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Edimburgo in quattro giorni (e mezzo): un itinerario e consigli di viaggio

giugno 4, 2018
edimburgo vista da calton hill

Cosa fare, cosa vedere e dove mangiare a Edimburgo in quattro giorni: tutti i consigli per pianificare al meglio la visita.

Se dovessi associare Edimburgo a un senso direi l’olfatto: il primo impatto con la città, infatti, è stato un odore indecifrabile, così misterioso da non saper dire se era qualcosa di spiacevole o se tutto sommato aveva un suo perché. All’inizio ho pensato a dei popcorn, come se tutte le sale dei cinema della contea avessero deciso di sfornare contemporaneamente miliardi di popcorn e riversarli a pioggia sulle strade cittadine. Poi ho pensato a qualcosa di tostato dal retrogusto dolciastro, una roba nauseabonda rimasta avvinghiata nelle narici e incuneata nei pensieri. Alla fine ho dovuto chiedere lumi, che una città con un odore così forte non poteva rimanere senza spiegazione. È in quel momento che ho saputo della fabbrica di birra e ho associato Edimburgo al lievito e al malto, illuminandomi in un sorriso che solo il viaggio mi tira fuori.

Edimburgo è una città che non assomiglia a nessun’altra che ho visto finora, un bel punto a favore per guadagnarsi un posto nei ricordi. Edimburgo non è nemmeno da strapparsi i capelli a mio avviso, ma entra di diritto in quei luoghi che meritano di essere girati lentamente, da assaporare camminando tra una pausa per il tè e una per una foto all’ennesimo scorcio da film di magia.

Sì perché se c’è una cosa che balza subito all’occhio è che Edimburgo sembra uscita da un film di maghi e incantesimi, silenziosa e raccolta, stregata e fiabesca. Le sue vie acciottolate con i palazzi di mattoni ocra e grigi sembrano usciti da un’altra epoca per ricreare un set ai giorni nostri, come se tutto fosse finzione, come se tutto potesse accadere.

Per questo di Edimburgo conservo un piacevole ricordo nonostante di musei, monumenti e vedute ce ne siano di più belle in giro per il mondo, perché è educata, ben tenuta, ricca di storie da raccontare. In questo post vi racconto i nostri quattro giorni a Edimburgo con una bimba di due anni appena compiuti (il viaggio era proprio il regalo di compleanno per Anita) e qualche informazione pratica per farvi organizzare con facilità lo stesso viaggio.

old town di edimburgo

Come raggiungere il centro di Edimburgo dall’aeroporto e spostamenti in città

Non c’è niente di più facile che atterrare all’aeroporto di Edimburgo e raggiungere il centro città con i mezzi pubblici. Gli autobus della Lothian Buses, infatti, chiamati Airlink, collegano in poco più di mezzora l’aeroporto alla città. I bus sono molto frequenti e il servizio è garantito anche di notte. Il prezzo, se comprate andata e ritorno per risparmiare su due biglietti singoli, è di 7,50 sterline. Fuori dagli arrivi c’è la stazione dei bus con una cassa in cui comprare i biglietti ma, se li comprate a bordo, dovete avere l’importo preciso perché non danno il resto. Non c’è veramente motivo per prendere un taxi dall’aeroporto, però ognuno faccia come preferisce!

Per gli spostamenti interni alla città abbiamo scelto quasi sempre di spostarci a piedi, ma alcune volte, dopo aver camminato molto durante il giorno, ci siamo affidati alla rete di trasporti pubblici di Edimburgo: economica, capillare e con corse regolari. Ci sono anche dei tram che collegano Princes Street alla stazione ferroviaria di Haymarket (la zona in cui alloggiavamo noi e la stazione di cui ci siamo serviti per raggiungere il castello di Stirling con un’escursione giornaliera) ma noi non li abbiamo usati quindi non so dirvi com’è il servizio. Ho visto anche molti taxi ma nemmeno di questi ho esperienza diretta.

libreria a edimburgo

Edimburgo: dove alloggiare e dove mangiare

Una cosa spesso complicata da capire quando si deve prenotare un alloggio per dormire in una città che non conosciamo è intuire la zona migliore. Per questa volta mi sono affidata alle conoscenze di un amico che ci ha vissuto per molti mesi e abbiamo prenotato all’Hampton By Hilton Edinburgh West End con un’ottima e abbondante colazione inclusa (cosa rara da trovare a Edimburgo, ma ci sono moltissimi bar che servono la colazione).

