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Liberty a Viareggio: una passeggiata nella storia

marzo 22, 2018

Se dico Viareggio quali sono le prime parole che vi vengono in mente? Sicuramente il Carnevale, il mare e la grande vocazione turistica, forse la pineta. Per quanto mi riguarda, Viareggio è anche salmastro, passeggiata, molti momenti di vita e Liberty. Dovete sapere, infatti, che in centro a Viareggio si trovano ancora molte testimonianze di uno dei periodi di massimo splendore della città, con costruzioni che hanno un valore storico e culturale notevole.

Ho avuto la fortuna poco tempo fa di fare una passeggiata Liberty nella storia di Viareggio organizzata dall’Associazione culturale Ville Borbone e dimore storiche della Versilia, un’associazione il cui obiettivo primario è dimostrare come i beni culturali possano costituire una vera e propria risorsa per lo sviluppo sociale ed economico locale e per valorizzare il patrimonio della Versilia.

Qui vi racconto il giro che abbiamo fatto in modo che possiate replicarlo con gli appunti che ho preso grazie alla spiegazione di una guida professionista. Vi suggerisco di partecipare a uno dei prossimi eventi organizzati dall’associazione e di informarvi preventivamente ai loro contatti (anche su Facebook).

Si tratta di un giro della durata di due ore e mezzo con la guida, ma in autonomia i tempi si riducono molto. In tutto si percorrono circa due chilometri (e ritorno se avete lasciato la macchina al punto di partenza). Gambe in spalla, si parte!

Mappa

Passeggiata Liberty nella storia di Viareggio

Piazza Campioni

Questo giro parte da Piazza Campioni di fronte al chiosco che tutti i viareggini conoscono come “la zattera”. È qui che Andrea e Serena, le due guide che hanno accompagnato più di cento persone in questo giro, hanno cominciato a raccontare gli albori di Viareggio, che deriva il suo nome dal termine latino via regis, ossia la strada che collegava la fortificazione sulla spiaggia (la Torre Matilde) a Lucca.

Viareggio era stata pensata come il porto per controllare il mare tra Lucca e Pisa e la Torre Matilde, ancora oggi uno dei simboli della città, era il posto in cui si riscuotevano le gabelle e la cosa più affascinante è che si affacciava sul mare, che oggi dista un chilometro. Nella sua storia Viareggio è passata sotto vicende alterne e solo nel 1848 ebbe il suo stemma cittadino che ritrae un’ancora.

In Piazza Campioni è commemorata Luciana Pacifici, una bambina nata nel 1943 a Napoli da padre viareggino deportata e morta ad Auschwitz nel 1944. Guardando verso il mare dalla passeggiata si nota subito l’edificio di quello che un tempo era il Super Cinema Savoia. In stile liberty, fu il primo teatro viareggino con il caffè Savoia sulla balconata con ceramiche di Galileo Chini (personaggio che ritroveremo spesso citato in questo giro). Purtroppo oggi, dove in passato c’era l’ingresso delle carrozze, si trova un fast food.

Piazza Garibaldi (anche detta piazza delle paure)

Ci spostiamo di pochi metri attraversando due strade, Viale Manin e Via Foscolo, e raggiungiamo Piazza Garibaldi, meglio conosciuta a Viareggio come Piazza delle paure. Questo nomignolo è dovuto al fatto che il monumento che vi campeggia al centro non piaceva per niente ai bambini e le mamme, quando questi strillavano, minacciavano di portarli in questo luogo! La storia della statua in Piazza Garibaldi inizia nel 1918, quando viene indetto un concorso per abbellire la piazza che allora era scevra. Furono presentati oltre cinquanta progetti e vinse quello di Lorenzo Viani e Domenico Rambelli, che però non piaceva ai fascisti saliti al potere perché era ritenuto “bolscevico”. L’inaugurazione del monumento tanto discusso e criticato tardò fino al 1927. Si tratta di un monumento razionalista molto massiccio, in piena arte del ventennio fascista e ritrae un gruppo scultorio in bronzo su base di marmo con tre figure: il marinaio abbattuto dalla mitraglia, il fante resuscitato dalla trincea e il seminatore simbolo della rinascita.

