Libri Portogallo

11 e più libri su Lisbona e sul Portogallo

La letteratura di viaggio è piena di libri sul Portogallo e in particolare su Lisbona, città che si presta a essere raccontata e amata, capitale in cui il sole si riflette sul Tago e sugli azulejos, in cui la fatica delle sue ripide salite è sempre ripagata da vedute di eccezionale bellezza.

Lisbona è quella che per diverso tempo ho considerato la mia seconda casa, è lì, infatti, che ho vissuto e studiato a 23 anni, quando ancora non avevo viaggiato più di tanto e la città non era così di moda come adesso. Negli ultimi anni, infatti, la città di Lisbona è stata tirata a lucido e sono iniziate le speculazioni edilizie di un nuovo boom economico, ma la vecchia Lisbona è cristallizzata nei libri degli scrittori che l’hanno vissuta.

In questo post vi propongo dei testi che ho letto sia durante la mia permanenza in Portogallo, sia al mio rientro, quando dovevo in qualche modo colmare la saudade del rientro. In fondo, inoltre, vi metto alcuni titoli che non ho ancora letto ma che mi ispirano e che, a detta di molti lettori, vale la pena sfogliare.

Libri su Lisbona e sul Portogallo

1. Lisbona. Quello che il turista deve vedere di Fernando Pessoa

Fernando Pessoa è l’anima stessa di Lisbona, l’autore autoctono a cui penso e a cui associo la capitale del Portogallo. Ho un paio di chicche che mi legano a lui: la prima è che ho vissuto nella sua stessa via, Rua dos Douradores, la seconda è che ho letto questo libro in lingua originale, un regalo molto gradito di un caro amico con cui ho condiviso questa esperienza a Lisbona.

Tra tutti gli scritti lasciati da Pessoa c’è anche questa guida d’autore scritta nel 1925 e scoperta tanti anni dopo, nel 1988. “Lisbona. Quello che il turista deve vedere”, è una guida sicuramente datata, ma non per questo priva di fascino. In questo testo, Pessoa accompagna il turista alla scoperta della capitale portoghese, descrive le strade e il patrimonio artistico, valorizza i luoghi più interessanti di una città che non manca certo di attrattiva.

L’incipit da solo fa già venire voglia di partire! “È disteso su sette colli, altrettanti luoghi da cui godere esaltanti panorami, il vasto, irregolare e multicolore insieme di case che costituisce Lisbona. Per il viaggiatore che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un’affascinante visione di sogno, contro l’azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro. E le cupole, i monumenti, i vecchi castelli si stagliano sopra il turbinio di case, come araldi lontani di questo luogo delizioso, di questa regione fortunata”.

C’è anche una versione più datata, la trovate qui: Lisbona. Quello che il turista deve vedere

Sempre dello stesso autore cito un volume, un’antologia organizzata per sezioni tematiche, uscito nel 2018 e che raccoglie scritti inediti del Pessoa intellettuale. Si chiama Sul Portogallo e contiene scritti inediti in italiano.

2. Viaggio in Portogallo di José Saramago

Per rimanere in tema di autori portoghesi, un altro che non può assolutamente mancare nelle librerie degli amanti del Portogallo è José Saramago, scrittore scomparso nel 2010 e insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Le opere di Saramago sono uniche perché scritte in uno stile narrativo senza uguali, spesso usa frasi molto lunghe e una punteggiatura non convenzionale.

Viaggio in Portogallo si distingue da tutte le altre opere dell’autore (in particolare non perdetevi Cecità, un capolavoro) è un libro di viaggio di José Saramago, pubblicato per la prima volta nel 1981. Narra dell’autore (chiamato semplicemente il viaggiatore) che compie un viaggio nel proprio paese. Si tratta di una guida anomala attraverso le bellezze della terra natia dell’autore che non parla solo di geografia ma anche della psicologia di un popolo. Il percorso di Saramago in Portogallo è corredato da mappe alla fine libro. Insieme ai miei amici l’abbiamo utilizzata durante un viaggio itinerante tra Alentejo e Algarve e ogni volta che arrivavamo in un paese raccontato nel libro leggevamo il pezzo relativo al posto.

Dice l’autore nel libro “Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d’uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio.