L’hotel non è proprio in centro ma è comunque in una zona – Haymarket –  non troppo distante e il rapporto qualità prezzo è stato assolutamente soddisfacente. C’è anche un servizio ristorante interno con poche portate ma che fa il suo dovere (se viaggiate con bambini piccoli che la sera non hanno più voglia di stare in giro sapete a cosa mi riferisco!).

Per quanto riguarda il cibo, invece, ho scritto un post dettagliato qui: Dove mangiare a Edimburgo: consigli per vegetariani e non.

il castello di edimburgo

Edimburgo con bambini

Ho trovato Edimburgo una meta perfetta per i bambini, anche per quelli più grandi della nostra di due anni. Innanzi tutto Edimburgo è una città a misura di bambino perché non è troppo dispersiva e si gira bene a piedi, in alternativa gli autobus funzionano bene e hanno anche il posto per i seggiolini.

Poi tutti i musei e i ristoranti sono attenti alle esigenze dei più piccoli: c’è il bagno attrezzato ovunque, c’è sempre il kids menu, spesso accompagnano il pasto con fogli da colorare e matite, nei musei c’è sempre un quiz o un gioco per rendere la visita più intrigante.

Per finire, Edimburgo è la città in cui è nato Harry Potter dalla penna di J. K. Rowling: non c’è bambino che possa resistere al fascino del maghetto! A proposito, leggetevi questo post che ho trovato ben fatto.

serena-anita-edimburgo

Edimburgo in quattro giorni: il primo giorno

Siamo arrivati a Edimburgo di sabato sera, era già tardi e l’unica cosa che abbiamo fatto è stato prendere il bus dall’aeroporto e raggiungere l’hotel. L’aria a fine aprile era frizzantina e ho benedetto il momento in cui ho deciso di portare il piumino invernale e non il giacchetto di finta pelle che usavo già alle nostre latitudini.

Quindi prendiamo per buono come primo giorno quello dopo la prima notte trascorsa a Edimburgo (grazie Ryanair che fai questi voli da Pisa con orari senza senso di sabato sera). La prima cosa che abbiamo deciso di fare è stata visitare il castello di Edimburgo: potendo pescare dal mucchio perché tutta la città era nuova per noi, abbiamo deciso di cominciare col botto, e quando dico col botto non intendo solo dire che abbiamo visitato uno dei luoghi più caratteristici della città, ma mi riferisco al fatto che i prezzi delle attrazioni qui sono tutti molto alti.

castello di edimburgo

L’ingresso al castello di Edimburgo costa £17 e per la visita dovete considerare almeno un paio d’ore. Più che un castello è una vera e propria fortezza con quasi mille anni di storia al suo interno. Preceduto da una grande spianata sulla quale in passato sono stati fatti roghi di presunte streghe, dopo aver passato le porte d’accesso si entra in quello che è un mondo: arsenale, fucina di armi, palazzo reale, custode dei gioielli della corona, caserma, prigioni… il castello di Edimburgo è questo e molto di più. Molto interessante la cappella di St. Margaret (l’edificio religioso più antico della città) e stupendi i panorami che si ammirano dalle mura. Noi abbiamo visitato il castello di domenica, l’unico giorno in cui non viene sparato il colpo di cannone alle 13.