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Piazza Shelley e Villa Paolina

Bastano pochi metri verso nord per raggiungere Piazza Shelley, dove in passato si trovava la linea di costa e dove fu ritrovato il corpo senza vita del poeta inglese e marito di Mary Shelley che nel 1822 fu vittima di un naufragio sulla sua goletta Ariel. Per ricordare il posto dove è stato trovato il suo corpo c’è una statua in bronzo che ritrae il busto di Percy Bysshe Shelley. Questa statua resistette indenne anche agli scempi della seconda guerra mondiale perché fu sepolta per non essere fusa e trasformata in armamenti bellici.

Piazza Shelley affaccia su via IV novembre (la via del mio ex liceo!), e il fatto che proprio in questo luogo sia stato ritrovato il corpo senza vita dell’illustre naufrago ci fa capire che lì c’era il mare. La villa che vi si affaccia, quindi, ossia Villa Paolina dal nome di Paolina Bonaparte, era una dimora sul mare e oggi ospita il Museo civico archeologico “Alberto Carlo Blanc”, il Museo degli strumenti musicali “Giovanni Ciuffreda” e la Pinacoteca “Lorenzo Viani”.

Paolina, sorella di Napoleone Bonaparte, si trasferì a Viareggio nel 1822 per vivere vicino all’uomo che amava, il musicista Giovanni Pacini e per curare i suoi problemi fisici respirando lo iodio. Per la costruzione della Villa fu coinvolto l’architetto Giovanni Lazzarini, che progettò una villa neoclassica affacciata sul mare. La villa, che è conosciuta anche come “rifugio di Venere” perché Paolina Bonaparte era molto bella, era articolato in tre parti e presentava un grande giardino con alberi perimetrali, vigneti e alberi da frutto, un edificio ottagonale per comizi culturali, una montagnetta per vedere il panorama, aranceti e limonaie.

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Villino Rosano o Villino “Parva domus magna quies”

Ci spostiamo di pochi passi, su un lato di Piazza d’Azeglio andando verso mare. Vicino all’Hotel Plaza e de Russie si trova il Villino “Parva domus magna quies”, residenza privata non visitabile all’interno. Il villino su tre piani risale alla fine dell’Ottocento e mostra dei dettagli in legno, ricordandoci che molta parte di Viareggio era costruita con questo materiale, che però andò in buona parte bruciato con il grosso incendio che devastò la città del 1917. Osservando il Villino Rosano (altro nome del villino preso dal proprietario) si nota anche una facciata caratterizzata da un disegno asimmetrico e motivi che ricordano l’Asia.

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Villino Amoretti

Poco distante, sempre su Piazza d’Azeglio, si trova il Villino Amoretti, esempio di architettura residenziale modernista. L’edificio, progettato da Alfredo Belluomini, conserva ancora le caratteristiche del progetto originale con ornamenti ceramici realizzati su disegno di Galileo Chini. Sia Chini sia Belluomini contribuirono a dare lustro a Viareggio e a far sì che il liberty venisse apprezzato proprio nel momento in cui stava scemando nel resto d’Europa.

Il Liberty sulla Passeggiata di Viareggio

Cinema Teatro Eden e Magazzini Duilio 48

Attraversando Viale Manin vi troverete sulla passeggiata e, guardando il mare, sulla vostra sinistra osservate il Teatro Eden, che risale al 1930 e oggi ospita un cinema e un bar. Sulla destra, invece, si nota l’Emporio 48, un edificio che rappresenta, insieme con il Caffè Margherita, il Bagno Balena e altri edifici, uno degli esempi più significativi dell’architettura viareggina degli anni venti. Conosciuto anche come Magazzini Duilio 48, questo edificio vendeva tutto a 48 centesimi ed è caratterizzato da ringhiere in ferro battuto (tipico elemento del liberty) e finestre a tulipano (perché il liberty porta l’arte floreale all’ennesima potenza).