Tra tutte le frasi del libro, è probabile vi sia capitato di incappare in questa molto famosa: “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione….La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre

3. L’anno della morte di Ricardo Reis di José Saramago

Rimaniamo sulle opere del premio Nobel per la Letteratura Saramago. Anche “L’anno della morte di Ricardo Reis” è un libro che ci riporta alle atmosfere portoghesi perché è un romanzo storico ambientato a Lisbona. Lisbona non è solo una città di sfondo in questo romanzo: è il contesto in cui si muove il protagonista, è una compagna fedele con le sue salite, i suoi tram, il suo fiume Tago.

L’anno della morte di Ricardo Reis è ambientato nel 1936, anno in cui scoppia la guerra di Spagna e mentre all’orizzonte si preannuncia la seconda guerra mondiale. Chi è Ricardo Reis? Uno degli eteronimi di Pessoa, colui che ha scritto la sua biografia e a cui viene dato un corpo e una vita autonoma, indipendente dal suo creatore. José Saramago fa ‘vivere’ uno dei personaggi nati dalla fantasia di Pessoa: gli fornisce carne, ossa, casa, una cameriera d’albergo per musa, e gambe che lo portino a rendere omaggio alla tomba del suo creatore, o a passeggiare con lui – col suo fantasma – per le vie di Lisbona. L’anno della morte di Ricardo Reis è allo stesso tempo una cronaca storica e un’introspezione psicologica del protagonista.

Una delle frasi che più mi piacciono del libro: “La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi.

4. Requiem di Antonio Tabucchi

Passiamo ora a un autore italiano, per la precisione pisano, che è universalmente riconosciuto come il maggior conoscitore, critico e traduttore di Fernando Pessoa. Tabucchi ha amato così tanto il Portogallo e la sua cultura tanto da averne fatto la sua seconda casa e aver scritto Requiem in portoghese.

Requiem è ambientato a Lisbona in una torrida ultima domenica di luglio. Il libro inizia col protagonista, un uomo senza nome alter ego dell’autore, che a mezzogiorno si trova sul molo Alcântara ad attendere che arrivi un “grande poeta”; ma il grande poeta è in ritardo, oppure l’appuntamento non era per mezzogiorno ma per mezzanotte. Tutto il romanzo narrato si svolge in dodici ore durante le quali il protagonista intraprende un viaggio tra le vie di Lisbona incontrando persone reali e altre che vivono solo nei suoi ricordi in una storia a cavallo tra la realtà e il sogno, tra il conscio e l’inconscio. Con questi personaggi il protagonista si ferma a dialogare mentre è in attesa di un appuntamento speciale con un’illustre figura del passato. Tra le parole del libro veniamo a conoscenza di una Lisbona affascinante e senza tempo, la stessa di cui mi sono innamorata.

Tra le mie citazioni preferite del romanzo: “Meglio usare la penna che le mani, è un modo più elegante di dare cazzotti.”

Un consiglio in più: nel romanzo postumo di Tabucchi intitolato “Per Isabel. Un mandala” ritroviamo le atmosfere di Requiem.

5. Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

Sempre dello stesso autore come non citare il suo romanzo più conosciuto, Sostiene Pereira? Il romanzo, ambientato a Lisbona nel 1934, ha lo scopo di mostrare come i totalitarismi e le dittature repressive stile quella di Salazar impattino sull’uomo. Il protagonista, come dice il titolo stesso, è Pereira, un giornalista che ha abbandonato la cronaca nera e dirige la pagina culturale di un piccolo giornale locale. Pereira vive in un mondo tutto suo, fatto di classici francesi e di disinteresse per la politica ed è il lutto per la recente morte della moglie.

A cambiare radicalmente la vita di Pereira sarà l’incontro con ill giovane Monteiro Rossi, assunto come collaboratore incaricato di scrivere necrologi per letterati famosi non ancora morti. Il libro racconta il cambiamento di Pereira, un affresco di un uomo e dei suoi valori, tenendo il lettore incollato alla pagina. Un paio di frasi dal testo: “la smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro.” e ancora: “Le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore, questo i dieci comandamenti non lo dicono, ma glielo dico io“.

Una curiosità: dall’opera, edita nel 1994, è stato tratto l’omonimo film diretto da Roberto Faenza che vede nei panni del protagonista Marcello Mastroianni.

