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A Napoli per la prima volta? Ecco le 10 cose da non perdere

agosto 3, 2018
Vesuvio

Napoli è una città come nessun’altra al mondo e, da quando ho avuto l’occasione di visitarla, ho capito che è veramente così e spesso ripenso a quanto sia bello tornarci per scoprirne sempre nuove sfumature.

A Napoli non si può non essere stati almeno una volta nella vita, è una città dal fascino unico, verace, viva, avvolgente, accogliente. Recentemente degli amici hanno prenotato un viaggio nella città partenopea, è la loro prima volta, quindi ho pensato tra le altre cose di suggerire loro la lettura di questo post del magazine di Expedia e ho pensato che anch’io volevo fare la mia parte.

Dopo aver scritto un post molto sentimentale per questa città (lo trovi qui, si intitola “Ode a Napoli”) eccomi a stilare una lista di 10 cose da non perdere per la prima volta a Napoli.

10 cose da non perdere a Napoli per la prima volta

1) Piazza del Plebiscito

Prima di visitare quella che fu per anni Parthenope (secondo la leggenda, dal nome della sirena sepolta lì dove venne fondata), avevo in mente questa piazza e poco più e, in effetti, Piazza del Plebiscito è la piazza principale di Napoli e simbolo della città. Innanzi tutto il colpo d’occhio è impressionante, è veramente immensa: 25 000 m² di superficie in pieno centro storico, tra il lungomare e via Toledo.

Oggi luogo di concerti, manifestazioni ed eventi, deve il suo nome al plebiscito popolare con cui Napoli ratificò l’annessione al Regno di Savoia nel 1860. Sulla piazza si affacciano la chiesa di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale e un caratteristico colonnato in stile neoclassico. A pochi passi dalla piazza, inoltre, si trova il prestigioso Teatro San Carlo.

Piazza Plebiscito

2) Castel Sant’Elmo

La salita a piedi a Castel Sant’Elmo è indimenticabile per due motivi: perché è molto ripida e soprattutto perché dall’alto la vista è impagabile! Castel Sant’Elmo, situato nel Largo San Martino, domina la città di Napoli dal punto più alto della collina del Vomero. Da lassù si ha una vista su Napoli che toglie il fiato, hai ai tuoi piedi tutto il centro storico, il mare, il Vesuvio in lontananza. Per me la visita a Castel Sant’Elmo è stato uno dei momenti più emozionanti del viaggio.

Castel Sant’Elmo è un castello medievale sorto intorno al 1300 nello stesso luogo dove si trovava una cappella dedicata a Sant’Erasmo, da cui il nome attuale della fortezza. È stato una torre d’osservazione normanna, castello e cittadella, carcere e infine museo e sede di eventi e festival.

Castel Sant'Elmo

3) Spaccanapoli

Dall’alto di Castel Sant’Elmo non si può non notare una spaccatura nel bel mezzo del centro storico di Napoli: si tratta di Spaccanapoli, ossia il decumano inferiore, una delle vie più importanti che divide nettamente, con una linea retta, la città antica tra il nord e il sud.

Lungo Spaccanapoli si trova un perfetto spaccato (scusate il gioco di parole) di Napoli e della sua vita quotidiana: chiese, vicoli, botteghe, un via vai incredibile di persone. Spaccanapoli oggi va da via Pasquale Scura nei Quartieri Spagnoli fino alla zona di Forcella passando per via San Biagio dei Librai. Tra gli edifici religiosi da non perdere ci sono la chiesa del Gesù Nuovo o della Trinità Maggiore, quella di Santa Chiara e quella San Domenico Maggiore.

Spaccanapoli

4) San Gregorio Armeno

Lungo via San Biagio dei Librai, collegando il decumano inferiore a quello maggiore, troviamo via San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per i tipici presepi napoletani. È molto interessante l’origine dell’arte dei presepi napoletani che si trasmette nei decenni. Questa affonda le sue radici, infatti, addirittura in epoca pagana, quando venivano consegnate delle offerte votive di statuine di terracotta alla dea Cerere per garantire fertilità. In seguito la consuetudine si è rinnovata con i santi cristiani: a Santa Patrizia, protettrice di Napoli, e a San Gregorio si consegnavano ex voto fatte da statuine raffiguranti l’uomo o la donna a cui era stata concessa la grazia. Ecco perché fiorirono numerose botteghe artigiane specializzate nella realizzazione di statuette con sembianze umane. A San Gregorio Armeno si trovano tutto l’anno statuine di ogni sorta, dalle classiche figure del presepe a quelle di personaggi contemporanei, ma nel periodo natalizio è un vero e proprio delirio!

5) Quartieri Spagnoli

Se penso alla Napoli più autentica, mi vengono in mente i Quartieri Spagnoli. Si tratta di una parte storica di Napoli, composta dai tre quartieri di San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario. Come ricorda il nome stesso, risalgono al periodo in cui mentre gli spagnoli dominavano Napoli si dovette cercare una sistemazione ai militari presenti in città. È un quartiere controverso, di cui spesso si sente parlare per la malavita, ma che sta piano piano vivendo momenti migliori.

