate ma mi è stato altamente sconsigliato a causa dell’eccessiva umidità, della pioggia… non so, sono super indecisa!

    • Reply Mercoledì febbraio 16, 2018 at 12:05 pm

      Grazie a te Noemi!
      In molti avevano sconsigliato anche a noi l’estate, ma ogni stagione ha i suoi pro e contro, per esempio noi abbiamo patito un po’ di freddo, ma io credo che in giro sia comunque sempre accettabile 😉

  • Reply Giulia febbraio 16, 2018 at 2:25 pm

    L’articolo è veramente utile e super chiaro e me lo rileggeró nuovamente appena avrò l’occasione di visitare questo bellissimp paese!!

    • Reply Mercoledì febbraio 16, 2018 at 4:14 pm

      Grazie Giulia!
      Ti auguro di visitarlo e se farai tesoro dei miei consigli ne sarò felice!

  • Reply patrick febbraio 16, 2018 at 4:09 pm

    Un post definitivo! Bravissima! Ora aspetto di leggerne altri 🙂

    • Reply Mercoledì febbraio 16, 2018 at 4:17 pm

      Grazie Patrick! Lo sto scrivendo da due settimane!
      Adesso, dopo i post pratici, è il momento di far sedimentare i pensieri e dare qualche impressione personale!
      Grazie ancora per l’aiuto in fase organizzativa, la guida è stata fondamentale così come il tuo blog.

  • Reply Giovy Malfiori febbraio 16, 2018 at 5:11 pm

    Sere, io prendo nota. Prima o poi partirò!
    Messaggio per Tommaso da parte mia: le foto spaccano alla grande. Bravo!

    • Reply Mercoledì febbraio 16, 2018 at 5:14 pm

      Riferisco, ne sarà felicissimo!
      Grazie Giovy, io ne sono sicura che prima o poi i tuoi piedi toccheranno suolo giapponese!

  • Reply Franca febbraio 20, 2018 at 4:35 pm

    Serena ….non ho parole……..ho letto il post tutto d’un fiato. Ogni volta mi stupisco x il tuo scrivere così fluente e preciso ,spiegazioni succinte ma che illustrano alla perfezione il concetto. Hai una maniera di ringraziare colleghi ed amici tutto tuo particolare . Io , lo sai, non andrò mai così lontano ma solo leggerti mi apre un mondo che adoro. Mi sono gustata le foto di questo reportage e nell’attesa del prossimo ti auguro buona vita a te Tommaso e la tua principessa. Franca

    • Reply Mercoledì febbraio 20, 2018 at 6:28 pm

      Franca,
      che meraviglioso commento! Mi fa piacere farti viaggiare con la fantasia e sapere che puoi visitare alcuni posti attraverso le mie parole e le foto di Tommaso.
      Grazie perché per me la tua lettura e i tuoi commenti sono un incoraggiamento importante.

  • Reply Giorgio febbraio 28, 2018 at 5:41 pm

    Sono attratto foremente di visitare il Giappone, credo che mi orienterò sul percorso fatto da voi.
    Grazie

    • Reply Mercoledì marzo 3, 2018 at 6:15 pm

      Grazie a te Giorgio per avermi lasciato il tuo commento!
      Buon viaggio fin da ora!

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