Sostiene Pereira

6. Treno di notte per Lisbona di Pascal Mercier

Cosa potrebbe mai smuovere un professore svizzero affidabile e abitudinario? Quale avvenimento potrebbe ribaltare completamente un’esistenza tanto da fargli compiere un gesto inconsulto? Treno di notte per Lisbona è la storia di Raimund Gregorius, un uomo erudito che vive di libri e di certezze che un giorno si trova a bloccare una donna prima che si getti da un ponte. Dopo quell’episodio la donna si allontana pronunciando poche parole tra cui “portoguês” e il professore rimane scosso da questo tanto da indurlo a prendere un treno notturno per Lisbona.

Le parole di quella donna e il ritrovamento in una libreria di un testo portoghese alquanto misterioso fanno sì che il professore arrivi a Lisbona e si metta sulle tracce del protagonista della storia del libro che gli è capitato tra le mani. Il protagonista si ritrova così a tu per tu con la storia portoghese del secolo scorso tra orrori che mai avrebbe potuto immaginare.

Dal libro è stato tratto un film nel 2013 diretto da Bille August.

Una citazione dal libro: “Se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?

Treno di notte per Lisbona

7. Ovunque io sia di Romana Petri

“Ovunque io sia” è un romanzo di Romana Petri ambientato a Lisbona, città di adozione dell’autrice. La città fa da sfondo alle esistenze di tre donne – Ofelia, Margarida e Maria do Ceu – lungo settant’anni di vita portoghese. Le vicende storiche del Portogallo, dalla dittatura alla liberazione, sono narrate attraverso gli sguardi di queste donne e dagli uomini che segneranno la loro rovina. I temi conduttori del libro sono gli amori mancati e sbagliati e la maternità sotto diverse sfaccettature (da quella mancata a quella sofferta). Allo stesso tempo si racconta una storia d’amore lunga tre generazioni e un ritratto corale di un popolo che vive nell’arretratezza e di un popolo che ha voglia di riscattarsi attraverso la libertà.

Una citazione: “I ricordi sono come le sconfitte, più ne hai e più andare avanti è complicato.

 

Ci sono poi dei libri che non ho ancora letto ma che parlano della stessa destinazione e che vi riporto di seguito perché credo che meritino.

8. Lonely Planet Portogallo 

Un grande classico per organizzare un viaggio in Portogallo: la guida Lonely Planet con itinerari dettagliati su tutte le zone del paese, qui nella versione uscita a giugno 2020.

Un’altra guida che mi sento di consigliarvi a occhi chiusi è la guida “Due settimane in Portogallo” di Giulia Margstahler edita dai miei amici ViaggiAutori.

9. Lisbona. Ritratto di una città di Lorenzo Pini

Della stessa casa editrice e della stessa collana “ritratto di una città” ho letto il libro su San Francisco di Elena Refraschini e mi sento quindi di consigliarvi anche questo testo perché so con quale cura sono scritti. Il libro di Lorenzo Pini è un viaggio letterario nella Lisbona più autentica, a spasso con i personaggi storici che la vissero e quelli nati dall’immaginazione di scrittori che la ritrassero, da José Saramago e Fernando Pessoa ad Antonio Tabucchi.

Scarpinando per i vari quartieri della città come dei flâneur passiamo da un miradouro a un elevador con tanti azulejos a fare da sfondo. Se non avete capito la maggior parte delle parole contenute in questa frase è l’ora di visitare Lisbona, almeno attraverso questo libro.

10. A Lisbona con Antonio Tabucchi di Lorenzo Pini

Dello stesso autore segnalo anche “A Lisbona con Antonio Tabucchi“, che non è solo una guida ma un’esplorazione urbana, culturale e umana. In questo libro che riprende la vita e le abitudini di un autore che anche io vi ho segnalato si mescolano geografia, architettura, spazio urbano e memoriale, entro i cui confini si sono consumati eventi privati e pubblici, esistenziali, storici e politici. Lisbona oltre a essere una città dall’atmosfera carica di saudade, quel sentimento che soltanto i portoghesi sono in grado di spiegare, è anche una meta turistica ricca di fascino e così com’è, pare fatta apposta per la finzione letteraria. Lorenzo Pini costruisce sapientemente una mappa, in bilico tra realtà e sogno, che conduce alla scoperta dei luoghi simbolo della capitale portoghese. In un’appendice finale al testo, una guida dettagliata di hotel, bar, ristoranti, musei, ma anche locali e teatri dove trascorrere piacevoli serate e persino con indicazioni su come spostarsi sui tram gialli risparmiando sul prezzo del biglietto.