Dopo la visita al castello abbiamo fatto un giro lungo il Royal Mile, la via principale di quella che viene definita l’Old Town di Edimburgo. Parte dal castello e arriva all’Holyrood Palace e nonostante sia la via più turistica della città ho trovato che sia riuscita a mantenere un certo fascino. Il Royal Mile è tutto un susseguirsi di negozi di sciarpe e maglioni di lana scozzese, ristoranti imbucati, pub centenari e negozi di souvenir. Da entrambi i lati della strada ci sono dei minuscoli affacci su vie e cortili interni: sono i cosiddetti “close”, delle vie in cui è irresistibile infilare il naso per curiosare. Lungo il Royal Mile ci siamo fermati anche alla St. Giles Cathedral (ingresso gratuito) per poi spostarci nella New Town.

royal mile edimburgo

Dopo un breve passaggio lungo Princes Street, la via dei negozi di marchi internazionali che costeggia i bellissimi Princes Street Garden, ad aprile straripanti di narcisi, ci siamo diretti in un’altra parte della città che la domenica si anima col caratteristico mercato: sto parlando di Stockbridge, un quartiere residenziale molto carino e molto animato nel giorno del mercato. Lì si possono acquistare cibi biologici e leccornie di vario genere come torte fatte in casa e formaggi. Già che vi trovate in zona potete fare una capatina in Circus Lane, dove non c’è niente di che, ma ho scoperto essere il paradiso degli instagramers (comunque nel dubbio una foto me la sono fatta scattare anche io!).

circus lane

Ultima tappa della giornata: il Dean Village, un luogo veramente particolare e fuori dal tempo. Così come Stockbridge nelle immediate vicinanze, anche il Dean Village ha mantenuto una certa personalità a se stante pur facendo parte di Edimburgo e in entrambi si respira una pace che non ti aspetti da una città abbastanza grande. Il Dean Village è sorto lungo le sponde del Water of Leith, il fiume che attraversa Edimburgo, è una zona molto verde in cui è possibile passeggiare tra la vegetazione e le case di mattoni rossi costruite per gli operai dei mulini che abbondavano in zona. A me questa parte della città è piaciuta tantissimo e credo proprio che vorrei vivere in questa zona stessi a Edimburgo!

dean village

dean village edimburgo

Edimburgo in quattro giorni: il secondo giorno

La missione della seconda giornata era una promessa fatta ad Anita: andare a conoscere Bobby, il famoso cane di Edimburgo a cui è stata anche dedicata una statua. Per arrivare al Greyfriars Kirkyard dove si trova Bobby siamo prima passati da Grassmarket, zona di mercato per secoli e anche di impiccagioni. Questa piazza è il cuore della vita notturna grazie ai numerosi pub presenti e si scorge pure una bella vista sul castello che domina dall’alto.

Il tour dei cimiteri non è proprio il mio forte in viaggio, ma una visita al Greyfriars Kirkyard merita anche se non siete amanti del genere. Il fascino di questo cimitero è indiscutibile: tra prati verdi e muschio, lapidi e scritte antiche, più che i brividi si è coperti di stupore poiché tutto questo è circondato da antichi palazzi di pietra scozzese. Subito fuori dal cimitero c’è la piccola statua di Bobby, un cane di razza terrier diventato famoso per aver passato quattordici anni della sua vita davanti alla tomba del padrone, fino alla propria morte. Anita l’ha adorato tanto quanto aveva apprezzato Hachiko a Shibuya, Tokyo!

greyfriars bobby

Ci siamo poi diretti a Calton Hill, dando prima un’occhiata di passaggio alla caratteristica Victoria Street, una via coloratissima di Edimburgo che si dice abbia ispirato la scrittrice di Harry Potter per i suoi racconti (sempre su questa via si trova l’Elephant House, dove J. K. Rowiling ha scritto i primi libri della saga del maghetto).

Calton Hill è un’altra zona iconica della città, che avrete visto sicuramente in foto: si tratta di una collina con un punto di osservazione speciale sulla città e su cui si trovano diversi monumenti che hanno fatto guadagnare a Edimburgo l’appellativo di Atene del Nord. A mio avviso i monumenti non sono niente di che, anzi, sono un po’ bizzarri, ma nell’insieme merita, anche solo per le viste sulla città e sull’Arthur Seat.