A mio avviso la zona vale una visita perché è quella verace dei panni stesi e delle botteghe artigiane e per i numerosi punti di interesse, tra cui tanti gioielli architettonici nascosti. Ci sono, inoltre, trattorie economiche in cui assaggiare i piatti tipici della tradizione napoletana.

Via Toledo

6) Museo Cappella Sansevero

Uno dei tesori scultorei custoditi a Napoli si trova nel Museo Cappella Sansevero (M. Via Francesco De Sanctis, 19): sto parlando del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, un’opera in marmo ricavata da un unico blocco di pietra caratterizzata da un realismo impressionante. Si tratta di una statua di Gesù a grandezza naturale, diventata famosa non solo per la maestria con cui è stata realizzata, ma anche grazie alle leggende e ai misteri che circolano sulla sua storia. Risale al 1753 e la cosa più impressionante è che fa intravedere ogni vena e muscolo di Cristo, come se fosse vero.

Nel Museo Cappella Sansevero, nella stessa sala in cui è conservato il Cristo Velato, si trovano altre dieci statue che rappresentano le Virtù. Inoltre, sempre ad opera di Giuseppe Sanmartino, sono conservate in questo luogo le macchine anatomiche, cioè i corpi di un uomo e di una donna scarnificati che descrivono minuziosamente il sistema circolatorio.

7) Napoli Sotterranea

Non lontano dal Museo Cappella Sansevero si trovano gli ingressi a Napoli Sotterranea. Se non soffrite di claustrofobia e non temete di passare un paio d’ore sotto terra, vi consiglio vivamente questa visita perché è un’esperienza che racconta molto della città.

Calarsi nel ventre della città significa ripercorrerne la storia lunga ben 2400 anni, dall’epoca greca a quella moderna. Ci si muove a 40 metri di profondità tra cunicoli e cisterne e si visitano acquedotti, rifugi antiaerei, orti ipogei e molto altro ancora. Infine, una volta usciti, si visita gratuitamente i resti dell’antico teatro greco-romano.

8) Il Maschio Angioino

Un altro simbolo della città di Napoli è senza dubbio Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, uno storico castello medievale e rinascimentale. Si trova in Piazza Municipio e troneggia con le sue cinque torri possenti sulla baia circostante. Tra la Torre di Mezzo e la Torre di Guardia è degno di osservazione l’Arco Trionfale realizzato in marmo con decorazioni, rilievi e sculture.

La Sala dei Baroni all’interno del Maschio Angioino ospita le riunioni del Consiglio Comunale napoletano e, sempre all’interno della struttura, si trova il Museo Civico di Napoli. Nelle vicinanze non perdetevi la Galleria Umberto I, galleria commerciale costruita in stile liberty.

Maschio Angioino

9) Castel dell’Ovo

Ci spostiamo ora in un’altra zona imperdibile della città: il suo lungomare. Napoli e il mare sono elementi imprescindibili, tutta la storia di questa città è legata all’acqua. La passeggiata che da Mergellina porta a Castel dell’Ovo sul lungomare Caracciolo è una delle più suggestive al mondo.

Castel dell’Ovo, costruito su un isolotto subito a ridosso del lungomare e raggiungibile a piedi, è uno dei castelli più antichi di Napoli. Leggenda vuole che il suo nome derivi da Virgilio, che si dice abbia posto nei suoi sotterranei un uovo la cui rottura poteva causare una serie di sciagure per la città. Salite sulle terrazze del Castello e perdetevi con lo sguardo sul golfo e sull’intera città.

Castel dell'Ovo

10) Una pizza napoletana doc

Nel 2017 la pizza napoletana è diventata patrimonio dell’umanità Unesco… come non includerla in questa lista? Andare a Napoli senza assaggiare la vera pizza napoletana è un vero delitto! La pizza napoletana doc si contraddistingue per la pasta morbida e sottile e i bordi alti detti “cornicione”. Quella tradizionale per eccellenza è la margherita, ma col tempo le centinaia di pizzerie presenti in città si sono sbizzarrite con varie specialità.

Durante il mio soggiorno a Napoli ho provato diverse pizzerie, dalle più blasonate ad altre pescate a caso: era sempre squisita, qui non si sbaglia! Per essere sicuri di non sbagliare chiedete lumi a un amico napoletano: saprà sicuramente indirizzarvi nella sua pizzeria preferita.

Sono arrivata in fondo alla lista delle 10 cose da non perdere a Napoli per una prima visita e mi rendo conto che ci sarebbe da elencare ancora per almeno altri 10 punti. Voi cosa consigliate di non perdere a Napoli che io ho tralasciato? Ogni commento sarà prezioso per i prossimi viaggiatori in partenza!

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