A Lisbona con Antonio Tabucchi

11. Portogallo The Passenger

“The Passenger” è una raccolta di inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il ritratto della vita contemporanea di un paese e dei suoi abitanti. Cultura, economia, politica, costume e curiosità visti attraverso la testimonianza di scrittori, giornalisti ed esperti locali e internazionali. Tante storie e diverse voci che compongono un racconto sfaccettato ed eclettico, per scoprire, capire, approfondire, lasciarsi ispirare.

Portogallo. The passenger.

+1! La ragazza che ascoltava De André di Sandra Faè

Tra le assidue lettrici di questo blog c’è Sandra, blogger e scrittrice milanese con cui ho condiviso una bella giornata a Firenze organizzata da GoWare, casa editrice di entrambe. Sandra ha scritto diversi libri tra cui segnalo la sua ultima pubblicazione “La ragazza che ascoltava De André” in questa lista perché parte del testo è ambientata a Lisbona. Qui vive uno dei personaggi del libro, una donna che ha un ristorantino ad Alfama in cui serve baccalà e aringhe e che ha una relazione con la zia della protagonista. Nel libro troviamo molto folclore portoghese e cucina ovviamente (e pasteis de nata a profusione!).Mi fa piacere promuoverla su questo spazio perché il suo modo di scrivere ironico e scorrevole rende ogni lettura un tempo prezioso.

Se c’è qualche libro che parla di Portogallo che vorreste aggiungere fatemelo sapere nei commenti!

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Grazie!

Foto di copertina di Claudio Schwarz | @purzlbaum su Unsplash

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4 Comments

  • Reply Claudia 7 Ottobre, 2020 at 2:34 pm

    la prima volta sono stata a Lisbona quasi 20 anni fa e quindi mi sento anche io di averla amata prima che diventasse di moda 🙂
    anzi ti invidio molto il fatto di averci abitato, è un’esperienza che anche a me piacerebbe fare, anche se ormai ho quasi 50 anni…
    possiedo Treno di notte per Lisbona da tantissimo e non l’ho ancora letto, ma sei la seconda persona che (me) lo consiglia nel giro di una settimana, mi sa che devo tirarlo fuori dallo scaffale!
    Io questa estate ho letto il romanzo “Un cielo troppo blu” che è prevalentemente ambientato a Porto, che come trama funziona solo fino ad un certo punto, ma che ho amato soprattutto per la sensazione di “portoghesità” e struggimento che pervade ogni pagina.

    • Reply Mercoledì 7 Ottobre, 2020 at 3:22 pm

      Ciao Claudia,
      vivere a Lisbona è stata senza dubbio una delle esperienze più appaganti della mia vita! Mai dire mai 😉 anche se ora gli affitti e i prezzi sono alzati molto rispetto al periodo in cui ci ho vissuto.
      Secondo me un doppio suggerimento vale la lettura, ti sta certamente chiamando!
      Non conoscevo “Un cielo troppo blu”, vado a vedere. Grazie

  • Reply Sandra 7 Ottobre, 2020 at 8:43 pm

    Come non provare nostalgia per Lisbona e per il Portogallo?
    Ne conservo ricordi bellissimi e ho cercato di trasferirne la magia nel mio romanzo che trovo in questo tuo splendido elenco. Mi tremano le gambe a essere vicina a Tabucchi, Pessoa e Saramago con una lettura d’evazione ma con tratti molto profondi, che parla anche e parecchio di Lisbona. Grazie per avermi inclusa, per le tue parole.
    Anita era piccolissima quel giorno a Firenze e Petra ancora nei desideri. Che bello fu!

    • Reply Mercoledì 8 Ottobre, 2020 at 1:58 pm

      Sandra, è stato un piacere per me averti inserito nella lista: bisogna sempre confrontarsi con i grandi per crescere!
      Non passa giorno che non senta almeno un po’ di nostalgia (o meglio saudade) per Lisbona, non vedo l’ora si calmino le acque per tornare a farle visita.

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