Ultima tappa del pomeriggio: lo stupendo National Museum of Scotland. Dico stupendo perché è uno dei musei più piacevoli e interattivi che mi sia mai capitato di visitare, con più di 10.000 oggetti tra pezzi d’arte, gioielli, abiti, animali, pietre, macchine… c’è l’imbarazzo della scelta. Qui si può scoprire la storia della Scozia dalle sue origini geologiche ai nostri giorni e per la visita vi consiglio di ritagliarvi almeno un paio d’ore, ma potenzialmente potreste passarci una giornata intera senza annoiarvi!

national museum of scotland

Edimburgo in quattro giorni: il terzo giorno

Per il terzo giorno abbiamo deciso di uscire un po’ da Edimburgo e visitare qualcosa nei paraggi. Il nostro intento iniziale era affidarci a una delle tantissime escursioni organizzate proposte in città, ma ci siamo ben presto accorti che nessuna di queste gite prendeva a bordo bambini sotto i cinque anni. Gli unici modi per spostarci, quindi, erano noleggiare una macchina o affidarsi ai mezzi pubblici.

Con un treno abbiamo raggiunto in circa un’ora Stirling per visitare il suo castello, uno dei più imponenti della Scozia, prima fortezza poi palazzo reale e alloggio per soldati. È stato aperto al pubblico nel 1999 dopo un grande restauro e oggi si può visitare pagando un biglietto di £15 che include una visita guidata in inglese (sul sito dice anche in altre lingue, ma quando sono andata io erano solo in inglese).

castello di stirling

Il Castello di Stirling è legato alla vita di Maria Stuarda e degli Stuart, ma anche alle lotte di indipendenza della Scozia e alla figura leggendaria di William Wallace (presente Braveheart?). Il castello è molto imponente, i giardini molto curati e c’è una bella vista dalla sommità delle mura difensive, ma se dovessi dire che sono rimasta impressionata da questo castello direi una bugia… dev’essere colpa di quel viaggio a dodici anni ai castelli della Loira che ha leggermente alzato l’asticella delle mie aspettative!

Qui trovate il sito ufficiale.

stirling scozia

Edimburgo in quattro giorni: il quarto giorno

Altro giorno, altra escursione poco fuori Edimburgo: in questa giornata siamo andati a visitare la Rosslyn Chapel, una chiesa con delle decorazioni molto elaborate e legata ai simboli dei templari. È tornata agli onori delle cronache perché Dan Brown nel suo romanzo Il codice da Vinci segnala la cappella di Rosslyn come il luogo dove sarebbe custodito il sacro Graal. Il prezzo di ingresso è £9 e ci si arriva dal centro di Edimburgo con un comodo autobus a meno di £2.

Qui il sito ufficiale della Rosslyn Chapel.

rosslyn chapel

Nel pomeriggio, rientrati dall’escursione alla cappella di Rosslyn, siamo andati a visitare l’Holyrood Palace (o Palace of Holyroodhouse), residenza principale dei sovrani di Scozia. La visita al palazzo reale si snoda tra saloni ricercati e camere da letto con baldacchini pomposi per poi passare alla visita dei giardini e dell’abbazia diroccata. All’interno c’è anche una stanza con giochi per bambini a tema (costumi da cortigiane, disegni del castello da colorare, ecc.). L’ingresso costa £15 e comprende un’audioguida in italiano.

holyrood palace

Edimburgo in quattro giorni: il quarto giorno e mezzo!

Il nostro aereo partiva nel primo pomeriggio del quinto giorno, quindi avevamo quattro giorni e un pezzettino a disposizione per vistare la città. Nell’ultima mattinata scozzese per prima cosa siamo tornati sul Royal Mile per visitare, nascosto in una traversa, il Museo degli Scrittori (Writers’ Museum). Ora, voglio essere estremamente sincera con voi: è un museo raccolto e molto casalingo, quasi informale, ma se non conoscete nessuno dei tre scrittori cui è dedicato (Walter Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson) la visita vi lascerà abbastanza freddini.

museo degli scrittori edimburgo

Dopo questa breve incursione abbiamo fatto di nuovo una passeggiata nei luoghi che più c’erano piaciuti: a Princes Street Gardens e a Stockbridge. Dopodiché era l’ora di andare in aeroporto e salutare questa Scozia che ci ha stupito positivamente, lasciandoci la curiosità di vedere altro, magari le Highlands e l’Isola di Skye.

veduta sul castello di edimburgo

Vi è piaciuto questo post? Vi è stato utile? Fatemi sapere nei commenti, mi fa sempre piacere ricevere le vostre impressioni e domande!

