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Visitare Pompei: tutte le informazioni utili per una giornata agli scavi

ottobre 11, 2018

Visitare Pompei è una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita, perché avere un patrimonio di così grande valore sul territorio italiano è un fiore all’occhiello per la nostra storia e la nostra cultura. Ho avuto la fortuna di visitare questo sito Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO che lascia a bocca aperta ma non avevo ancora messo insieme un po’ di informazioni utili per una visita. Eccomi qui, quindi, a suggerirvi come organizzarvi al meglio per visitare Pompei in un giorno.

Che Alberto Angela sia con me!

Pompei: un po’ di storia

Fino al 79 d.C. gli abitanti di Pompei pensavano che il Vesuvio fosse una montagna, ma dovettero presto ricredersi: una notte, infatti, come narrato in due famose epistole di Plinio il Giovane, cenere e lapilli seppellirono la città in seguito all’eruzione del Vesuvio. Fu una tragedia immane, ma questo ci ha consentito di avere un’immagine vivida dell’organizzazione delle città romane e della vita quotidiana dei suoi abitanti grazie a un’eccezionale conservazione.

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Pompei: consigli per la visita

Ci sono alcuni accorgimenti che vi permetteranno di sfruttare al meglio la vostra visita a Pompei e che ho raccolto qui. Il primo suggerimento è di iniziare la visita presto la mattina: poiché il Parco apre alle 9.00, meglio trovarsi lì per tempo per sfruttare ogni momento a disposizione.

Un altro accorgimento è di organizzare la visita con anticipo per saltare la fila all’ingresso. A Pompei, infatti, possono accumularsi file anche di un’ora, quindi arrivare in anticipo darà un vantaggio, ancora meglio se acquistate il biglietto in anticipo su internet.

Un altro consiglio di cui ho ancora viva la memoria è di portarsi acqua in abbondanza e qualcosa da mangiare perché il sito è molto vasto e all’interno si trova solo un piccolo punto di ristoro. Tutta la superficie dello scavo, inoltre, è perlopiù esposta al sole: munitevi quindi di crema solare in estate e ombrelli in caso di pioggia perché non è facile ripararsi.

Sembra scontato ma non lo è, indossate scarpe comode: chiedete a mia sorella se c’era morbido in terra ogni volta che è inciampata 😛

Da sapere, inoltre, che non è consentito introdurre borse, zaini, bagagli le cui dimensioni siano superiori a 30 x 30 x 15 cm. Organizzatevi con un piccolo zaino o una borsetta. Ricordatevi che è vietato fumare all’interno degli scavi tranne che nelle apposite aree fumatori.

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Pompei: cosa visitare

Il sito archeologico di Pompei è distribuito su 66 ettari (di cui circa 50 scavati) e comprende edifici civili e privati, monumenti, sculture, pitture e mosaici. Si accede al sito da una delle antiche porte che si trovavano lungo le mura. Questo itinerario parte dall’ingresso di Porta Marina e prosegue per i principali punti d’interesse per visitare Pompei in un giorno. A Pompei, infatti, si potrebbero passare giorni senza vedere tutto da tante testimonianze che ci sono, quindi è necessaria un’organizzazione preventiva per selezionare un itinerario.

Dall’ingresso di Porta Marina, volgendo lo sguardo a sinistra, il primo scavo su cui soffermarsi è il Foro di Pompei. Il Foro era il fulcro della vita civile, economica e religiosa di Pompei, che all’epoca contava circa diecimila abitanti. Intorno al foro si possono apprezzare botteghe artigiane, edifici politici e amministrativi, i granai, il macellum e le terme, oltre a tre templi che possono essere visitati: quelli di Apollo, Venere e Giove.

Superato il Foro, sul fondo della Piazza, attraversando l’Arco Onorario e Via del Foro si raggiunge una delle più grandi case di Pompei: la Casa del Fauno risalente al II secolo a.C. e appartenente a un ricco abitante di Pompei di cui non si conosce il nome. La statua del fauno che si trova qui e che da il nome alla struttura è una copia, l’originale è al Museo Archeologico di Napoli.