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Qualche accenno storico…

Si deve a Maria Luisa di Borbone l’elevazione di Viareggio a rango di città. Fu lei che volle la darsena e il rifacimento urbanistico col primo piano regolatore e le strade come le conosciamo oggi, tutte perpendicolari e parallele. La Belle Époque viareggina va da fine Ottocento ai primi quindici anni Novecento. In quegli anni si assiste al fenomeno di urbanizzazione con i contadini che si spostano dalla campagna per lavorare in fabbrica. Questo momento coincide con la nascita dell’oggetto seriale che si sostituisce a quello artigianale. Molti degli edifici della Passeggiata di Viareggio sono eclettici, non solo liberty, ma anche razionalisti, esotici, ecc. Il Liberty è un movimento che comprende molte cose, non solo l’architettura che dialoga con l’interno, ma l’arte orafa, la pittura, la lavorazione del vetro ecc. e assume diversi nomi in Europa. Nel 1917 ci fu un grave incendio che dal molo fece ingenti danni a tutta la passeggiata perché era tutto in legno e questo evento modificò anche il destino di molti edifici (e quindi dell’aspetto) di Viareggio.

Caffè Margherita

A un certo punto della sua vita Galileo Chini va a Bangkok e torna a Viareggio con nuove idee per dare alla città un’impronta del Siam, visibile per esempio nelle cupole del Caffè Margherita. Questo locale molto conosciuto in città ed emblema della passeggiata ha spesso ospitato il maestro Giacomo Puccini, che lo frequentava per dei gabinetti culturali ma anche per delle scazzottate con Toscanini, Viani, ecc. Il Gran Caffè Margherita è una delle ultime opere del periodo eclettico-decò a Viareggio e oggi ospita una libreria e un caffè.

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Negozio Martini

Il Negozio o Chalet Martini si trova proprio accanto al Caffè Margherita ed è l’unico edificio che si è miracolosamente salvato durante l’incendio distruttivo del 1917. Ancora oggi ospita un negozio di abbigliamento così come quanto è stato inaugurato nel 1899. La caratteristica che lo contraddistingue è che è tutto in legno e ha un tetto a pagoda. La decorazione lignea è stata progettata e realizzata dal costruttore lucchese Modesto Orzali.

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Bagno Balena

Spostandosi di pochi metri lungo la passeggiata in direzione nord troviamo il Bagno Balena, uno stabilimento balneare che alla fine dell’Ottocento era stato tutto costruito in legno con una rotonda sul mare. L’ingresso del Bagno Balena fu realizzato su disegno dell’architetto Alfredo Belluomini, mentre la dentellatura e i bottoni in ceramica furono realizzati da Chini. Il nome del bagno è ben rappresentato da una vetrata con una balena.

Lungo tutta la passeggiata, se volgiamo lo sguardo verso la prima fila di costruzioni oltre la strada, vediamo una serie di ville con un gran valore storico: dalla più vecchia della passeggiata in stile neoclassico a ville con le decorazioni in ceramica, sono una più bella dell’altra.

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Piazza Mazzini

Quella di Piazza Mazzini è una delle più conosciute di Viareggio. Si affaccia sul mare e durante il Carnevale è il punto nevralgico in cui si trovano il palco e le tribune per godersi lo spettacolo. Su un lato della piazza si trova la statua di Burlamacco, simbolo del Carnevale di Viareggio e figura invernale della città, mentre Ondina, il personaggio femminile, rappresenta la Viareggio vacanziera, estiva e balneare. Sempre in piazza Mazzini si trova il pennone su cui viene issata la bandiera ufficiale del Carnevale. In Piazza Mazzini fino agli anni Trenta non c’era niente, quindi venne progettata una fontana con giochi di luce a ritmo di fronte al Palazzo delle Muse in stile neo-cinquecentesco.

burlamacco

Centro Matteucci e Villa Nistri

Il Centro Matteucci ha la sede in un elegante villino liberty situato all’angolo tra via D’Annunzio e viale Buonarroti. L’edificio è stato realizzato nel 1915 per conto della famiglia Gori e nella parte superiore della facciata ci sono delle decorazioni in ceramica con disegni di ghirlande e putti della bottega di Galileo Chini.