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10 Comments

  • Reply Lucy giugno 4, 2018 at 8:05 am

    Purtroppo ci ho passato solo una giornata e ho visto molto poco di tutto questo… però è vero, non assomiglia a nessun’altra città!! Che sogno queste foto!!

    • Reply Mercoledì giugno 4, 2018 at 8:21 am

      Fossi in te la prenderei come un’ottima scusa per tornare 😉
      Grazie per essere passata di qua!

  • Reply fiammetta giugno 4, 2018 at 11:43 am

    Bellissimo articolo! Noi siamo stati solo due giorni e molti posti di cui hai parlato non li avevamo visti. Il Castello di Stirling e Rosslyn Chapel per esempio mancano all’appello…ma siamo pronti a rimediare!!!

    • Reply Mercoledì giugno 4, 2018 at 11:46 am

      Ciao Fiammetta!
      Il tuo è lo spirito giusto! Avete saltato qualcosa? Nessun problema, ci si ritorna! 😀
      La Rosslyn Chapel in particolare mi è piaciuta molto, te la consiglio.
      Grazie mille!

  • Reply Monica giugno 4, 2018 at 6:42 pm

    È da un po’ che sto pensando a un on the road in Scozia, prenderò sicuramente spunto dal tuo post per la tappa a Edimburgo!

    • Reply Mercoledì giugno 5, 2018 at 7:54 am

      Mi fa piacere Monica che questo post possa esserti utile!
      Un on the road in Scozia dece essere fantastico!

  • Reply Eleonora giugno 4, 2018 at 7:46 pm

    Le Highlands e Skye… Non so da che parte iniziare per dirti che pezzo straordinario di mondo siano. Bisogna andarci senza averne già un’idea in mente, senza paragonarle a nessun altro posto, senza aspettarsi di vedere l’Irlanda o l’Islanda o che so io (lo dico, perché sento molti che lo fanno: “beh, l’Irlanda è più verde, ma le Highlands sono più selvagge”.
    Non c’è punto della Scozia che io non abbia amato, io che sono tipo da ordinata campagna inglese e cottage carini pieni di fiori. E che i primi due giorni a Edimburgo NON ne ero stata felice. Spero che presto vedrai un po’ di Highlands, e soprattutto il pezzo (fatto in treno magari!) fra Glasgow e Mallaig. E poi Skye…ah Skye! Dopo un paio di ore avevo cominciato a vedere visi negli spuntoni di roccia e sentivo musica nel vento, in un punto sperduto dove non c’erano case né turisti a parte noi, per km. Ero tipo in trance 😀

    Insomma. Edimburgo adesso è uno dei miei posti del cuore, anche se non ci è entrato subito, ed è il punto ideale di partenza per scoprire Alba, che è un posto come nessun altro.

    • Reply Mercoledì giugno 5, 2018 at 7:58 am

      Quanti spunti Ele! Si legge proprio un grande amore per questa terra nelle tue parole!
      I viaggi sui quali non abbiamo aspettative spesso sono quelli che si rivelano più ricchi… vuoi vedere che ha ragione il mio compagno che parte digiuno di letture e appunti per lasciarsi conquistare solo dal posto? Io invece di solito leggo l’impossibile e dopo ho alte aspettative! Prima o poi il giro che mi hai scritto vorrei farlo, speriamo presto! Un abbraccio!

  • Reply Antonietta Panella agosto 7, 2018 at 6:39 pm

    mi sono annotata i vari luoghi, appena rientro ti darò le mie impressioni!! Io adoro Harry Potter e ovviamente anche mia figlia di 4 anni…quindi non vediamo l’ora di vedere questi posti magici!

    • Reply Mercoledì agosto 8, 2018 at 8:44 am

      Brava Antonietta,
      fammi sapere come è andata! Da fan di Harry Potter non potrai che amare Edimburgo, ci sono un sacco di luoghi super!

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