Il nostro giro prosegue in una delle case più antiche di Pompei, la casa di Sallustio, un’abitazione di tufo che ha subito molto i segni del tempo e dei bombardamenti della II guerra mondiale. Proseguiamo poi verso la villa più famosa di tutta la città di Pompei: la Villa dei Misteri, che deve il suo nome a una serie di dipinti in una camera dell’abitazione e della quale si dibatte ancora oggi sul significato. Gli affreschi rappresentano una giovane donna che viene iniziata ad un culto. Dal momento che questa villa romana si trova poco fuori le mura a nord della città, approfittatene anche per ammirare il panorama sugli scavi di Pompei e sul Golfo di Napoli.

Le bellezze non sono ancora finite, perché il nostro giro continua con i complessi termali e gli edifici per spettacoli nel quartiere dei teatri e nell’anfiteatro. Il teatro piccolo e quello grande sono datati tra il II e il I secolo a.C.: era lì che il popolo si riuniva per assistere a rappresentazioni teatrali, proclamazioni di poesie e concerti musicali. Il Teatro Grande è ancora oggi utilizzato per spettacoli di teatro e musica. L’Anfiteatro, che si trova alla fine della Via dell’Abbondanza, è la più antica costruzione in pietra del suo genere che sia mai stata scoperta e risale all’80 a.C. Poteva ospitare fino a 20 mila spettatori e molti artisti internazionali ambiscono ad esibirsi sul suo palco.

Prima dell’Anfiteatro, però, vi imbatterete in uno dei posti più conosciuti di Pompei, ossia l’orto dei fuggiaschi. È qui che potete osservare gli strazianti calchi delle persone che hanno provato a scappare sotto la pioggia di cenere e lapilli nella notte dell’eruzione del Vesuvio del il 24 agosto del 79 d.C. Quelle che si trovano oggi nell’Orto dei fuggiaschi sono le riproduzioni in gesso che hanno immortalato gli ultimi istanti di vita degli abitanti di Pompei.

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Altre curiosità

La suddivisione della città in regiones (quartieri) e insulae (isolati) fu fatta da Giuseppe Fiorelli nel 1858 per esigenze di studio e orientamento. Le denominazioni delle case, quando non ne sia noto il proprietario, sono state coniate dagli scavatori in base a particolari ritrovamenti o ad altre circostanze.

La riscoperta di Pompei si verificò nel XVI secolo e in quell’occasione vennero alla luce parti di edifici ed importanti iscrizioni pubbliche, ma il sito venne inizialmente identificato con Stabiae. Solo nel 1748 cominciò l’esplorazione estensiva e negli anni nuovi lavori continuarono ma non in maniera sistemica. Dopo l’unità d’Italia e con la nomina di Giuseppe Fiorelli alla direzione degli scavi (1861) si ebbe una svolta nel metodo di lavoro e fu introdotto il metodo dei calchi in gesso, che consentì di recuperare l’impronta lasciata dai corpi delle vittime dell’eruzione.

Infine, un’ultima curiosità… cromatica! Avete mai sentito parlare del rosso pompeiano? Ecco, questa sfumatura di rosso prende il nome dal colore ritrovato sulle pareti di molte dimore della città antica di Pompei.

Informazioni

Ingresso: 15,00 € ; Riduzione 9,00 €
Giorni e orario apertura: Aprile-Ottobre: Lunedì-Venerdì 9.00-19.30, Sabato e Domenica 8.30-19.30; Novembre-Marzo: Lunedì-Venerdì 9.00-17.00, Sabato e Domenica 8.30-17.00; Orario biglietteria: Aprile-Ottobre: Lunedì-Venerdì 9.00-18.00, Sabato e Domenica 8.30-18.00; Novembre-Marzo 9.00-15.30; Sabato e Domenica 8.30-15.30.

[Immagine di copertina: Andy Holmes su Unsplash; Immagini nel post: lacylouwho su Flickr]

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2 Comments

  • Reply Riccardo ottobre 15, 2018 at 9:10 pm

    Grazie per il suo post Serena. Mi é piaciuto tantissimo.

    • Reply Mercoledì ottobre 16, 2018 at 9:04 am

      Mi fa piacere,
      grazie Riccardo!

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