Davanti al Centro Matteucci si trova Villa Nistri, in stile orientale, con una torre che ricorda un minareto. La facciata è dipinta con fasce di due colori e motivi decorativi di ispirazione arabeggiante. L’edificio è una residenza privata, quindi non visitabile all’interno.

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La Chiesina

Proseguendo lungo via Leonardo Da Vinci si arriva a quella che oggi è un ristorante pizzeria ospitata dentro un’ex chiesa anglicana che un tempo si affacciava sul mare (da cui il nome Via della Costa su uno dei lati della chiesa). La comunità inglese era così radicata a Viareggio per motivi di villeggiatura che fu necessario costruire una chiesa anglicana. Davanti alla chiesina si trova una statua di Giacomo Puccini.

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Villa Argentina

Eccoci all’ultima tappa del nostro itinerario liberty (e non solo) a Viareggio: Villa Argentina. Per raggiungerla si costeggia la pineta, che faceva da barriera alla villa per proteggerla dal vento. Villa Argentina deve il suo nome a Francesca Racca Oytana, la prima proprietaria di origini argentine della villa. La sua costruzione risale agli anni Sessanta dell’Ottocento, ma venne poi rimaneggiata e ampliata nel 1926 dall’architetto Alfredo Belluomini e, negli stessi anni, Galileo Chini diede il suo tocco liberty alla facciata e alcune parti interne con ceramiche molto particolari caratterizzate da motivi geometrici, festoni e putti.

Oltre al bellissimo esterno, merita una visita anche l’interno, dove sulla sinistra dell’ingresso troviamo un salone da ballo con pavimenti di marmo nero del Belgio, decorazioni in oro e un’opera di Giuseppe Biasi del 1930 rappresentante un matrimonio persiano. Il secondo piano della Villa, invece, è dedicato all’esposizione di mostre. Questo è il post che ho scritto nel 2014 in occasione della riapertura della Villa al pubblico.

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Il nostro itinerario finisce qui, ma non esaurisce tutto ciò che di liberty custodisce Viareggio. Basta volgere lo sguardo verso l’alto per cogliere dettagli di quest’epoca di grande splendore e credo che d’ora in poi comincerò a camminare così per Viareggio!

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6 Comments

  • Reply Raffaella marzo 22, 2018 at 7:28 pm

    Articolo davvero dettagliato e ricco di spunti! Sono contenta di averlo letto, perché anche a me piace il Liberty e sapere che anche in altre città è ben definito e ricco mi fa davvero piacere! Grazie di essere passata dal mio blog

  • Reply Andrea marzo 24, 2018 at 9:31 am

    Sono Andrea,una delle due guide liberty. Sono lusingato che le guide abbiano suscitato interesse e curiosità tra i turisti. Spero di poterne condurre altre e raccontarvi altri aneddoti interessanti.

    • Reply Mercoledì marzo 28, 2018 at 9:33 am

      Grazie a te Andrea, ho fatto la visita proprio con te! Complimenti!

  • Reply Liana Toepoel-Wesselink aprile 24, 2018 at 6:50 am

    Grazie Serena, sono dei bei ricordi per me al tempo di molti anni fa, quando c era ancora la Turitalia . Saluti dall’Olanda.
    Ma torno ancora spesso in vacanza.

    • Reply Mercoledì aprile 27, 2018 at 10:01 am

      Ciao Liana,
      grazie mille a te per aver letto il post!
      Sono felice che la mia Viareggio continui a piacerti!

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